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Rising Sun Oltre il Muro del Suono, Pero, 30 marzo 2019 Seconda parte.

Tutti a posto? Mangiato, bevuto, fumato e chiacchierato? Allora tutti seduti che si ricomincia. O si comincia, nel caso siate arrivati adesso. Anche questa volta, è tutto esaurito, anzi, più che tutto esaurito, e non possiamo che esserne felici. Se nella prima tanche gli spettatori erano circa centoventi, questa volta, per il serale, sono centoquaranta, il che significa duecentosessanta biglietti venduti!

Nella foto, in alto: AB Knight
Nella foto, in alto: AB Knight
Nella foto, in alto: il gigantesco Alessandro Corleone
Nella foto, in alto: il gigantesco Alessandro Corleone

Primo match: AB Knight contro Alessandro Corleone. Finalmente il Padrino incontra qualcuno alto come lui, anche se AB è molto più esile e meno fisicato. Il match entra nel vivo quando, dopo le prime scaramucce, AB parte all’attacco con una bella headscissor che relega Corleone all’angolo. Qui, AB s diverte a zomparci sopra con una piccola serie di avalanches. Madonna, quanto è scattante AB Knight! Si lancia agilmente dalla terza corda per un crossbody ma la differenza di peso è notevole: Corleone lo afferra al volo senza la minima fatica e lo sbatte a terra con una front powerslam. Davanti a centoventi persone, Corleone cerca ora di strangolare AB, poi dice che non è mica stato lui, l’arbitro si sbaglia! Un german suplex e un superkick tirato al volo mentre il suo filiforme avversario corre tra le corde sono devastanti ma l’altro non molla, e un legdrop ci lascia pensare che il Padrino sia davvero cattivissimo.

Nella foto, in alto: volare dalla terza corda con la classe di un'aquila
Nella foto, in alto: volare dalla terza corda con la classe di un’aquila

AB le tenta tutte con un’agilità davvero invidiabile, ma avere la meglio su questo colosso non è facile. Ora Corleone demolisce i quattro arti del suo nemico fracassandoli uno per uno. Rialzatosi, AB Knight piazza una bella jawbreaker, un paio di lariat tremende e un crossbody da spettacolo mentre il pubblico scatena un tifo di un’intensità che finora avevamo visto solo negli stadi di calcio. AB tenta lo schienamento dopo un enziguiri kick e una lariat, ma ci vuol ben altro per aggiudicarsi la vittoria. Allora tenta una senton bomb ma il pin si ferma a due. Corleone si ripiglia e spiaccica giù il dinamico avversario con una bodyslam da far vibrare i sismografi e una F5  così tosta che dovrebbero chiamarla F6, 7, e anche 8. Ma qui la matematica conta poco perché è sufficiente che l’arbitro conti fino a tre per sancire la fine dei giochi. Bravi, bravi e bravi tutti e due!

Nella foto, in alto: Jones contro Riot contro Trevis
Nella foto, in alto: Jones contro Riot contro Trevis

Secondo match: Trevis contro Jesse Jones contro Riot in un incontro con finale a sorpresa: vengono distribuite tra il pubblico cinque buste dal contenuto misterioso. Possono contenere cose belle o cose brutte, premi o sanzioni, e alla fine del match ne verrà aperta solo una, a cui ci si dovrà adeguare. Quindi potrà andargli bene ma potrà anche andargli male… Staremo a vedere. Inizia Jones con un superkick che butta giù dal ring Riot in modo dal levarselo dai piedi e concentrarsi meglio su Trevis. Iniziano a suonarsele di santa ragione e finiscono subito anche loro fuori ring.

