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Hoya Bistrot. Il fiore nel piatto



C’è un’eleganza che non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare. È la stessa che si ritrova nei petali della Hoya. Un fiore che è insieme geometria perfetta e fragilità autentica. Ed è esattamente da questa ispirazione botanica che prende vita Hoya Bistrot. Un piccolo microcosmo di stile e accoglienza che ha scelto il fermento di Porta Venezia per mettere radici.

Nella foto, in alto: il Bistrot Pasticceria Hoya dall’esterno, dove si può anche ordinare di passaggio

Varcare la soglia di questa location hight-end non significa semplicemente sedersi a tavola, ma entrare nel mondo della bella Wafa. La sua è una presenza discreta, quasi sussurrata, ma onnipresente nella cura maniacale di ogni dettaglio. In un’epoca di ostentazione, Wafa sceglie la via della riservatezza, lasciando che a parlare siano le materie prime che seleziona personalmente con la dedizione di un’erborista d’altri tempi.

Nella foto, in alto; una parte di colazione marocchina, le famose msemen

La geografia del gusto, qui, non conosce confini. Il palato viene condotto per mano verso terre lontane. Si avverte la nota pungente e preziosa dello zafferano arrivato direttamente dall’Iran, si scopre la sapidità profonda delle olive del Maghreb, in un intreccio armonioso dove i ritmi della metropoli milanese si fondono con il fascino dell’altrove esotico.

Nella foto, in alto: un meraviglioso Tajine di prugne e manzo

La critica e i gourmet più esigenti hanno ormai trovato i loro “mai più senza”. I Tajine, preparati con una maestria che profuma di tradizione e pazienza, sono diventati il fulcro di cene che si prolungano nel calore di un’atmosfera che sa di tranquillo focolare domestico.. Ma Hoya stupisce anche nel momento del brunch, trasformandolo in un rito ricercato dove la linea esclusiva della cucina trova la sua massima espressione.

Nella foto, in alto: l’immancabile Tè marocchino alla menta, in dialetto maghrebino “atay bi-l-na’na”

Tra le pieghe del menu, brillano gemme rare. La croccantezza dei braywat al timo, l’audacia dei tajine di gamberi e, per chiudere, una carezza dedicata anche ai buongustai più esigenti. Il “Dattero Gold”, dessert d’autore rigorosamente gluten-free. Non è solo un dolce, ma il simbolo della filosofia del locale. L’esclusività che non rinuncia alla bellezza.

Nella foto, in alto: eleganti contenitori classici arabi

Hoya Bistrot non è solo un bistrot d’alta cucina… è un rifugio. Un luogo dove l’autenticità è servita su piatti che lasciano spazio alla meraviglia del viaggio e della scoperta, orchestrati con grazia da una padrona di casa che ha fatto del dettaglio la sua forma d’arte.


            Nadege Bruni

HOYA BISTROT
Via Panfilo Castaldi, 42
20124 MILANO
Sito: https://www.hoya-milano.it/
Per prenotazioni: 02.45395026

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