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Bogotá, l’inferno di Santa Fe. Dove “dar papaya” può costare la vita

BOGOTÀ – Le luci si spengono rapidamente tra i vicoli di Santa Fe, un distretto a ridosso del cuore storico di Bogotá che la polizia locale continua a mappare come una delle aree a più alta densità criminale della capitale. Nelle ultime ore, le autorità hanno intensificato i pattugliamenti per arginare una serie di rapine a mano armata che colpiscono passanti e residenti. Per un turista, superare il confine invisibile che separa la sicurezza coloniale della Candelaria da questo quadrante urbano significa entrare direttamente in una zona di massimo rischio.

Nella foto, in alto. la capitale Bogotà

I rapporti delle forze dell’ordine descrivono Santa Fe come un territorio frammentato da forti tensioni sociali, microspaccio e criminalità predatoria. Le modalità d’azione dei malviventi seguono uno schema consolidato: aggressioni fulminee, spesso condotte con armi da taglio o da fuoco, ai danni di chiunque violi la rigida regola locale del no dar papaya. Questo celebre monito colombiano, traducibile letteralmente con “non dare la papaya”, è un codice stradale di sopravvivenza non scritto: significa non esporsi, non mostrarsi vulnerabili e non dare ai malintenzionati l’occasione d’oro per colpire. A Santa Fe, un telefono tirato fuori per strada o il riflesso di un gioiello equivalgono a infrangere questo dogma, trasformando il passante in un bersaglio immediato. Con il calare della notte, il quadrante si isola quasi completamente, diventando uno scenario sconsigliato a chiunque non sia del posto.

Mentre il quadrante nord della metropoli – tra Usaquén, Chapinero e la Zona Rosa – mantiene indici di sicurezza stabili grazie a un massiccio dispiegamento di sorveglianza privata e pubblica, la situazione a Santa Fe riaccende il dibattito sulla sicurezza dei viaggiatori. Gli inquirenti ribadiscono l’appello a utilizzare esclusivamente trasporti tracciati tramite app ufficiali, a evitare spostamenti appiedati dopo il tramonto e a monitorare costantemente i canali istituzionali. La frontiera della criminalità di strada a Bogotá resta una linea sottile che richiede massima allerta.

Eradis Josende Oberto

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