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Covid-19. La parola all’esperto: dottoressa Nadia Tamburlin

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Nella foto, in alto: la dr. Nadia Tamburlin

Come testata giornalistica sentiamo il dovere di “abbracciare” virtualmente tutti Voi, cari lettori, e tutte le vostre famiglie. Anche noi del direttivo di “Mondomarziale spia il mondo” siamo a casa. La dottoressa Carla Rossi, direttrice responsabile  del giornale, ha predisposto che chiunque collabori con la redazione si metta in quarantena al fine di tutelare la propria salute e quella dei propri cari. In questi giorni sono arrivate in direzione molte richieste riguardo al Covid-19. Siete in tantissimi che ci avete chiesto di poter essere informati a riguardo oltre che, tantissimi, ci avete fatto pervenire il Vostro interesse per la nostra salute. Ci ha molto emozionato questo e Vi possiamo garantire che ogni membro della redazione sta bene. Nel rispetto dell’onestà intellettuale che ci unisce, abbiamo deciso di dare voce alle Vostre domande a riguardo e di cercare di fare chiarezza su questa pandemia che ha coinvolto il mondo intero e che ha reso, la nostra cara Italia, la prima zona rossa d’Europa. Abbiamo contattato a riguardo uno dei medici più esponenti della sanità Lombarda. Essendo la Lombardia, con il primo focolaio di Codogno nel Lodigiano, la prima regione coinvolta in emergenza sanitaria, non potevamo che contattare chi la Lombardia la conosce a tutto tondo. Nadia Tamburlin. La dottoressa risiede e opera a Milano. Perché Nadia? Perché di lei mi fido. E’ passato più di un anno da quando le ho fatto una prima intervista, da quando ho constatato con i miei occhi che i titoli non servono a nulla se non ci metti il cuore. Quella di Nadia è una vita spesa per la medicina. Lei è simile ad un” motore di vita” che non si spegne mai. Che non si arresta mai. Nadia ha messo nel cassetto le chiavi che danno accesso al suo privato per donarsi ai suoi pazienti. Totalmente. Il suo studio, in corso Buenos Aires 75 a Milano, vede sempre un via vai continuo di persone che cercano chi li possa comprendere. Chi li possa instradare. Chi li possa guidare. Cercano chi li possa anche solo distrarre dalle mille preoccupazioni che inevitabilmente la vita chiede di portarci appresso. In Nadia questo qualcuno lo si trova. Lo si trova eccome. Ricordo che, a termine di una sua conferenza presso SMIEM-AGORA’ (Scuola Superiore Post Universitaria di Medicina ad indirizzo Estetico, ndr.) dove lei è vice presidente, facendole notare quante persone sentivano il bisogno di stringerle la mano per un saluto, un complimento o semplicemente spinti da una forma di cortesia sentita, lei mi rispose : “ Sono io che devo ringraziare loro, non loro me “.Non è stata la frase in sé che mi ha stupito particolarmente, ma lo sguardo. Da giornalista posso dire di aver incontrato molti visi e pochi volti. In Nadia, no. Nella dottoressa Tamburlin ho incontrato un volto di donna, di medico, di moglie, di persona che ha fatto del suo sapere uno strumento da ridare all’altro. Uno strumento per aiutare gli altri. Questa è Nadia e a questa Nadia ho chiesto un incontro per una seconda intervista. Sapevo che era la persona giusta. Sapevo che il suo essere medico specializzato in Psicoterapia e la sua esperienza come responsabile in Medicina Preventiva del Lavoro nonché da sempre in prima linea a livello di prevenzione mi avrebbe fornito le risposte alle Vostre mille domande. In punta di piedi ho chiesto un incontro. Vengo accolto presso il suo studio e in punta di piedi ho cercato di porle tutti i vostri quesiti. Mi sono reso voce di tutti Voi. Di tutti noi. Da tutta la redazione di  “Mondomarziale spia il mondo” arrivi alla dottoressa Tamburlin tutta la nostra stima e riconoscenza. Grazie dottoressa! Grazie Nadia! Grazie per averci donato una parentesi del tuo tempo per fare chiarezza su questo mostro che inaspettatamente ha bussato alla nostra porta e spiegarci come comportarci per reagire e affrontare le nostre paure e i nostri dubbi. Grazie perché non è vero che non è niente, aver fatto qualcosa per noi. Buona lettura cari amici. La redazione tutta Vi abbraccia, Vi ricorda di stare a casa e soprattutto, a grande penna, si unisce all’Italia intera. Che nessuno dubiti mai: ANDRA’ TUTTO BENE.

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Nella foto, in alto: Coronavirus

