Print

Posted in:

L’ultimo viaggio del Maestrone. Addio a Francesco Guccini, la voce e la coscienza d’Italia

Nella foto, in alto: Francesco Guccini

Pavana si è chiusa in un silenzio antico e solenne. Francesco Guccini si è spento ieri, 6 agosto, all’età di 86 anni nella sua casa tra i boschi dell’Appennino pistoiese, quel rifugio di pietra e ricordi dove si era ritirato da tempo, lontano dai riflettori ma mai davvero distante dal cuore di chi ha amato la sua poesia. Con la sua scomparsa, la cultura italiana perde uno dei suoi narratori più monumentali, il cantautore che più di ogni altro ha saputo trasformare la canzone in letteratura, storia e impegno civile.
Nato a Modena il 14 giugno 1940, cresciuto tra i mulini della montagna e la vivacità universitaria di Bologna, Guccini è stato per oltre mezzo secolo la colonna sonora e la bussola morale di intere generazioni. Dai primi successi scritti per i Nomadi come Auschwitz e Dio è morto, fino agli album capolavoro come Raddoppio della fiera, L’isola non trovata e Via Paolo Fabbri 43, il “Maestrone” ha raccontato le fragilità umane, le lotte politiche, le osterie, le malinconie e le speranze di un Paese in perenne trasformazione.
Canzoni entrate nel mito — da L’Avvelenata, inno viscerale di libertà e orgoglio, a Cirano, da Eskimo alla struggente La locomotiva — hanno segnato la memoria collettiva, trasformando i suoi concerti in autentici riti laici dove migliaia di persone si ritrovavano per cantare a squarciagola e sentirsi parte di una stessa comunità. Dopo l’addio alle scene musicali nel 2012, Guccini non aveva mai smesso di scrivere, regalando ai lettori romanzi, saggi e memorie intrise di quel suo dialetto riscoperto e di quella sottile, inconfondibile ironia.
Oggi il sipario cala su un gigante schivo e generoso, che ha sempre rifiutato il piedistallo del maestro per rimanere, fino all’ultimo, un artigiano delle parole. Restano i suoi versi, incisi nella memoria e nell’aria, come un’eredità calda e indistruttibile destinata a non spegnersi mai.

Riccardo Motta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *