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ICW, 29 giugno 2019 Costa di Mezzate. Fight Forever 9 Parte Prima

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Tutto in forse fino alle 23.30 di venerdì sera. Il passaggio era stato trovato dopo una settimana di ricerche e richieste a tutti coloro che potessero venire arrivando da Milano e limitrofi. C’era. E poi non c’era più: c’è un altra persona da portare per forza, e il posto che avremmo dovuto occupare noi era diventato di qualcun altro. Quassù, senza macchina, mica ci possiamo arrivare. Absolutely no way. All’ultimo minuto salta fuori un altro posto macchina. e non riusciamo a trattenere la gioia: si va! Fantastico, non ci speravamo più! Ci si trova alle 18 nei pressi della stazione del passante ferroviario di Milano Certosa e si va a prendere Mike Verna e consorte, una deliziosa ragazza americana minuta e abbronzata.

Nella foto, in alto: Mike Verna e consorte con la nostra Erika corvo
Nella foto, in alto: Mike Verna e consorte con la nostra Erika Corvo

La coppia ha colto l’occasione di alcuni match in Italia in cui Mike è stato bookato per fare una bella vacanza: un bel giro turistico in Campania, terra d’origine di Mike, e lunedì torneranno in Canada. Lui parla un buon italiano e si fa capire bene, lei non sa nemmeno una parola a parte “ciao,” “pizza” e “spaghetti”. Non sono abituati a temperature così torride, e gli raccontiamo di quando, tanti anni fa, eravamo in vacanza in Grecia. C’erano 42 gradi, le persone più deboli e gli anziani morivano come mosche. Mentre eravamo in giro per il Paese, l’unico modo di riuscire a bere era farsi del the… col pentolino pieno d’acqua che bolliva da solo in pochi secondi appena lo posavi sul cofano della macchina, letteralmente rovente. Ne restano impressionati. Ok, passiamo a prendere anche l’altro passeggero e finalmente arriviamo a destinazione.

Nella foto, in alto: il Centro Sportivo di Costa di Mezzate.
Nella foto, in alto: il Centro Sportivo di Costa di Mezzate.

Se fuori, all’aperto, tira un bel venticello e si sta bene, all’interno della palestra sembra di stare in un forno e la sudorazione è così abbondante da bruciare sulla pelle. Bene, ci siamo tutti! Il roster ICW è al completo, lottatori e staff, e ci sediamo con loro appena in tempo per assistere al briefing e dare un’occhiata alla card. Sono momenti “per addetti ai lavori” e apprezziamo molto il fatto che ci permettano di partecipare e di essere parte della famiglia. C’è appena il tempo di scaldarsi un pochino sul ring e già il pubblico inizia ad affluire in sala.

Nella foto, in alto: Emanuel El Gringo, il Supereroe volato in nostro soccorso
Nella foto, in alto: Emanuel El Gringo, il Supereroe volato in nostro soccorso

Riusciamo anche a farci portare una pizza (meno male che i pizza runners conoscono il posto e ci arrivano senza problemi), e allora è tutto a posto.

Il nostro prezioso collaboratore, dottor Birrachiara, in questo periodo si sta godendo un periodo di meritata vacanza e non ci è sembrato giusto scassargli i marroni anche in questo frangente. Qua non c’è Lois Lane, ma un Supereroe è venuto in nostro soccorso sopportando i nostri tempi strampalati, le volte che ci siamo addormentate sulla tastiera e le volte che abbiamo incasinato tutto come solo noi riusciamo a fare. Bravissimo e competente, ha compreso al volo cosa gli fosse richiesto di fare, e se dovessimo dargli un voto direi che il dieci sarebbe adeguato. Più che un supporto tecnico, qua ha dato la paga a Umberto Eco e insieme abbiamo scritto “Il Nome della Mossa”. Dunque, grazie di cuore a Emanuel El Gringo! (Secondo noi, la notte si mette un mantello e vola!)

Lo show è il numero nove di Fight Forever, e prevede nove match belli cicciosi, che promettono bene uno più dell’altro. Iniziamo?

Nella foto, in alto: Vetigo contro Dagon, l'Angelo Caduto
Nella foto, in alto: Vetigo contro Dagon, l’Angelo Caduto

Primo match: Vertigo contro Dagon, l’Angelo Caduto. Vertigo inzia col botto: una serie di tentativi di pin e contro pin e una inaspettata hiptoss di Dagon reversata da Vertigo con un armdrag, che però non porta alla vittoria. Dagon è ancora troppo fresco per soccombere, ma l’iniziativa era ottima. Reagisce bene con una back slide pin e poi c’è un double down per la par condicio.

