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Tragedia a Milano Marittima. Bimba di 4 anni annega nella piscina di un hotel

Un dramma improvviso ha sconvolto il pomeriggio di Milano Marittima, nota località balneare nel comune di Cervia sul litorale ravennate. Nel primo pomeriggio del 18 luglio 2026, una bambina di appena 4 anni, appartenente a una famiglia di turisti austriaci, ha perso la vita dopo essere annegata nella piscina dell’Hotel Continental. Nonostante l’intervento immediato dei soccorritori e il trasporto d’urgenza in ospedale, per la piccola non c’è stato nulla da fare. L’incidente si è consumato poco dopo le ore 14:00, in un momento di apparente quiete dopo il pranzo. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la bambina si trovava insieme al padre tra l’area della sala giochi e la piscina dell’albergo. L’uomo si sarebbe allontanato momentaneamente per risalire in camera per pochi istanti. Rimasta sola, la piccola si è diretta verso la piscina, che in quel momento della giornata risultava chiusa al pubblico, finendo in acqua senza più riuscire a riemergere.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure salvavita sul bordo della vasca. La bambina è stata poi trasportata in condizioni disperate all’ospedale Bufalini di Cesena, dove i medici ne hanno purtroppo dovuto constatare il decesso poco dopo l’arrivo. I carabinieri della compagnia locale hanno immediatamente avviato i rilievi all’interno della struttura alberghiera per accertare le precise dinamiche e verificare eventuali responsabilità relative alla sicurezza e alla custodia dell’impianto idrico. Il tragico evento di Milano Marittima riaccende i riflettori sulla sicurezza dei minori negli impianti balneari e nelle piscine durante il periodo estivo. Secondo i dati diffusi dai media, con questo dramma sale a sei il numero di minori deceduti in Italia all’interno di piscine o specchi d’acqua negli ultimi tre mesi dell’anno. Questo pezzo è stato redatto seguendo i canoni del giornalismo di cronaca, mettendo in evidenza i fatti accertati e le fonti istituzionali sul campo.

Eradis Josende Oberto


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