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La prima Santa Araba : Maryam di Betlemme ( la piccola araba )

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Nella foto in alto; Un passo del testamento spirituale di Maryam

Nella domenica del 17 maggio 2015, Papa Francesco in piazza San Pietro aveva canonizzato, quattro beate tra cui la prima Santa araba : Maria di Gesù crocifisso, al secolo Miriam (o Maryam) Baouardy. monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani scalzi. Sono stati oltre duemila i fedeli provenienti dal Medio Oriente per la canonizzazione delle prime sante di questa terra; era presente anche il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen. Piazza San Pietro era gremita di persone fin dalle prime ore del mattino, una gran quantità di fedeli che sventolavano bandiere  verdi, bianche, nere con il triangolo rosso, quelle della Palestina. La nuova santa palestinese nota anche con il nome di Piccola Araba, fu beatificata da Giovanni Paolo II il 13 Novembre del 1983. Una Santa, morta all’età di poco più di trent’anni, che durante la sua breve vita ha avuto molte manifestazioni mistiche, una vita ricolma di prodigi, con un cammino di fede molto particolare, una santa rimasta nell’oblio per oltre un secolo ed ora all’onore degli altari. Miriam Baouardy, o Maria di Gesù Crocifisso, nasce il 5 gennaio 1846 nel villaggio palestinese di Abellin in Galilea, nei pressi di Nazareth. I suoi genitori, molto poveri, erano di origini libanesi e appartenevano alla Chiesa cattolica greco-melchita. Mariam era chiamata da molti la “Piccola araba”, ma preferiva definirsi con il nome di “Piccolo nulla”. Nacque dopo la perdita di ben dodici fratelli; i suoi genitori, avviliti dal non poter avere figli si recarono in pellegrinaggio alla grotta della Natività di Betlemme per implorare il Signore, di donare loro un bambino. Il loro desiderio fu esaudito e a titolo di ringraziamento, la chiamaromo Maria ( Maryam ). Nacque poi anche un secondo figluio, Paolo, che purtroppo non vissero appieno in quanto entrambi morirono poco dopo. I due fratelli vennero affidati alla cura di due famiglie di parenti ad Alessandria d’Egitto. Maryam e Paolo non si videro mai più c reando in entrambi i cuori un dolore incolmabile. Maryam Crebbe analfabeta, come tutte le bambine arabe, ma la sua intelligenza e prontezza nell’apprendimento, ne faceva una bambina unica. Fin da piccolissima, già all’età di cinque anni, iniziò ogni sabato a digiunare in onore della Madonna, la sua devozione alla Madre di Gesù, la portava a raccogliere ogni giorno dei fiori di campo per metterli di fronte ad un’icona della Vergine. Un altro evento prodigioso avvenne durante la sua prima comunione, quando vide Gesù andare incontro a lei, con  le sembianze di un bellissimo fanciullo. A tredici, come consuetudine nel mondo del medio-oriente, fu promessa sposa ad un uomo, con un matrimonio combinato dallo zio, evento che Miriam rifiutò con fermezza. Al rifiuto del matrimonio e della conversione all’Islam, lo zio la diede in pasto ad un servo che la riempì di botte e , mezza moribonda, la abbandonò in una via del paese. La piccola si risevegliò in una grotta con accanto una donna che la curò. Questa donna la accompagnò poi dentro un convento affinchè trovasse riparo dalle monache. Varcata la soglia, la dama, sparì lasciando la piccolissima donna nello sconforto spirituale che non avrebbe rivisto mai puiù quella mamma. La dama era Maria, la Vergine. Entrò come novizia presso le Suore di S. Giuseppe dell’Apparizione. Durante il suo noviziato, continuò ad avere estasi, successivamente ogni settimana, dal mercoledì sera al venerdì mattina,  a queste si associarono le stimmate. La madre superiora e le suore anziane, giunsero a dubitare della autenticità di questi fenomeni e una volta scaduto il tempo del postulandato, non ammisero Miriam al noviziato. Si trasferì nei Bassi Pirenei, a Pau ed entrò nel Carmelo, il 15 giugno del 1867; due mesi dopo venne ammessa al noviziato con il nome di Suor Maria di Gesù Crocifisso. Anche a Pau, Miriam continuò ad avere fenomeni di estasi e il verificarsi delle stimmate. Il vescovo del luogo, Mons. Lacroix, appena ne fu informato, sottopose subito ogni cosa ad accurato e approfondito esame, raccomandando alle religiose la più assoluta segretezza. Oltre le estasi e le stimmate, ebbe anche fenomeni di  transverberazione, ovvero trafittura del cuore; il cuore le sanguinava, e lasciava impresso sui pannolini, che usava per detergersi, la croce e le iniziali del nome di Gesù. Durante l’autopsia che fu eseguita nel giorno della sua morte, fu trovato il cuore ferito con una grossa punta di ferro, ora il suo cuore è conservato nel convento del Carmelo di Pau. Come per San Pio, Il Signore permise a satana di tormentare il suo corpo, al fine di purificare, ancor di più, la sua candida anima; legioni di demoni, ogni settimana si davano il cambio. Molte sofferenze le furono inflitte, il demonio cercò anche di soffocarla facendole inghiottire grossi spilli e pezzi di vetro. La Santa, passati questi momenti, pur nel dolore, era grata a Dio dicendo: “Soffrire fino alla fine del mondo, se è la tua volontà, o mio Dio! Io non desidero altro che far piacere a Te! Gesù, aiutami a fare la tua volontà”, felice di unire le proprie sofferenze a quelle patite da Gesù nella sua Passione. Il demonio, sconfitto da Miriam, con la sua volontà di obbedire a Dio, continuò ad ossessionarla per ben tre anni, con crisi di scoraggiamento, persino di suicidio e di ostilità alle superiori e al vescovo. Il 21 novembre del 1871, dopo ventuno giorni di ritiro, con  estasi, visioni e apparizioni, professo solennemente i voti Per tutta la vita ebbe sofferenze in riparazione dei peccati e in suffragio delle anime del purgatorio, continuando ad essere vittima dell’ossessioni del demonio. Miriam aveva anche un grande un desiderio, la fondazione del Carmelo a Betlemme, lo chiese costantemente nelle sue preghiere al Signore e Dio, esaudì questo suo desiderio; il 20 agosto 1875 la Piccola Araba, lasciò Pau, con una decina di consorelle e andò a stabilirsi a Betlemme. Nel luglio del 1878, Suor Miriam fu assalita da tosse, da gonfiori al petto e ai piedi; il suo stato peggiorò, anche a causa di una brutta caduta, che le causò la frattura del braccio sinistro in più punti, che successivamente le andò in cancrena. Il 26 agosto del 1978 morì e ritornò in cielo. Aveva circa una trentina di anni.  Nella chiesa universale viene ricordata il 26 agosto mentre nella congregazione del Carmelo il giorno prima. il 25 agosto. La sua tomba si trova presso la chiesa del Carmelo a Betlemme e ogni anno è meta di numerosi pellegrinaggi da tutto il mondo.

Thomas Tolin

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