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Isole Cayman. Da Paradiso fiscale a scenario da cartolina

Le Isole Cayman si confermano la capitale globale della finanza offshore, ospitando oltre 118.000 società a fronte di appena 85.000 residenti. Questo territorio britannico d’oltremare attrae i più grandi fondi d’investimento del pianeta grazie a una politica a tassazione zero: non si pagano imposte sul reddito, sulle società o sulle plusvalenze. Lo Stato si finanzia invece tramite dazi doganali e le consistenti tasse annuali di rinnovo versate dalle aziende registrate.

Ma l’arcipelago non è solo un magnete per i capitali. Dietro i grattacieli di George Town si nasconde un vero paradiso naturale, dominato da spiagge leggendarie come la Seven Mile Beach. Questa mezzaluna di sabbia finissima e bianchissima, lambita da un mare turchese e calmo, si scontra cromaticamente con il verde intenso delle palme da cocco. È proprio questa combinazione tra una natura tropicale incontaminata e barriere coralline ricche di vita a fare da cornice ideale al benessere economico dei suoi residenti.

Nella foto, in alto: la città di George Town, la capitale delle Cayman

L’immagine da vecchio film del paradiso fiscale dominato dall’anonimato è ormai superata da una profonda metamorfosi legislativa. Per evitare le liste nere internazionali, le autorità hanno potenziato lo scambio automatico di informazioni finanziarie con gli altri Stati (CRS 2.0) e introdotto regole severe per tracciare le criptovalute. La forza delle Cayman oggi non risiede più nel segreto bancario, ma nell’offrire un’infrastruttura legale rapidissima e stabile per muovere capitali alla luce del sole, immersi in uno scenario da cartolina.

Eradis Josende Oberto

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