
Nella foto, in alto: Toni Servillo, vincitore della Coppa Volpi come migliore attore per La Grazia
Quando la prima motonave accosta al molo del Lido, sotto la luce ancora calda ma già malinconica della fine di agosto, si capisce subito che la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica non è mai un semplice susseguirsi di proiezioni. È un rito collettivo. Dal 27 agosto al 6 settembre 2025, l’82ª edizione del festival ha trasformato la sottile striscia di terra veneziana nell’ombelico del mondo visivo, un crocevia dove il glamour dei red carpet ha saputo convivere, con un’armonia rara, con il cinema più profondo, politico e coraggioso. Sotto la direzione artistica di Alberto Barbera e la conduzione elegante di Emanuela Fanelli, le sale del Palazzo del Cinema e della Darsena hanno tremato di applausi, commozione e accesi dibattiti, svelando un’annata cinematografica che resterà impressa a lungo nella memoria degli appassionati.
Il sipario si è alzato nella notte del 27 agosto con la sfarzosa e attesissima anteprima di La grazia, la nuova e barocca fatica di Paolo Sorrentino scelta per aprire le danze. È stata una dichiarazione d’intenti che ha immediatamente infiammato la critica, ponendo le basi per un’edizione ricca di visioni uniche, culminata poi nella trionfale serata finale di sabato sei settembre. A stringere tra le mani il Leone d’Oro per il miglior film è stato il maestro del cinema indipendente americano Jim Jarmusch, che con il suo intimista e poetico Father Mother Sister Brother ha incantato la giuria internazionale presieduta dal regista Alexander Payne. Un trionfo, quello di Jarmusch, arrivato al termine di undici giorni densissimi, in cui i generi si sono mescolati — dal brivido muscolare e fisico della regia di Benny Safdie per The Smashing Machine fino alla straziante e necessaria urgenza politica di The Voice of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Hania, che ha conquistato il Gran Premio della Giuria portando la voce del dolore mediorientale direttamente nel cuore del festival.
Per il cinema di casa nostra è stata un’edizione da ricordare, capace di raccogliere frutti preziosi e conferme straordinarie. Il pubblico del Lido ha esultato per la vittoria di Toni Servillo, che grazie alla sua magnetica e monumentale interpretazione proprio nel film d’apertura di Sorrentino ha sollevato la Coppa Volpi come miglior attore, mentre il documentarista Gianfranco Rosi ha commosso la platea portando a casa il Premio Speciale della Giuria con il suo toccante e fluviale Sotto le nuvole. Mentre i riflettori si spengono e le celebrità lasciano gli storici saloni dell’Hotel Excelsior, sul Lido torna a posarsi il silenzio della laguna d’inizio autunno, portando con sé l’eco di storie, lacrime e visioni nate nel buio della sala, pronte ora a viaggiare per il mondo.
Riccardo Motta

