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Urban Land 2020 – ETF Urban Combat “La Vendetta degli Eroi”, Roma, 26 settembre 2020, Palacavicchi

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Una bella novità! Al Palacavicchi di Roma si è tenuta una tre giorni eccezionale dedicata tutta agli sport di contatto: K1, MMA, Muay Thai, Kick-Boxing Light, Free-boxing e Contatto pieno, ma non solo. Di tutto e di più, ad esempio, tanto per citare qualcosa tra le mille attività in programma, un intero padiglione pieno di tatuatori, oggettistica inerente alla body art, integratori alimentari per sportivi, un contest di body painting, writers all’esterno a dipingere con spray e bombolette, ed è un peccato essere stati lì un solo giorno, perché ci sarebbe stato da lustrarsi gli occhi col parkour e le BMX.

Sì, perché c’eravamo anche noi! A fare che? Ad essere testimoni di una fusione interessante che promette molti sviluppi. La Revenge, federazione di wrestling della capitale, ha deciso di creare una collaborazione con la FCW di Pero (Milano), ed è stato organizzato in quattro e quattr’otto un mini evento di wrestling all’interno dell’evento: “La Vendetta degli Eroi”. Una piccola situazione comedy con l’aiuto del monumentale Jail – Andrea Di Spirito, due match e un’intervista a Umberto Lucci, personaggio eccezionale.

Ma vogliamo andare con ordine?

Allora raccontiamo tutto dal principio, perché gli eventi non si creano dal niente e come abbiamo sempre sostenuto, quello che si vede sul ring è solo la punta dell’iceberg. Quello che davvero conta è quello che normalmente non si vede, e nemmeno si immagina.

La sveglia è alle sei, perché dobbiamo radunare il gruppo e la strada è lunga. Giacomo Giglio aka The Greatest, Sasha Valente aka Alexplosive, Erika Corvo, cronista opinionista per Mondomarziale. Ci troviamo a Milano; si sale in macchina e si va verso Bergamo a prendere Maurizio Plebani aka Horus l’Assoluto. Abbiamo con noi cibo e bevande sufficienti fino a sera, perché gli autogrill sono cari e non sai mai quello che ti danno, poi c’è il covid ed è meglio essere autonomi e non fermarsi troppo in luoghi affollati. Una volta raggiunto Horus, si va con la sua macchina. Quel ragazzo ha una resistenza al volante degna del premio oscar, siamo in buone mani. (Trovate l’intervista con Horus al link https://www.mondomarziale.org/horus-lassoluto-luomo-dai-mille-volti/)

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Nella foto, in alto: memorie del suo passato di attore hard, Horus ha ancora le “manette pelose” come portafortuna in auto.

Fino a ieri il tempo era orribile, classico del cambiamento climatico: pioggia torrenziale, bombe d’acqua e conseguenti alluvioni un po’ da tutte le parti. Oggi va meglio, a parte le temperature in drastico calo, ma man mano che procediamo incontriamo di tutto: dal sole caldo da farti sciogliere al diluvio universale, in alternanza, ogni due ore, di zona in zona.

L’Italia è bellissima, verde e rigogliosa, e una bella trasferta, con la sua atmosfera di gita e di festa, mancava a tutti. Il paradosso è che stiamo per entrare in Roma e ancora non sappiamo dove dormiremo questa notte: nessuno ha pensato a prenotare una o più camere da qualche parte. Per fortuna interviene la figlia di Erika Corvo, nerd delle prenotazioni on line, e in meno di un quarto d’ora dopo averla contattata al telefono, ci risolve la situazione facendo saltar fuori dal nulla un appartamento in affitto a soli cinque minuti di macchina dal palazzetto ad un costo che, diviso per quattro, è più che economico. Lasciamo i bagagli e ci fiondiamo al Palacavicchi. Ci siamo sciroppati otto ore di macchina per arrivare.

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Nella foto, in alto: il moumentale Jail

Appena in tempo! Sono le diciotto e il nostro spazio è alle diciannove. Veloci come fulmini dobbiamo: fare le presentazioni, atleti e organizzatori devono mettesi d’accordo su cosa fare, come presentare il wrestling ad un pubblico prevalentemente di MMA, come organizzare i match, e nel frattempo cambiarsi, scattare qualche foto e capire come sia il ring.

È un ring da boxe. Duro come il granito. Prendere un paio di bump lì sopra, rischi di spaccati la schiena. Bisognerà stare molto, molto attenti.

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Nella foto, in alto: donne come opere d’arte

Jail Andrea Di Spirito è una vecchia conoscenza della Corvo e si rivedono con piacere. Con gli altri, Jail si era sentito solo per telefono, ma c’è un ottimo feeling: si intendono immediatamente alla perfezione e non ci mettono molto ad imbastire un programma coi fiocchi nonostante le distrazioni. Quali distrazioni? Una intera sfilata di fantastiche donne nude dal corpo dipinto per il contest di body painting. È qui che si vedono i veri professionisti: prima lo show, alle donne nude ci pensiamo dopo, eh?

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Nella foto, in alto, da sinistra a destra: Jail, Kanellis, Lucci, Corvo, Alexplosive, Horus e The Greatest

Chi c’è? Oltre a Jail, general manager e allenatore della Revenge, c’è Umberto Lucci, presidente della ETF. Lucci è campione di qualsiasi cosa riguardi gli sport di contatto. Fatevi venire in mente una disciplina di cui poter essere campioni. Pensato? Ecco, anche di quella. E siccome non gli basta mai, ora dirige la Revenge e si è inventato questa bella collaborazione.

C’è Maurilio Giaffrida, anche lui atleta di prim’ordine: istruttore di Krav Maga, MMA e Kick Boxing, nonché attore in vari film d’azione. Presenterà la serata. L’avevamo già incontrato ad un evento di wrestling in Emilia Romagna, in cui fece una gran bella comparsata sul ring assieme al gladiatore Emanuele Vaccarini. Peccato non ci sia anche lui, stasera!

C’è Joe Kanellis, atleta della Revenge, stable Demoni del Caos, che stasera combatterà contro Horus l’Assoluto.

E poi un sacco di gente di contorno, e non ce ne vogliano se non li citiamo tutti ma sono troppi e non stiamo scrivendo la versione aggiornata delle Pagine Gialle.

Iniziamo? Dai, iniziamo lo show!

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Nella foto, in alto: la grande sfida tra il piccolo Gabriele e Jail nel Bodyslam contest.

Salgono sul ring Giaffrida, Giglio e Lucci per un breve scambio di convenevoli. Lucci spiega che la sua federazione, la ETF, si occupa non solo di sport di combattimento ma anche di wrestling: ne è appassionato da sempre e il suo idolo era Ultimate Warrior, ed ora è felice di poter collaborare con la FCW. Giacomo ringrazia e puntualizza il fatto che le due discipline sportive non sono poi così distanti tra loro, e anche se il wrestling non è agonismo ma intrattenimento e spettacolo, hanno una base comune. C’è uno scambio di doni per sancire l’inizio del gemellaggio: un trofeo per Giacomo Giglio, un volume sulla vita di Ultimate Warrior per Umberto Lucci.

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Nella foto, in alto: il fortissimo TG riesce a sollevare Jail

A questo punto sale sul ring il monumentale Jail, che lancia una sfida per una parentesi comedy: Chi se la sente può tentare di sollevarlo per una bodyslam (ma anche solo sollevarlo è sufficiente). Chi ci prova ma non ci riesce, la bodyslam la dovrà subire. Ecco che si fa avanti il nostro Alexplosive (anche perché tra il pubblico nessuno si azzarda a muovere un dito: sono romani, non sono mica scemi!). Il tentativo è coraggioso quanto inutile: Jail è così grosso che Alex non riesce nemmeno ad afferrarlo tutto, e naturalmente, invece di schienare viene schienato. Giacomo invita alla prova un bimbo tra il pubblico, il più minuto che ci sia in tutto il palazzetto. La disparità tra i due è talmente comica che finisce a grandi risate e senza nessuno schienamento. Allora si offre volontario lo stesso Giacomo, ma non fa in tempo ad avvicinarsi che Jail lo sorprende e lo bodyslamma senza tanti complimenti. Vendetta, tremenda vendetta! Giacomo si rialza, questa volta non si lascia fregare e lo solleva! Che forza!

Vabbè, adesso si fa sul serio!

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N ella foto, in alto: il giovanissimo Alexplosive conto The Greatest

Primo match: TG, The Italian Immortal contro Alexplosive.

Alex ha origini russe, pesa sessantadue chili, centosessantacinque centimetri di altezza, diciassette anni compiuti da poco. È una grande promessa del wrestling, un ragazzo straordinariamente dotato, agile, dinamico e intraprendente. Per lui niente è troppo difficile: prova e riprova finché non riesce.

Lo scontro inizia con un clinch e un po’ di chain. TG ci dà dentro con un bodyslam e un elbow drop. L’arbitro potrebbe anche battere già il pin di tre, ma evidentemente soffre di artrosi galoppante perché al due si ferma accusando platealmente un forte dolore alla spalla, tra le risate generali. Ora è il momento di Alexplosive di bodyslammare l’avversario e l’arbitro stavolta è fin troppo veloce a battere il tre, ma la sua decisione viene contestata e si risolve per un due. Alex atterra Tg con una spallata e i due tentano in vari modi di avere la meglio. TG finisce fuori ring, Alex lo insegue ma finisce seduto in mezzo al pubblico e choppato a dovere. Si rialza e a sua volta choppa TG, dopodiché riesce a mettere a segno un suplex sul concrete. Qualcuno tra il pubblico commenta “Ca***, ma non è finto!” Eh, beh, se non vedi non credi. TG subisce un’altra chop e piazza un belly to belly suplex al povero Alex, che anche lui si sfracella la schiena sul concrete. Appena si rialza, TG lo sorprende con una diving cannonball dall’apron. Tornano di sopra tutti e due e Alex prosegue lo scontro con un sideslam fatto bene. Sale sul paletto e colpisce nuovamente con un crossbody, un bodyslam e un moonsault, ma il pin è solo di due. Ancora vari tentativi da ambo le parti, poi non ce n’è più per nessuno: Alexplosive conclude con una Murphy’s law. Din din din, here is your winner! E se TG non ne avesse prese abbastanza, riecco Jail che gli si spantega sopra con uno splash da quasi duecento chili. Povero TG, che botta! Ricompare Alexplosive a sorpresa, venuto a difendere il suo maestro dal gigante, brandendo minaccioso uno sgabello. Jail alza le braccia in segno di resa e ognuno se ne va per conto suo. Bel match! Davvero!

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Nella foto, in alto: Horus contro Joe Kanellis

Secondo match: Horus l’Assoluto contro Joe Kanellis, il Demone dagli Occhi di Ghiaccio.

Nei primi minuti, Horus le prende e basta: si becca una mareata di ginocchiate nello stomaco, una lariat, una swinging legdrop davvero carina e una sleeper hold. Dopo un’altra lariat e una scissor kick, Horus si incazza e inizia a menare anche lui! Piazza senza problemi qualche bella lariat e una spinebuster che su un ring da boxe ti spacca la schiena per davvero. Kanellis risponde con un altro scissor kick. Horus tenta lo schienamento con un rollup e poco dopo riesce a portarsi a casa la vittoria con una blue thunder bomb. E anche questa è andata!

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Nella foto, in alto: il pluridecorato Umberto Lucci otto volte campione del mondo
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Nella foto, in alto: Umberto si allena con grinta

E adesso andiamo a capire chi sia Umberto Lucci. Nasce a Roma nel 1979, quindi ha 41 anni. Era un ragazzino timido e insicuro con grossi problemi di peso, ci racconta. Ha trovato negli sport da combattimento la sicurezza che cercava per sentirsi a proprio agio con sé stesso. Non perché sia figo menare la gente ma perché sono discipline che ti formano il carattere: riesci a conoscerti meglio e capisci che man mano che acquisisci competenza, puoi spingerti sempre oltre i tuoi limiti, migliorare sempre. A tredici anni inizia con la Kickboxing, termine comunemente usato il per indicare tutta una serie di discipline di combattimento e non, praticate sul ring e sul tatami: Semi Contact, Light Contact, Full Contact, Low Kick, Forme Musicali, Thai Kickboxing e Aerobic Kickboxing.

A sedici anni inizia l’agonismo e a venti diventa professionista. Fino ad oggi vanta centocinquanta combattimenti all’attivo, e conquista ben otto volte il titolo di campione mondiale.

I suoi titoli:

  • campione intercontinentale kickboxing WAKO pro.
  • campione del mondo K1 WTKA.
  • campione del mondo K1 e kickboxing WFC.
  • campione del mondo kickboxing IKTA.
  • campione del mondo full contact LAKSA.
  • campione europeo K1 WFC.
  • campione intercontinentale K1 IKTA.
  • due volte medaglia di bronzo campionati europei dilettanti WAKO.
  • due volte campione regionale pugilato.
  • campione italiano FIGMMA di MMA.
  • pluricampione italiano in diverse discipline professionista di K1, kickboxing, full contact e pugilato.
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Nella foto, in alto: Umberto, impettito nella divisa dell’Aeronautica

Gli sono bastate le scuole dell’obbligo e tanta, tanta volontà e voglia di fare per distinguersi in questo modo spiccante. Ci racconta che deve tutto allo sport e alle arti marziali. Gli hanno permesso di dimagrire prima di tutto, risolvere i suoi problemi d’infanzia e forgiato il carattere, facendolo diventare un uomo. Ha potuto fare tanta esperienza di vita viaggiando dovunque in Europa, Africa e intorno al mondo. Per i suoi meriti sportivi è riuscito ad entrare nel gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare (ma non vola, il suo lavoro è sempre con i piedi ben piantati sulla terra), di cui indossa la divisa ormai da vent’anni.

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Nella foto, in alto: Senza la divisa e fuori dal ring, Umberto è un uomo affabile e simpatico

Adesso, dice lui, la sua carriera di atleta è quasi alla fine. Lo dice lui! A noi sembra che il suo percorso sportivo abbia solo seguito la normale evoluzione e che sia tutt’altro che finita: prima si impara e poi, se sei bravo davvero e ci sei portato, si insegna. È dal 2007 che ha una sua palestra, il suo team, fondato con coloro che sono stati i suoi compagni di vita nello sport e diventati a loro volta istruttori. Ha ormai sette club sparsi tra Roma e provincia i cui si può iniziare a frequentare i corsi delle varie specialità dai sei, sette anni, fino all’età adulta, a tutti i livelli, a seconda della bravura. Si può dire che anche come istruttore sia arrivato ad altissimi livelli: chi lo segue ha tante possibilità di emergere e conquistare titoli su titoli! Ha sfornato dalle sue palestre diversi campioni del modo a livello dilettantistico, campioni del mondo e intercontinentali professionisti, tanti campioni italiani.

Complimenti, Umberto! Tanti possono diventare istruttori, ma la capacità di affinare il talento degli allievi, di seguirli, guidarli, motivarli e farli crescere in senso sportivo e in senso umano, ce l’hanno in pochi.

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Nella foto, in alto: Umberto è anche appassionato di wrestling

Dal 2016 ha infine creato la ETF con tutto l’entourage di cui sopra, per promuovere in Italia questo tipo di sport. Si tolgono i ragazzi dalla strada, si insegna loro una filosofia di vita, a comportarsi lealmente. “Menarsi” va bene soltanto sul ring, seguendo delle regole precise, per vincere titoli, coppe e medaglie, non per diventare il bullo del quartiere! In quel caso vuol dire che non hai capito niente e sarà meglio che ti dedichi a qualcos’altro.

Dato che è sempre stato un grande appassionato di wrestling – quello old style, dei tempi di Hulk Hogan, Ultimate Warrior, etc – ed ha avuto occasione di conoscere chi dirigeva le varie federazioni della zona di Roma e limitrofi, pensò di poter fare qualche evento insieme. Giusto qualche esperimento, poi la cosa non ebbe seguito per svariati motivi indipendenti dalla sua volontà. Le federazioni di zona non avevano sufficiente solidità per garantire la continuità della collaborazione, avevano tutto un susseguirsi di problemi gestionali e le persone di riferimento cambiavano in continuazione. Ma ormai l’idea era nata e voleva portarla avanti. C’erano i contatti giusti per collaborare con altre federazioni, e Giacomo Giglio gli è sembrato la persona più adatta. Ecco che nasce la Revenge Wrestling di Roma in collaborazione con la FCW di Pero! Covid permettendo, verranno organizzati altri eventi sia in Lazio che in Lombardia e inseriranno nelle loro palestre corsi di wrestling dove i ragazzi potranno cimentarsi non solo nelle arti marziali ma anche in questa disciplina interessante. Jail Andrea Di Spirito sarà direttore tecnico e a breve sarà scelto un maestro.

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Nella foto, in alto: Umberto in un momento di relax

Cos’ha di diverso, il wrestling, dagli sport di contatto? Le arti marziali, ci spiega Umberto, sono combattimento puro, mentre il wrestling è molto più incentrato sulla spettacolarità e sull’intrattenimento. Sono e rimangono due mondi diversi: l’MMA è uno sport, il wrestling è uno sport spettacolo. È diverso anche il pubblico. Uno è per adulti, l’altro è per famiglie, dove i bambini non vedono “violenza”. Non ci sono “due che si menano” ma è la rappresentazione dell’eterna lotta tra il bene e il male, così come possono vederla in un film o leggerla in un racconto. Ciò non toglie che chi lo pratica debba avere delle ottime doti atletiche, essere allenato, preparato in modo meticoloso, capire lo spirito con cui approcciarsi a questo tipo di sport. C’è il rischio concreto di farsi male e di fare male a chi sale sul ring con te.