Nelle foto, in alto: Trevis
Nelle foto, in alto: Trevis

Jesse sta per rientrare e Riot lo sorprende con una baseball slide che lo ributta giù. Ora è Trevis a salire, ma giusto il tempo necessario per darsi lo slancio e zompare sugli altri due con un bellissimo pescado. Anche Jones si dà lo slancio per un pescado, invece era solo una finta per cacciare le dita negli occhi agli avversari. Và che bello! Adesso mentre Jones e Riot si alternano cercando di caricare un german suplex, arriva Trevis che realizza una doppia head scissor: li aggancia entrambi e volano tutti verso lidi lontani e mete sconosciute. Rientrati in Italia, Trevis scavalca Riot con un roll e gli tira un enziguiri mandandolo a gattonare accanto alle corde. Quando torna su, Jones prosegue la sua azione massacrandolo con una tornado DDT bella succosa. Ora, dato che Riot è ancora a gattoni e Jones cerca di rialzarsi attaccandosi alle corde, utilizza Riot come sgabello e salta sulla schiena di Jesse come se fosse un tappeto elastico. Riot arriva con una cannonball su Jones. Trevis piazza una vertical suplex su Riot  e se non bastasse, ribaltandoglisi sopra gli tira una double stomp sul torace. Il primario del reparto pneumologia ringrazia. E adesso arriva una cosa bella bella: Riot si carica Trevis in spalla, ma arriva Jones che lo immobilizza con un superkick e subito dopo frulla entrambi con una cosa che chiameremo rolling powerbomb. In teoria sarebbe un six feet under trasformato in sunset bomb da una variante di neckbreaker. Probabilmente con scappellamento a sinistra per due, come dire Antani.  Non è meraviglioso sapere che questi ragazzi prima fanno le mosse e solo dopo – nel caso glielo chieda la Erika Corvo – si chiedano come diavolo si chiamasse quella cosa che hanno fatto? Tutti i Grandi lo fanno, compreso Dante, che prima scrisse un  voluminoso tomo e solo in seguito decise di chiamarlo “La Commedia”, aggiungendo poi il termine “Divina” una volta compreso il calibro di ciò che avesse scritto. Bene, torniamo a noi!

Nella foto, in alto: l'istrionico Riot
Nella foto, in alto: l’istrionico Riot

Andati giù, tenta di schienare prima l’uno poi l’altro, ma è ancora presto. Sono tutti ammaccati ma ancora freschi e pimpanti. Dato che “Chiquita” Trevis si vuole vendicare di una passeggiata sul suo torace, (le costole rotte le faremo alla griglia a Pasquetta) si arrampica da Jones sulla terza corda, ma quello lo acchiappa e gli ribalta la mossa facendogli una green bay plunge. Riot ne approfitta per menare Jones, che mezzo stordito ricade su Trevis che era schiantato, seduto all’angolo. Riot parte a missile per una cannonball ma i due si spostano e gli fanno marameo mandandolo a sbattere sui turnbuckle. Trevis gli tira un superkick e lo fa cadere all’angolo. Mentre Riot riflette su temi mistici e vede la Madonna, gli altri due si lanciano uno sguardo di intesa, salgono sulla terza corda e zompano sul malcapitato Guerrigliero Urbano. Tutti tentano di schienare tutti ma non ci riesce nessuno. Trevis e Jones vanno avanti a ceffoni, chop e superkick, uno ciascuno finché non si stufano. Jones tira al suo avversario una lariat così potente che dev’essere rimasta la forma di Trevis impressa sul canvass, poi gli fa un vertical suplex. Trevis si vendica, lo appende a testa in giù sulle corde e gli rifila una compliation di calci in faccia da rientro del naso e distruzione delle prime vie respiratorie, più un double stomp in verticale sul torace. Ma a fine match, questi qua respirano ancora? Anche Jones vuole vendetta, e mentre Trevis sale sulla terza corda, aggrappandosi al paletto lo acchiappa per le orecchie e lo fa volare con una over the head belly to belly suplex. È ancora appeso e gli arriva addosso Riot con una cannonball. Acchiappa Trevis e gli tira una spinning tombstone piledriver, e con questa riesce finalmente ad avere la meglio su qualcuno. Uno, due, tre, din din din, here is your winner! Un match da lasciare letteralmente senza respiro!

E allora, la faccenda delle buste? Succede che faccia testo la busta in mano a Zerini e c’è scritto che ai perdenti sarebbe toccata una “Chop Party”, ovvero, finito di prenderle da Riot, Trevis e Jones saranno menati anche dal pubblico. Ma… sorpresa! Riot decide di fare squadra con i due atleti sconfitti e i tre sanciscono l’inizio di una nuova collaborazione. Tutto è bene quel che finisce bene, e tutto è bene anche quello che finisce in chop.

