
Nella foto, in alto: la copertina de I convitati di pietra di Michele Mari
Con l’arrivo della nebbia e dei primi freddi, le novità editoriali di novembre 2025 si preparano a scaldare i lettori con un perfetto mix di ritorni illustri, noir affilati e narrazioni storiche di ampio respiro. Le librerie italiane si popolano di storie capaci di indagare l’animo umano, tra il fascino del passato e le contraddizioni della modernità.
Novembre si apre sotto il segno della suspense. Da un lato, Antonio Manzini pubblica per Sellerio Sotto mentite spoglie: il vicequestore Rocco Schiavone si trova alle prese con una nuova indagine ad Aosta proprio alle porte del Natale, muovendosi in una città invasa da cori natalizi che mettono a dura prova la sua proverbiale pazienza.
Lo stesso giorno, Longanesi porta in libreria La bugia dell’orchidea di Donato Carrisi. Il maestro del thriller italiano costruisce un meccanismo perfetto partendo da un inquietante fatto di sangue avvenuto nel 2005 in un casale isolato, per poi trascinare il lettore in un labirinto di identità mutevoli e segreti che riaffiorano a distanza di dieci anni.
Per gli amanti delle atmosfere investigative regionali, Einaudi lancia Mandorla amara di Cristina Cassar Scalia, in cui Vanina Guarrasi deve districarsi tra un complicato caso di avvelenamento a bordo di uno yacht alla deriva e un momento personale particolarmente delicato.
Non manca lo spazio per l’epica e il romanzo storico. Valerio Massimo Manfredi, affiancato da Andrea Argenti, torna in libreria con Zenobia. Il romanzo della regina guerriera (Mondadori), un racconto potente e appassionato incentrato sulla leggendaria sovrana di Palmira che osò sfidare apertamente l’Impero Romano.
Marcello Simoni, raffinato autore di thriller storici, pubblica L’eredità dei gattopardi, un’opera densa di intrighi e segreti familiari pronti a riemergere dal passato.
Novembre esplora anche le geografie interiori dei rapporti umani. Lorenzo Marone, con Ti telefono stasera (Feltrinelli), mette da parte i toni puramente brillanti per indagare con straordinaria sensibilità le luci e le ombre della paternità moderna.
Per chi cerca una lettura capace di coniugare sorrisi e riflessione c’è invece Marco Presta con Canto di Natale con autotune (Einaudi), un’ironica rilettura in chiave contemporanea del classico di Dickens che fotografa una società ormai anestetizzata e iper-tecnologica. Michele Mari, infine, torna a stupire con I convitati di pietra (Einaudi), un thriller esistenziale sull’amicizia e il passare del tempo in cui una storica rimpatriata tra vecchi compagni di scuola si trasforma in una spietata arena di rancori e rivalità mai sopite.
Riccardo Motta