Cosa si intende Dottoressa Nadia con il termine “ Virus “ ?
Thomas, vedi. Il virus è un piccolo microorganismo che si replica soltanto all’interno delle cellule di altri organismi viventi pertanto è considerato un parassita e come tale può sopravvivere per alcuni giorni sulle superfici con cui viene in contatto. Questo microrganismo è molto piccolo e non è visibile all’occhio umano. Per individuarlo serve un microscopio di tipo elettronico.
Molti associano i sintomi del virus Covid-19 a quelli che dà un’ influenza ? E’ così ?
E’ così in parte. Il Covid -19 fa parte dei Coronavirus. Esso procura una sintomatologia simile a quella influenzale ma che esita in polmonite interstiziale specialmente nei soggetti più deboli, tanto da necessitare, nei casi più gravi di una ventilazione meccanica (respiratore). A differenza delle comuni epidemie influenzali questi tipo di virus presentano un elevata contagiosità ecco perché i contagi continuano in maniera esponenziale.
Quali sono i sintomi da Covid-19 ? Da cosa possiamo riconoscerlo e ipotizzarci un possibile contagio in atto?
Prima cosa ognuno deve evitare diagnosi “fai da te” o ricercate in internet. Evitiamo psicosi e allarmismi. La febbre non parla di Coronavirus. Possono esserci diverse cause per la febbre. Che nessuno faccia un 1+1 immotivato. I medici sapranno dare il giusto supporto. Abbiamo un ottima sanità e ci dobbiamo fidare. Questo lo dico da donna non solo da medico. In ogni caso i principali sintomi che procura il Covid-19 sono febbre, faringite, rinite, secchezza delle fauci, stanchezza, sudorazione fredda, difficoltà respiratorie fino a necessitare di una ventilazione assistita per Sindrome Respiratoria Acuta , SARS.
Si può curare a casa ?
Si può e si deve curare a casa se non si hanno importanti difficoltà respiratorie per non sovraccaricare gli ospedali già molto impegnati per i casi più gravi. Dobbiamo avere uno spiccato senso civile in queste situazioni.
Quando è necessario il ricovero?
Il ricovero verrà attuato alla comparsa di difficoltà respiratoria importante, o severa. E’ doveroso non presentarsi in Pronto soccorso ma contattare subito il proprio medico in Medicina generale. Il così detto, medico di base.
Quanto si necessita di terapia intensiva ?
La struttura ospedaliera che avrà preso in carico il paziente positivo al Covid-19, trasferirà in rianimazione chi non è più in grado di respirare autonomamente. Mi sento di aggiungere che in terapia intensiva non ci entri grazie ad una età. Sono molto dispiaciuta quando i media , inizialmente, associavano i pazienti in rianimazione alle persone anziane. Ci leggevo un senso criptato del non avere paura. Del “non può toccare a noi”. Tralasciando, che è discutibile già di per se stesso, il messaggio di associare il male ad un anziano. Dobbiamo ricordarci che quell’anziano è la nostra storia. È un nonno. Un padre. Uno zio. Uno di noi con l’eccezione che ha più esperienza di noi. No! Può capitare a chiunque. Sicuramente chi ha delle patologie in atto è più predisposto, ma nessuno può evitare che in rianimazione non ci possa andare un nostro figlio. La soglia della rianimazione la può varcare chiunque purtroppo.
Cosa consiglia dottoressa Tamburlin riguardo ai comportamenti da utilizzare per la propria tutela e quella degli altri? Le informazioni dei media sono esagerate, o sono corrette ?
Assolutamente corrette. La prima cosa da fare è il contenimento pertanto evitare assembramenti, parlare ad almeno un metro di distanza con le altre persone, a meno che non si usi una mascherina protettiva certificata (FFP3). Tutti noi siamo chiamati ad osservare in modo scrupoloso delle norme igieniche. Siamo in dovere di lavarci spesso le mani con acqua calda e sapone (meglio se addizionato di disinfettante antibatterico), oppure utilizzando del gel, o salviette igienizzanti. Ci si deve lavare le mani ogni volta che apriamo, o chiudiamo una porta, tocchiamo pulsanti come quello dell’ascensore. Ogni volta che tocchiamo una maniglia di un servizio pubblico quali metro, o bus. Ogni volta che siamo in treno, in taxi. Lavarsi le mani deve diventare uno stile di comportamento. E non dimentichiamo i soldi. Ogni volta che tocchiamo i soldi è doveroso lavarsi le mani. Consiglio, inoltre, di igienizzare tutto ciò che di elettronico usiamo quali computer, o tablet, o cellulari. In poche parole, il miglior consiglio è: “RIMANETE A CASA!”.

imageCi possono essere recidive?
In merito alle recidive non si può essere precisi perché ancora non si sa,  certo è che i virus possono modificarsi e pertanto in soggetti immunodepressi potrebbero recidivare.
Dottoressa, in qualità di esperta in nutrizione biologica, cosa suggerisce in campo alimentare? Che cosa consiglia a livello nutrizionale ?
L’alimentazione è importante per mantenerci in salute pertanto, in particolare in questo periodo, cerchiamo di evitare il junk food, o cibo spazzatura. Evitiamo i dolci di pasticceria (vanno bene quelli di tipo casalingo, poco elaborati). Evitiamo le bibite zuccherine e limitiamo alcolici e caffè che sono notoriamente sostanze acidificanti. Mangiamo verdura e frutta fresca di stagione ad ogni pasto principale e qualora diventassero di difficile approvvigionamento, o semplicemente non rientrano nel gusto personale, sarebbe prudente supplementare con Vitamina di tipo C.
Lei Nadia è una validissima psicoterapeuta. Che consigli darebbe per non cadere in allarmismi psicologici per se stessi e per gli altri?
Consiglierei di approfittare di questo periodo di restrizioni della nostra vita sociale per effettuare buone letture, sentire buona musica, rispolverare i giochi di società, dormire almeno 7-8 ore per notte andando a letto entro la mezzanotte. E’ ideale per un equilibrio biochimico coricarsi prima delle 23,00. Il riposo favorisce i ritmi circadiani perché un buon sonno riposante aiuta a mantenere in equilibrio la nostra immunità. Mi sento di dire di investire il tempo per ascoltarci. Per elaborare il nostro personale rapporto con la malattia. Di leggere e di informarsi da fonti certe e certificare riguardo il virus. La conoscenza della materia riduce l’ansia. Fa sempre più paura quello che non conosciamo. Cerchiamo di dare valore al sorriso. Dobbiamo rimanere positivi. Mi sento di dire, come medico che se ci vogliamo bene, con questo bene annaffieremo il mondo. Lo faremo diventare, nel nostro piccolo, un fiore profumato. Di speranza.
Andrà tutto bene, allora? Si Thomas, andrà tutto bene, se Dio vorrà…

                                                                                                                   Thomas Tolin

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