Nella foto, in alto: Ashley Dunn contro TG
Nella foto, in alto: Ashley Dunn contro TG

Terzo match! Oh, oh, oh! Disse Babbo Natale estraendo un bel pacchetto dalla gerla: qui abbiamo Ashley Dunn contro Tg, nientemeno! Il match inizia in sordina con una diatriba verbale su chi sia vecchio e chi sia giovane. Dato che innegabilmente TG è il senjor della faccenda e gli tocca ammetterlo, si vendica facendo una capatina fuori ring e tornando su con un pezzo di pizza e un ananas, gesticolando per far capire in modo plateale che i due alimenti, insieme, non ci azzecchino proprio (Ricordiamo che Dunn era stato bandito dalla Rising dopo aver scoperto che mangiasse pizza all’ananas).

Nella foto, in alto: lo storico momento in cui Ashley distrusse il muro di Almenno. Ricordiamo che tutti i capolavori fotografici sono targati Cuozzo
Nella foto, in alto: lo storico momento in cui Ashley distrusse il muro di Almenno. Ricordiamo che tutti i capolavori fotografici sono targati Cuozzo

E allora Dunn parte in quarta e tira all’Immortale un dropkick di quelli pesanti. See, ciao! TG vede rosso e gli affibbia non una lariat ma una LAHHHHAAAAARIAT! e mentre è ancora stralunato lo bodyslamma (nota voce del verbo bodyslammare) e lo suplexa. (Nooo, Erika! “Lo suplexa” nun se po’ sentì, dai!) Gli tira un suplex, ok! E dopo il vertical c’è il german, e se non bastasse, anche la belly to belly  (nel caso avesse combattuto Robbie sarebbe stata una belly to brutti) E adesso fa per chopparlo ma Dunn si scansa, vola giù dal ring e sgambetta TG. Appena quello gattona per rialzarsi, Dunn si lancia dalla terza corda e gli zompa sulla schiena con un double knee, e se non bastasse lo piglia a calci. Il pubblico sfotte l’inglese con la storia dell’ananas e gli urla “Brexit, brexit!” Quello si incazza, se la prende con TG e prima lo butta giù con una chockeslam, poi lo appiattisce con una shooting star press, ma TG non molla nemmeno quando quello gli strofina l’ananas sulla zucca, che è ruvido, pieno di spuntoni e deve fare un male cane. L’azione prosegue con un superkick e un legdrop, poi piovono chop come se grandinasse. Il pubblico è in delirio, non abbiamo mai sentito un baccano del genere, nemmeno ai tempi di Almenno. Gridano tutti a squarciagola, dal primo all’ultimo!

Nella foto, in alto: TG, l'Italiano Immortale
Nella foto, in alto: TG, l’Italiano Immortale

Che abbiano mangiato tutti quanti le caramelline svizzere per la voce e per la gola? Adesso è la volta di TG di incazzarsi, e dopo una serie di choppone arriva una snap powerslam da paura. Siccome adesso sono incazzati tutti e due, ecco qua una hellevator  servita su un piatto d’argento. Si rialzano tutti e due e mentre Tg cerca di caricare una vertebraker, Dunn gliela reversa in una cutter con una enziguiri, calcola gli interessi bancari e allora aggiunge una ushirogoshi. Ben lungi dall’essere sconfitto, TG si rialza e con un tempismo perfetto tira un incredibile dropkick a Dunn che intanto si era messo in piedi sulla terza corda… e che diavolo di elevazione riesce a raggiungere, per arrivare a colpirlo lassù sulle montagne? Va su anche lui e completa la demolizione con una hurricanrana che per non farsi male dovrebbero avere entrambi il paracadute. Non contento, parte per un lionsault ma va a vuoto e Ashley lo decapita con un elbow tale che se fosse nato qualche secolo addietro, la ghigliottina l’avrebbe inventata lui. Si spostano sull’apron ma non combinano nulla, e allora tornano all’interno delle corde. TG torna fuori subito, speditoci da una lariat di Dunn. Ceffoooooooniiiii!!! Tanti e tali che l’arbitro li conta fuori e l’incontro termina in un “no contest”, ma siccome ormai sono lanciati nella sagra del ceffone, tornano su e vanno avanti come se dovessero menarsi fino al sorgere del sole. Arriva su la security a dividerli e per stasera va bene così. Dai ragazzi, su… il 22 giugno non è poi così lontano, potrete continuare a suonarvele al prossimo show della Rising Sun! E siccome la notizia è fresca fresca, vi diciamo che sarà un falls count anywhere! Quindi, vedete di non mancare.

