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Il giornalista. Ma la sua vita?

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Nella foto, in alto: inviato di guerra

Quando si parla di giornalista, il più delle volte, il nostro pensiero scorre verso l’inviato speciale. Figura di grande spicco in un giornale. Il giornalista per antonomasia. Ma la sua vita come la immaginiamo? Brillante? Sempre avventurosa, come è luogo comune credere? No. Non è certamente sempre così. Questo personaggio è molto solo e non ha tempo per gli affetti di tutti i giorni. La sua voglia d’amore è stata prevaricata dalla sua voglia di fama. Tanta fama, il più possibile. La sua vita e’ qua e là . Oggi in Afghanistan. Dopo domani in Siria e post domani chissà? Dal clima bellicoso delle zone di guerra improvvisamente passa alla tranquillità della sua casa. O viceversa. In poche ore la sua vita può essere completamente destabilizzata da una semplice telefonata. La telefonata del caporedattore, o del direttore. Un giorno di tempo, o tre ore… valigia, aeroporto, aereo e via…! Lo stress e’ sempre  presente. Ormai è il compagno più fido di quest’uomo. La “grande firma” costa. Ha un prezzo di rilevante entità: la privacy! Il giornalista arrivato e’ arrivato perché si è donato completamente al”mestiere”. Non ha pensato a se stesso, più di tanto e tantomeno alle persone a lui care, che vorrebbero averlo più vicino. Allegria, tristezza, voglia, malavoglia, tutto è superato da questo fatale amore per il giornale. Il lavoro, ad un certo livello, è molto prestigioso. Ed è, giustamente, prestigio meritato. La vita è messa in gioco troppo spesso da quest’uomo, per non essere ripagata almeno da quella minima e turbolenta soddisfazione che è il successo. Inoltre, a livello umano, è molto ricco di veri valori. Acquisiti dagli orrori delle guerre e dalle miserie più nere. Dal lusso dell’Inter-Continental, o dell’Hilton, ormai è talmente tanto sensibilizzato, che riesce ugualmente a “vivere” le brutture come se le subisse. E’ l’ “occhio” del fatto. imageÈ sempre presente anche se, a volte, chiuso nella sua suite d’albergo. Il telefono e rovente. È uno squillare continuo. È un alternarsi di telefonate in uscita e in entrata. Il console, l’ambasciatore, il corrispondente, il giornale in Italia, la segretaria del personaggio politico da intervistare, il pezzo da inoltrare avvisando prima, l’agenzia di viaggio per prenotare il biglietto del prossimo volo, la segretaria del diplomatico che ricorda l’appuntamento, per pranzo, o per cena. Mai un attimo di pace! La sua è una vita all’insegna del rischio e della vitalità. Può sembrare una contraddizione, invece è proprio così. Conosce il sacrificio. Conosce la abnegazione. È un eroe! È un romantico! Non c’è dubbio.

                                                                                                                          Thomas Tolin

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