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L’ultimo urlo del Principe delle Tenebre. Addio a Ozzy Osbourne

Nella foto, in alto: Ozzy Osbourne

Il mondo del rock ha perso il suo re più folle e magnetico. John Michael “Ozzy” Osbourne, nato il 3 dicembre 1948 a Marston Green, in Inghilterra, si è spento ieri, 22 luglio 2025, all’età di 76 anni nella sua casa a Jordans, circondato dall’affetto della sua famiglia. Con la sua scomparsa cala il sipario sulla vita dell’uomo che, più di chiunque altro, ha incarnato l’anima oscura, eccessiva e immortale dell’heavy metal.
La fine è arrivata come un sussurro, appena diciassette giorni dopo il suo ultimo ruggito sul palco. Il 5 luglio 2025, infatti, Ozzy si era esibito a Birmingham in un memorabile concerto d’addio intitolato Back to the Beginning, riunendosi un’ultima volta con i compagni storici dei Black Sabbath — Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward — nella stessa città dove tutto era iniziato nel 1968. Nonostante la lunga battaglia contro il morbo di Parkinson, diagnosticatogli nel 2020, Osbourne aveva voluto regalare ai fan un ultimo momento di pura elettricità prima che le forze lo abbandonassero definitivamente.
Dagli esordi rivoluzionari con album leggendari come Paranoid fino a una carriera solista monumentale inaugurata nel 1980 con Blizzard of Ozz, Ozzy ha venduto oltre 100 milioni di dischi, diventando un’icona transgenerazionale capace di sopravvivere ai propri stessi eccessi e alle critiche del mondo conservatore. “Non sono il diavolo, sono solo un ragazzo della classe operaia che ha cercato di divertirsi”, amava ripetere. Oggi, quel ragazzo lascia un vuoto incolmabile, ma la sua voce roca e i suoi riff sulfurei continueranno a riecheggiare per sempre nella storia della musica.

Riccardo Motta

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