Nella foto, in alto: Andy Manero contro Riot
Nella foto, in alto: Andy Manero contro Riot

Siori e siorri, altro giro, altro regalo! Lo volete un altro match da leccarsi i baffi? Lo volete, un divertimento sopraffino? E allora venite tutti qua che ci divertiamo: c’è Andy Manero contro Riot! Sedetevi e prendete posto che è meglio che stare a teatro, con questi due! Ma come si fa a non adorarli? Noi, questi due qua li amiamo alla follia! Se sono ai primi posti della nostra Top Ten personale, ci sarà una ragione! Naturalmente iniziano col comedy, e già ci hanno rubato il cuore. Facciamo un esempio. Per andare in macchina bisogna prima avere la patente, il che significa studiare teoria, le regole della circolazione stradale, il motore, i cartelli e tutto il resto. Poi bisogna fare pratica con un istruttore per un certo numero di ore. Se passi gli esami puoi iniziare ad andartene in giro per i fatti tuoi.

Nella foto, in alto: Andy Manero
Nella foto, in alto: Andy Manero

Dopo un cospicuo numero di anni e di chilometri percorsi, diventi bravo e sicuro di te. Porti su gli amici, canti mentre guidi, guardi il panorama mentre sei sui tornanti per andare a Selvino e magari – ma non si fa, è solo un esempio – mandi i messaggini al cellulare, perché quello che fai, ormai lo fai per istinto. Poi ci sono i fuoriclasse che vanno in formula uno, o fanno gli stuntcars, guidano su due ruote e saltano dalle rampe. Ecco, questi qua sono Manero e Riot. Certo che ingranare la quarta è sempre la base, ma loro sono ad un altro livello: spettacolo puro. E allora anche in questo caso non ce ne frega niente di farvi la “lista della spesa” perché sarebbe come dirvi che Schumaker ha pigiato la frizione e scalato la marcia prima della curva.

Nella foto, in alto: la locandina del futuro match
Nella foto, in alto: la locandina del futuro match

Giusto per farvi felici vi diciamo che la reverse spinning STO era da standing ovation, e la inverted DDT di Manero erano da urlo. Per contro, la cannonball di Riot era meglio di uno strike a bowling, la spear era un missile e, quanto alla tombstone, c’è solo Undertaker che possa farla meglio. A chiudere la faccenda, ovviamente, è stata la staying alive, ma non abbiamo visto uno spettacolo di wrestling: abbiamo visto uno spettacolo. 

Ricordiamo a tutti gli appassionati di questa gioia per gli occhi e per la mente che è il wrestling, che al prossimo evento Rising Sun, Manero combatterà contro Shigehiro Irie, giapponese della DDT Pro Wrestling, che ha combattuto ovunque nel mondo per le maggiori federazioni mondiali e considerato tra i migliori wrestlers a livello internazionale. Quindi, schiodate il culo dalla sedia e venite a vedere, che ne vale la pena! 22 giugno, Pero (Mi), palestra di piazza Marconi. Chi non viene, si dia all’ippica!

Nella foto, in alto: Thunderbastard
Nella foto, in alto: Thunderbastard

E adesso, una cosa speciale davvero! Un match a squadre per la cintura Thunderbastard Rising Sun Tag Team. Sei tag team che si affronteranno ad eliminazione, e come diceva Highlander, “Ne resterà soltanto uno”. Iniziano i Brixia Bones Breakers (Mirko Mori e Nick Lenders) contro Trevis e Jesse Jones, che appena si ritrovano tutti e quattro faccia a faccia cominciano a suonarsele come se fossero gli ultimi wrestlers rimasti sul pianeta.

Nella foto, in alto: i Brixia Bones Breakers
Nella foto, in alto: i Brixia Bones Breakers

Il macello senza fine ha quantomeno un inizio, ed è quando i BBB vengono buttati fuori ring mentre i Trevis e Jones gli si lanciano sopra (andiamo veloci nel raccontarvi il tutto o finiamo per Natale). Mentre Lenders e Jones se le suonano sul ring, Trevis zompa sul Goleador e poi disintegra Mirko Mori con un dropkick sudato e meritato. Vediamo delle belle combo da tag team, quelle che i hanno sempre mandato in visibilio per tempismo e coordinazione. Entusiasmante il due contro uno tra Jones e i BBB vinto da Jones mentre Trevis completa l’opera con un pescado sugli avversari fuori ring. Ora entrano Steve McKee e Pasquale O’Malamente: un rinnegato e un guaglione.

