
Nella foto, in alto: Pedro Almodóvar
Il verdetto dell’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia consacra definitivamente il talento universale di Pedro Almodóvar, che conquista il Leone d’Oro con The Room Next Door (La stanza accanto). La giuria internazionale, guidata con carisma da Isabelle Huppert, ha scelto di premiare il primo lungometraggio in lingua inglese del maestro spagnolo, un’opera lucida e di straordinaria potenza emotiva che affronta il tema del fine vita attraverso le interpretazioni magistrali di Julianne Moore e Tilda Swinton. Il trionfo di Almodóvar unisce critica e pubblico in una standing ovation che celebra la sua capacità immutata di scandagliare le complessità dell’animo umano.
Il cinema italiano festeggia un traguardo storico grazie a Maura Delpero, che si aggiudica il prestigioso Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria con Vermiglio. La regista racconta con grazia e rigore filologico il microcosmo di un villaggio alpino alla fine della seconda guerra mondiale, offrendo uno sguardo intimo e poetico che ha saputo sbalordire la Laguna. Il premio per la miglior regia va invece allo statunitense Brady Corbet per l’epico e monumentale The Brutalist, un dramma storico in formato settanta millimetri che narra la rinascita artistica ed esistenziale di un architetto ungherese sopravvissuto alla Shoah.
Le attesissime Coppe Volpi hanno incoronato le grandi performance interpretative di questa edizione, con Nicole Kidman premiata come migliore attrice per il provocatorio thriller erotico Babygirl e il francese Vincent Lindon, splendido protagonista nel ruolo di un padre tormentato in Jouer avec le feu. A completare il palmarès dei premi principali sono la toccante sceneggiatura di Murilo Hauser e Heitor Lorega per il film brasiliano Ainda Estou Aqui e il giovane Paul Kircher, che si porta a casa il Premio Marcello Mastroianni dedicato ai talenti emergenti. Con questo palmarès equilibrato e coraggioso, Venezia si congeda riaffermando la centralità delle storie umane e delle sfide etiche del nostro tempo.
Riccardo Motta