Non abbiamo molto da invidiare agli americani: talenti ne abbiamo anche noi, anche se non siamo certo al loro livello di visibilità. Ci sarebbe solo da crederci, da investire risorse, da creare le strutture giuste, avere il coraggio di fare determinati passi.

C’è da dire che entrambe le discpline, in Italia faticano a decollare. Qui c’è sempre e solo il calcio, come se non esistesse nient’altro, anche se il calcio, ormai, è più un business che uno sport.

E c’è da dire anche che noi italiani siamo un popolo litigioso. Bisogna sempre fare i conti con tutta una serie di invidie, gelosie, ripicche tra federazioni. Eppure i litigi non fanno mai bene, non giovano mai a nulla, e più ci si frammenta meno si ottiene. Siamo tutti attaccati alla poltrona, ognuno vorrebbe comandare e portare avanti le sue proprie idee, soprattutto in un ambito dove ancora non ci sono regole definite nero su bianco. Se ci fosse più collaborazione, tutto lo sport ne trarrebbe beneficio e di conseguenza anche tutti noi staremmo meglio.

Umberto ha dei sogni? Sì, vorrebbe essere un buon esempio per suo figlio. Vorrebbe essere fino alla fine carriera un buon atleta, ritirarsi bene e lasciare un buon ricordo di sé e dei suoi insegnamenti a chi verrà dopo di lui. Per il progetto wrestling, sogna di creare un forte asse Roma – Milano, convinto che Giacomo Giglio sia la persona giusta, in grado di collaborare seriamente. Ha ancora tanto da dare in ambito sportivo, tante cose da poter fare, organizzare, creare… Sarebbe bello andare avanti così ancora a lungo, lasciare il segno, fare qualcosa degno di essere ricordato.

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Nella foto, in alto: Umberto ci saluta e spera di vederci in qualche suo evento

Grazie, Umberto! È stato un piacere averti con noi di Mondomarziale e ascoltare la storia della tua vita e le tue opinioni. Grazie di averci reso partecipi della tua esperienza!

C’è qualcosa che vorresti dire, prima di lasciarci?

Umberto ringrazia e saluta il nostro pubblico di lettori e raccomanda di andare a vedere gli sport da combattimento, di andare a vedere il wrestling. Lo sport è sempre una cosa sana, appassionante ed emozionante. Se lo si vede una volta, ci si appassiona e si inizia a seguire, a prenderci gusto. Solo così, con tanto pubblico dalla nostra parte il movimento potrà crescere.

E adesso? E adesso, finalmente, si va a mangiare un boccone e poi a nanna, che domani ci aspetta il viaggio di ritorno. Facciamo due conti e dividiamo equamente le spese del viaggio. Dai, che alla fine non abbiamo speso tanto. Sì, perché, che vi credete? Noialtri del wrestling facciamo tutto per pura passione, di tasca nostra, e il giorno che dovessimo andare in pari sarebbe già una vittoria epocale. Pensateci, quando vi si chiede il biglietto d’ingresso agli show, che quello che date è una goccia nel mare, che di solito non basta nemmeno a ripagare le spese, e i ragazzi sul ring rischiano l’osso del collo. Affittare un palazzetto costa, e c’è l’impianto luci, le casse per l’audio, il megaschermo… ci si svena.  I costumi costano un occhio, quasi tutti arrivano da lontano e devono pagarsi viaggio, cibo e pernottamento. Il ring ce lo montiamo e smontiamo noi, magari tutti doloranti e pieni di lividi. E il giorno dopo si va a lavorare, e se non stai bene hai anche perso un giorno di paga.

Per poi sentirci dire che è tutto finto. Ci avete mai pensato?

CI AVETE MAI PENSATO?

Si parte alle dieci e mezza. Ha diluviato tutta la notte, ma almeno ieri sera non ci siamo bagnati. Anche oggi è un’alternanza di sole e bombe d’acqua. Fortunatamente Horus ha una macchina comoda e altre otto ore seduti non ci pesano più di tanto. L’atmosfera è magica, si ride, si scherza, si mangia e si beve. Eccoci a casa. Stanchi morti, ma ce l’abbiamo fatta anche questa volta. Chi ce lo fa fare? Beh, è bello avere una famiglia in più. Siamo tutti fratelli, a parte la Erika che è la zia di tutti.

Alla prossima, raga! Stay tuned!

                                                                                                                 Erika Corvo

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