Nella foto, in alto: Pasquale O'Malamente e Steve McKee
Nella foto, in alto: Pasquale O’Malamente e Steve McKee

Prendono Trevis e lo buttano via come si getta la munnizza. Tornano su i Brixia ed ora sono loro ad aggredire i due ultimi arrivati, ma McKee gliela fa pagare cara e li dropkickka entrambi con una bellissima combo.  Arm drag e bodyslam sono sempre efficaci per fare un po’ di spettacolo ma non per uno schienamento. Torna su Mori e fa polpettine di McKee con una reverse STO. Entrano Larry Demon e Fabio Romano, il cui ingresso distrae il rinnegato e compagno a sufficienza per essere colti di sorpresa da Mori e Lenders. Anche gli ultimi arrivati subiscono la prepotenza e la furbizia di Mori e Lenders. Romano viene schienato e, come sono arrivati, lui e Demon se ne tornano a casa.

Nella foto, in alto: David Silas e Matt Disaster
Nella foto, in alto: David Silas e Matt Disaster

A questo punto fanno il loro ingresso Matt Disaster e Silas. Matt tira fuori un vero pezzo di bravura con una headscissor dalla terza corda su Malamente ma le prende da McKee che a sua volta le prende da Silas (perdonateci se saltiamo qualcosa, ma con tutta questa gente è un vero macello: è impossibile seguire tutto per filo e per segno) Silas massacra Pasquale ma si mette a litigare con Disaster, suo compagno di tag. Interviene Kronos a calmare gli animi , ma invece di portare la pace aiuta Matt a distruggere Silas, che ne prende abbastanza per i prossimi trenta o quarant’anni. Risale McKee brandendo una sedia e, a sorpresa, anche lui se la prende con Silas. Gli frega il giubbotto e se lo infila lui. Ed ecco che entrano anche i due ospiti d’onore, Chris Ridgeway e Grande Puffo – pardon, Robbie X. Robbie se la prende con Mori in una maniera spettacolare (hiptoss, handsprings per tornare in posizione utile e dropkick basso mentre Mori è in posizione seduta). Ma più veloce di un fulmine, vogliamo dire! Raga, che spettacolo! Non contento, Robbie si lancia in un paio di suicide dive: uno su Mori e l’altro su Lenders. I Brixia risalgono ma ancora una volta vengono buttati fuori subito. Il ritmo del match ha un’accelerata pazzesca e ora succede tutto in modo velocissimo. Robbie decide che è il suo turno di spantegarsi (e spantegare) sulle sedie, prima ad ovest del ring e poi ad est inseguendo prima Mori e dopo Lenders. Ridgeway piazza un vertical suplex sul goleador, e appena questi è a terra, X ci si fionda sopra con un moonsault dal nulla.

Nella foto, in alto: Chris Ridgeway e Robbie X
Nella foto, in alto: Chris Ridgeway e Robbie X

Tenete i tempi di quello che succede ora: sul ring ci sono Chris e Mori a tirarsi elbow, calcioni e sganascioni uno per ciascuno che fa male a nessuno. Chris sorprende Mori con un calcione che lo disintegra in piena corsa alle corde, poi cerca di caricare un suplex ma Mori lo sorprende e reversa tutto in una hiptoss. Solo che poi entra in scena Robbie e così come ridere gli sistema una over the head belly to belly suplex, ma arriva su anche Lenders e ci godiamo una  sunset flip powerbomb. Ridgeway tira un german suplex a Lenders, Robbie un “centrifuga enziguiri” (enziguiri con doppia rotazione su sé stesso) a Mori e Ridge un sweet chin music a Lenders. Il tutto in 59 secondi: abbiamo controllato rivedendo il video. Oltre il muro del suono. Pazzesco. Il tifo ha raggiunto il volume della partenza di un aereo di linea, tanto che sono arrivati quelli di “Indagini ad Alta Quota” a domandarci come mai sui radar non sia comparso nessun jet. E adesso di nuovo botte da orbi, tutti e quattro velocissimi, precisi, estrosi, potenti, grintosi, spettacolari! Mai, mai, mai visto niente del genere. Chiedete a chi c’era. Per noi, match dell’anno. Solo che Tornaghi ci ha abituato così bene che al prossimo show siamo sicuri che troverà il modo di darci uno spettacolo sullo stesso livello (solo perché non osiamo dire “superiore”) Robbie ci regala ancora un incredibile doppio Pelé kick, Lenders lo stende con una canadian destroyer, Mori lo finisce con un double stomp sul torace e tiene occupato Ridgeway mentre Landers lo schiena.