Nella foto, in alto: il primo volo di Dagon?
Nella foto, in alto: il primo volo di Dagon? (dalla pagina FB “commenti memorabili”)

Dagon riparte con una serie di lariat, anche intercettando Vertigo in volo dalla terza corda per qualcosa che finisce ingloriosamente in uno spàntego. A Vertigo girano le scatole e si scatena fracassando Dagon di botte con finale a sorpresa di diving leg lariat dalla terza corda, ma una springboard casadora gli viene reversata in un german suplex. Dagon va avanti come uno schiacciasassi con un bel lionsault che però va in bianco perché l’altro si sposta in tempo. Recupera la casadora andata a vuoto prima, portandola a termine con l’aggiunta di una DDT. Non contento, ci aggiunge anche un crossbody. Un moonsault a vuoto ciascuno non è vero che non fa male a nessuno, perché si fanno malissimo tutti e due. Dagon piazza una northern light suplex, ma ancora non è sufficiente a portarsi a casa la vittoria. Ogni tanto punta il dito indice verso l’alto, e siccome noi non siamo per niente serie ci immaginiamo che voglia mostrarci gli aerei che vanno ad atterrare all’aeroporto di Orio al Serio, visibili dai finestroni in alto con assoluta regolarità. “L’Angelo Caduto”… Boh? che sia caduto giù da un aereo perché non si era legato la cintura? Il suo lionsault stavolta va a segno e vale il match. E bravo Dagon, e bravi tutti e due.

Nella foto, in alto: Bach e El Gringo
Nella foto, in alto: i Rapsodia Latina, Bach ed El Gringo

Secondo match: Rapsodia Latina, ovvero Gabriel Bach ed Emanuel El Gringo, contro L’Orda, cioè Rust e Bjorn. Gabriel e Gringo fanno le pantomime da imbranati contro un ferocissimo Rust, e quando il  wrestling è buono e ci si riesce a ridere sopra, per noi è un invito a nozze: ci divertiamo davvero! Gabriel lascia Gringo a prenderle e da buon furbetto della situazione si defila prudentemente mentre il compagno diventa a fettine così sottili che sembra un kebab. Si lancia in un crossbody ma Bjorn lo acchiappa al volo e improvvisa un fallaway slam. Mentre il poveretto strilla come un aquilotto, Rust lo riacchiappa e una casadora si chiude con l’aiuto di Bjorn che gli tira un calcione sul muso. El Gringo diventa El Grugno. Bach interviene giusto per evitargli lo schienamento. Acchiappa Bjorn e gli tira una ecochop in sol bemolle. Siccome non basta, arriva a segno anche con un basement elbow a seguito di uno snapmare, ma il pin di tre è ancora lontano. Torna El Gringo con un vertical suplex con ponte  su Bjorn, poi dà il touch a Gabriel. Bjorn lo agguanta e lo massacra con un lariat, ma dato che non è l’uomo legale, frega niente a nessuno, e all’arbitro men che meno. Arriva Bach e ci mostra come si possa fare musica anche col solo uso della gamba destra: madonna, come lo suona! Parafrasando la pubblicità di una famosa birra: “Gabriel, sounds good!”. Non concede il touch a Gringo prima di aver sciorinato una bella russian legsweep e un tentativo di figure four all’avversario. El Gringo entra giusto giusto per beccarsi una fallaway slam, ed ora entra Rust al posto di Bjorn. Gringo ricomincia a prenderle di santa ragione, si becca una fireman’s carry into sit out spinbuster ma il pin vincente arriva solo dopo “la war hammer”, la finisher con cui Rust va a segno: lui con una discus lariat e Bjorn che sigilla il tutto con un german suplex. Din, din, din, l’Orda ha vinto lo scontro!

Nella foto, in alto: Alessandro Corleone contro Mike Verna
Nella foto, in alto: Alessandro Corleone contro Mike Verna

Terzo match: Alessandro Corleone contro Mike Verna, valido per la cintura interregionale. Verna lo usano nelle scuole elementari per mostrare com’è fatto un parallelepipedo. Corleone, invece, sembra un fotomodello sulla copertina di Uomo Vogue. Vederli insieme, è difficile credere che appartengano alla stessa razza.

