
Nella foto, in alto: la copertina di Tutto il mio folle amore di Gianrico Carofiglio
Quando l’estate si stringe nelle giornate più corte di settembre e i lettori rientrano dalle vacanze, le librerie italiane non offrono una semplice ripartenza, ma un profondo viaggio d’autunno dentro la memoria, le ferite e le rinascite del nostro Paese. Le novità della narrativa nazionale di questa stagione sembrano animate da un bisogno comune: guardare indietro, ai traumi della storia o ai silenzi delle mura domestiche, per comprendere chi siamo diventati.
A inaugurare questo nuovo ciclo letterario è Viola Ardone con Tanta ancora Vita, un romanzo intenso che si muove lungo la direttrice dolorosa ma feconda che unisce Napoli all’Ucraina. Ardone torna a esplorare i territori a lei più cari — la solidarietà, la forza dei legami invisibili e il peso delle separazioni — per raccontare come l’amore rimanga l’unica forza capace di ricomporre i pezzi di esistenze spezzate dalla durezza della realtà. Una Napoli profondamente diversa, sospesa nel tempo drammatico della guerra, fa da sfondo anche a Tutto il mio folle amore di Francesco Carofiglio. Il suo racconto ci riporta alla Bari del 1943, dove un gruppo di giovani, tra la passione per la musica jazz e la nascita di amicizie indissolubili, si ritrova a varcare la soglia dell’età adulta affrontando l’orrore del conflitto, trasformando la Resistenza non solo in una battaglia armata, ma in una disperata e vitale scelta di futuro.
Se la grande Storia plasma i destini dei singoli, la dimensione intima della memoria familiare trova una voce straordinariamente potente in Giuseppina Torregrossa. Il suo nuovo romanzo, Corta è la memoria del cuore, scava nei conflitti e nei silenzi di una genealogia tutta al femminile che attraversa i decenni, mettendo in scena l’eterno contrasto tra il peso delle eredità di sangue e la ricerca della propria indipendenza. A fare eco a questa indagine sui legami fluidi e complessi è Elena Stancanelli che con La gioia di ieri regala il ritratto di Anna, una cinquantenne ironica e irriverente che, in una casa affollata di amici, amanti e cani, accetta la sfida di reinventare se stessa e le proprie relazioni al di fuori degli schemi tradizionali. Tra il noir cupo e serrato di Piergiorgio Pulixi, che ne L’uomo dagli occhi tristi riporta in scena le ispettrici Rais e Croce tra i segreti di un delitto sul lago di Saruxi, e la melodia ruvida di Massimo Carlotto con il ritorno del suo storico Alligatore in A esequie avvenute, settembre dimostra che la grande letteratura italiana ha ancora gli occhi aperti sul mondo, pronta a trasformare ogni ferita in una storia impossibile da dimenticare.
Riccardo Motta