Testimonieremo fino al nostro ultimo respiro che gli italiani non solo non abbiano niente da invidiare alla WWE, ma che li abbiamo sorpassati da un bel pezzo. Bravi, bravi tutti e un encomio da nomination all’oscar per questi quattro che ci hanno fatto sognare.

Nella foto, in alto: Mišo Mijatovič contro Spike Trivet
Nella foto, in alto: Mišo Mijatovič contro Spike Trivet

Tutta quanta la faccenda si conclude con un deathmatch tra Mišo Mijatovič e Spike Trivet, ma farvi un report di questo scontro diventa un problema in quanto, per chi non lo sapesse, qui non ci sono mosse ma soltanto un lungo elenco di oggetti contundenti che ognuno dei due sfascia sulla zucca dell’altro, in stile rissa da saloon come nei film degli anni sessanta. Vassoi, mazze da baseball, filo spinato, tubi al neon, chiodi, puntine… Il tutto si svolge in prevalenza al di fuori del ring in un vagabondaggio itinerante in ogni angolo della palestra, tanto che ad un certo punto, compreso l’andazzo, dopo i primi cinque minuti hanno dovuto accendere le luci in sala perché altrimenti nessuno avrebbe visto nulla.

Questo non ci ha entusiasmato. Precisiamo: qua non ci sono donnicciole che si sdegnano all’esibizione della violenza: finché si tratta di persone adulte, maggiorenni, consapevoli di quello che fanno e che ne accettino implicazioni e rischi, affari loro. Etologicamente parlando, in natura, tutti i maschi di tutte le specie animali combattono tra loro, talvolta fino alla morte, soltanto a causa di un eccesso di testosterone pompato nel sangue a primavera poco prima della stagione degli amori. Che piaccia o no, quindi è assolutamente naturale. Ma dobbiamo anche farvi sapere che per un ventennio, la Erika Corvo ha vissuto in un quartiere dove la malavita era così tanta e così diffusa in modo capillare che vedere risse, accoltellamenti e morti ammazzati in mezzo alla strada era la quotidianità più banale. Aneddoto: un ragazzino, un amico di suo figlio bussa alla sua porta con gli abiti sporchi di sangue. “Oddio, ma che ti è successo? Ti sei fatto male?” domanda lei. “Ma no”, minimizza lui. “C’era un morto sparato su un balcone che gocciolava sangue, e io passavo sotto in quel momento.” Era normale, capite? Probabilmente ne ha avuto abbastanza, fino alla nausea. Come portare un reduce della Guerra del Golfo a vedere Apocalypse Now. Ma a parte anche questi trascorsi, non crediamo sia stata una grande idea sfasciarsi in zucca una dozzina di tubi al neon – notoriamente cancerogeni – in un ambiente con mamme e bambini anche piccoli, a rischio che qualcuno si tagliasse  cadendo tra i vetri rotti o ricevendoli addosso. Senza parlare del rischio di tagliarsi quando è stato il momento di ripulire la sala e smontare il ring con tutti quei vetri a terra. Oddio, la stipula del match prevedeva che fossero gli spettatori a portare gli oggetti contundenti, ma se ti avessero portato una bomba carta, un paio di molotov e magari due fiale di zyklon B? Non sarebbe stato più prudente porre un limite a quello che fosse lecito usare? Grazie al cielo, il nostro buon Fabio Tornaghi ha preventivamente e capillarmente avvisato tutte le famiglie con bambini , via via che queste entravano e prendevano posto in sala, che l’ultimo match sarebbe stato di questo tipo, in modo che sapessero come regolarsi. E allora venite tranquillamente la prossima volta con tutta la famiglia, cani, bambini e suocera al seguito, che in caso di match a stipula speciale vi avviseranno, poi vedrete voi cosa fare. Al massimo, metteranno tutte le suocere in prima fila… Heheheheh!

Vabbè, ormai è andata. Domani c’è l’evento di esordio della MWF, e ci sarà alto di cui parlare. Stay tuned, mi raccomando! Buona Pasqua e baci a tutti dalla vostra Erika Corvo, dal dottor Birrachiara (che ringraziamo come al solito per la preziosa collaborazione) e da tutto lo staff di Mondomarziale. Auguriiiii!!!

                                                                                                                                                        Erika Corvo

 


 

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