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La notte in cui Hollywood ha incoronato i suoi maestri. Il trionfo degli Oscar 2026

Nella foto, in alto: la premiazione di Una battaglia dopo l’altra

Le luci del Dolby Theatre si spengono su un’edizione degli Academy Awards che Hollywood ricorderà a lungo come la notte del grande cinema d’autore e delle storie di straordinaria tenacia.
Il sipario si è alzato nel segno di una vittoria che ha il sapore dolce del riscatto e della giustizia poetica. Quando Zoe Saldaña ha aperto la prima busta della serata, il nome risuonato in sala è stato quello di Amy Madigan. A 75 anni, con le gambe visibilmente tremanti per l’emozione, l’attrice è salita sul palco per ritirare la statuetta come Miglior attrice non protagonista grazie al suo ruolo nei panni della disturbante e magnetica Aunt Gladys nell’horror corale Weapons.
Prima di salire i gradini, il lungo e commosso abbraccio con il marito Ed Harris ha raccontato quarant’anni di amore e di dedizione al cinema, chiudendo un cerchio aperto nell’ormai lontano 1986, l’anno della sua prima nomination. Con un sorriso ironico ed energico, Madigan ha confessato al microfono di sentirsi sopraffatta, regalando alla platea il primo momento di autentica commozione della serata.
Ma la vera e propria ovazione della notte è stata tutta per Paul Thomas Anderson. Il regista californiano ha finalmente rotto il suo storico digiuno da Oscar, dominando la serata con il suo Una battaglia dopo l’altra, che ha conquistato i premi più pesanti: Miglior film, Miglior regia e Miglior sceneggiatura non originale. Una pellicola monumentale che ha saputo battere la concorrenza agguerritissima del super favorito della vigilia, I peccatori di Ryan Coogler.
Il film di Coogler non è rimasto a bocca asciutta, portando a casa quattro statuette tecniche e regalando un trionfo storico a Michael B. Jordan, incoronato Miglior attore protagonista dopo aver scalzato giganti del calibro di Leonardo DiCaprio e Timothée Chalamet. Tra le donne, lo scettro di Miglior attrice è andato a una straordinaria Jessie Buckley, magnifica protagonista del dramma storico Hamnet.
Tra le sorprese di una notte magica, spicca anche il successo della Norvegia con Sentimental Value di Joachim Trier, premiato come Miglior film internazionale, e l’esplosione pop di KPop Demon Hunters, capace di fare doppietta vincendo sia come Miglior film d’animazione sia per la Miglior canzone originale.
Hollywood saluta il 2026 celebrando la sua anima più pura: quella che non ha paura di osare dietro la macchina da presa e che sa aspettare quarant’anni prima di consegnare una statuetta a chi, sul set, ha dato l’anima.

Riccardo Motta

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