
Nella foto, in alto: la locandina di after the Hunt di Luca Guadagnino
L’autunno entra nel vivo e il cinema risponde spegnendo le luci in sala per accendere lo schermo su una stagione ricca di storie tese, visioni futuristiche e grandi ritorni d’autore. Ottobre 2025 si preannuncia come il mese perfetto per rintanarsi al buio, avvolti dal profumo dei popcorn, lasciandosi cullare da narrazioni che promettono di scuotere le coscienze o far battere il cuore.
Il viaggio comincia a metà mese con una delle pellicole più attese, reduce dagli applausi dei festival estivi. Il 16 ottobre arriva nei cinema After the Hunt: Dopo la caccia, il nuovo e attesissimo thriller psicologico firmato da Luca Guadagnino. La pellicola ci trascina nel cuore di un’università d’élite dove una stimata professoressa, interpretata da una magnifica Julia Roberts affiancata da Andrew Garfield, si ritrova a un bivio morale ed emotivo quando un’accusa contro un collega minaccia di far riemergere segreti sepolti del suo stesso passato. Guadagnino tesse una tela claustrofobica che indaga le zone d’ombra della verità e le sfumature del potere.
Per gli amanti della fantascienza pura e nostalgica, la data da segnare sul calendario è invece il 9 ottobre, giorno del debutto di Tron: Ares. A quattordici anni dall’ultimo capitolo, il leggendario franchise Disney compie il percorso inverso: questa volta è un programma altamente sofisticato – Ares, che ha il volto di Jared Leto – a compiere il salto dal mondo digitale alla realtà degli umani per una missione pericolosa. Un’estetica al neon che si scontra con il mondo reale, impreziosita dal ritorno simbolico di Jeff Bridges nei panni di Kevin Flynn.
La chiusura del mese parla invece una lingua intima e amara con Cinque secondi (in sala dal 30 ottobre), il nuovo lavoro di Paolo Virzì. Il regista toscano torna a orchestrare una commedia umana e agrodolce guidata da Valerio Mastandrea, nei panni di un misantropo solitario che si ritrova a fare i conti con l’irruzione di un gruppo di giovani vicini determinati a coltivare una vigna confinante. Uno scontro generazionale che diventa, con la tipica ironia di Virzì, una riflessione sul tempo che passa e sulla necessità di trovare una connessione con l’altro.
Riccardo Motta