Nella foto, in alto: Verna lo usano per mostrare com'è fatto uun parallelepipedo
Nella foto, in alto: Verna lo usano per mostrare com’è fatto un parallelepipedo

L’aria inizia a scaldarsi con una head scissor di Verna che prosegue l’azione con un suplex con delay di tre mesi, che quando Corleone atterra è già autunno. Quando si rialza gli ficca le dita negli occhi e mentre non ci vede lo stende con una lariat. Dopo una breve puntata al piano di sotto, tornano su e Verna riesce a far volare il Padrino con un altro bel vertical suplex. Poco dopo gli piazza un enziguiri mica da ridere, un filotto di ginocchiate che rimbombano come chop, poi Corleone si stufa e gli tira una lariat che lo distende sull’apron come fosse uno zerbino sull’uscio. Lo tira dentro e tenta la decapitazione con un legdrop, ma l’esecuzione non riesce e allora prova l’omicidio con uno strangolamento a due mani. L’arbitro gli dice che la cosa non è prevista dal regolamento, e il Padrino ci resta così male, ma così male, che poco dopo sbaglia una head scissor. Allora Verna ne approfitta per sbatacchiarlo qua e là come un tappeto, e lo sganascione che gli tira è una favola. Roba che ci si aspetta di vedere la mandibola di Corleone volare via e raggiungere in volo le Seychelles. Mike solleva il suo avversario, ma anche bello palestrato, pompato  e fisicato com’è, sollevare quel grattacielo umano è mica facile, e la scoop powerslam riesce a stento. Dato che non riesce nemmeno il pin, Verna tenta un lionsault, ma l’altro si sposta in tempo e pappappero. Corleone si vendica con un superkick, ma ci vuol altro per far cedere il parallelepipedo! Mike sistema l’avversario sulla terza corda e una bella hurricanrana ci delizia e manda in giuggiole. Anche la spinebuster che segue non è niente male, ma nulla può contro il Bacio della Morte di Corleone, che lo spedisce nel mondo dei sogni e one, two, three e din din din, here is the winner! Ma c’è il lieto fine: quando Verna torna tra i viventi, i due si stringono la mano, e allora tutto è bene quel che finisce bene.

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Nella foto, in alto: Dalla e Manero contro Mori e Sky

Quarto match: Tenacious Dalla contro Andy Manero contro Mirko Mori contro Eron Sky, valido per il titolo italiano di Wrestling. Ma che bello, dai che qua ci divertiamo! E infatti innestano il turbo tutti e quattro partendo con una raffica di pin e contro pin velocissimi. Manero bisbiglia qualcosa che evidentemente fa schifo a tutti e puniscono la sua impertinenza con un bel triplo dropkick in stereofonia che lo spedisce fuori ring a vedere le stelle e gli uccellini. Mori fa scintille: riesce ad avere in posizione favorevole Dalla e Sky e li fa volare entrambi in una magnifica doppia hurricanrana. Madonna, quanto ci piacciono queste azioni velocissime e imprevedibili! Mori viene trascinato giù da Manero, e Manero viene ributtato di sotto da un enziguiri di Sky.

Nella foto, in alto: lo spettacolare Andy Manero
Nella foto, in alto: lo spettacolare Andy Manero

Dalla si becca un filotto di tre “Sole Piatti” consecutive così potenti che quando Eron decide di deliziarci con una serie di handsprings, zompettando capovolto per il ring, Dalla lo guardava e pensava: “Mah, ne ho prese così tante che vedo girare tutto”. Poi si ripiglia e lo ripaga con un monkey flip. Tenacious Dalla ci prova con un legdrop gridando: “nel nome del Power”, ma più che altro è “nel nome del Pappappero” perché l’altro si sposta e lo evita. Mentre Dalla spalma il suo didietro sul canvass, Eron gli tira un altro enziguiri da svitargli la testa. Ritorna di sopra Manero e il calcione nello stomaco che affibbia a Sky è roba da lasciargli un buco nel mezzo. Mori tenta due volte di risalire, ma entrambe le volte Manero lo ributta di sotto. Sky torna su solo per beccarsi un backdrop suplex. Tenacious Dalla schianta Manero con una serie di cutter e Manero lo spantega con un altro tentativo di Staying alive. Ci riprova ancora poco dopo, ma Dalla è più svelto e gli piazza un enziguiri. Vorrebbe chiudere con un legdrop, ma Mori lo scansa mentre l’arbitro contava il due. Tenacious finisce addosso a Manero e Mori zompa su entrambi con un moonsault da medaglia d’oro, e spiaccica sul canvass Eron Sky con un bodyslam. Mori finisce alle corde trattenuto da Sky, Tenacious compie una acrobatica sunset flip  su Sky giusto mentre Sky fa un German Suplex a Mori.

Nella foto, in alto: il bravissimo Eron Sky
Nella foto, in alto: il bravissimo Eron Sky

Effetto stereo spettacolare, bravissimi tutti e tre ma non solo! Per non essere da meno, anche Manero acchiappa Dalla e Sky e mette a segno un doppio german suplex, uno di qua e uno di là, mostrando una forza disumana. Tutto il pubblico intona “this is awesome”, e hanno ragione. Ne volete ancora? Dalla e Sky acchiappano Manero per rendergli il servizio e spatasciarlo di vertical suplex, invece è lui a sollevarli, suplexarli, e spatasciarli entrambi. Da non credere! In più,  Mori zompa sopra a tutti e tre lanciandosi in un lionsault. Ma quanti anni di vita abbiamo perso a guardare la WWE in tv, quando questi sono dieci volte più bravi e se ne accorge anche il gatto? Velocissimi, coordinati, atletici, estrosi… Il pubblico ora grida “holy shit” ma dovrebbero gridare “santi subito”, perché in America lo fanno per soldi e qui per pura passione, cuore, anima e nerbo. Ragazzi, vi amiamo: sappiatelo! E adesso tutti in cerchio a fare fighting spirit a suon di chop e enziguiri, uno ciascuno che fa male a nessuno. Mori acchiappa Dalla e gli tira una tombstone piledriver. Sorpresa: altro piccolo (piccolo?) capolavoro: Sky arrotola Mori in un O’Connor Roll. Manero gli zompa addosso in una cuty special (roba giapponese) e il gruppo laocontico diventa una roba così aggrovigliata che l’arbitro deve battere il pin doppio, con entrambe le mani. Ma si arriva solo a due. Sky replica un’altra volta il suo exploder suplex con ponte su Mori, che magari quello di prima non gli era piaciuto, arriva Dalla e appioppa una satellite DDT a Sky. Sarebbe la sua finisher ma non finisce niente perché qua la notte è ancora giovane: Manero lo afferra e la Styles clash che ne segue è roba da applausi e standing ovation. E vabbè, e allora ditelo! Siccome era troppo bello per essere vero, arriva Corleone a scassare le scatole a tutti e rovinare la festa. Ma interviene Mori: lo mette ko con una bellissima divinig tornado DDT e lo rispedisce pari pari da dove è venuto. Il pubblico grida ancora “this is awwesome”, ma potrebbe gridare anche “Maria, butta la pasta” perché ormai hanno gridato di tutto, il match è straordinario e non rimane molto da aggiungere. Abbiamo visto più bella roba qua in dieci minuti che in una stagione intera di Smackdown. Mica finisce qui: Mori torna sulla terza e zompa con una double stomp su Manero, alla faccia di quelli che dicono che il wrestling è finto. Andy, poi ci fai sapere in privato se hai un buco a forma di scarpe sul torace? Tenacious Dalla Acchiappa Mori con l’intenzione di fargli qualcosa, ma c’è Sky in volo dalla terza corda con la sua supernova. Fa strage e atterra tutti quanti, ma c’è ancora Manero in piedi: il Ballerino del Sabato Sera ne approfitta, tira un calcione sul muso a Eron Sky, lo rolluppa e l’arbitro finalmente conta il pin di tre. Il campione italiano rimane sempre lui. Ragazzi, che match! Vi assicuro che dagli anni ’80, di match ne abbiamo visti tanti. Di quelli da saltare in piedi ce ne sono stati molti, ma di quelli da pelle d’oca, molto pochi. Questo era uno da pelle d’oca alta così, e possiamo dire: “Noi c’eravamo”. Grazie a tutti e quattro, perché ci hanno davvero emozionato. Grandi, grandi, e ancora grandi!

Ci sentiamo tra qualche giorno per la seconda parte, stay tuned!

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