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La parola si fa spazio: a Mantova il Festivaletteratura ridisegna i confini del dialogo contemporaneo

Nella foto, in alto: un momento del Festivaletteratura

Dal 4 all’8 settembre, le piazze storiche e i vicoli monumentali di Mantova tornano a tingersi del blu caratteristico del Festivaletteratura, inaugurando la sua ventottesima edizione con una rinnovata urgenza di ascolto e confronto. La kermesse letteraria più longeva d’Italia si riconferma un osservatorio privilegiato sui fermenti culturali del pianeta, richiamando centinaia di autori, intellettuali e artisti internazionali per dare vita a un tessuto fitto di narrazioni, riflessioni sociali e sperimentazioni creative. In un presente frammentato in cui i canali di comunicazione tradizionali sembrano spesso farsi più rigidi, il festival sceglie di allargare il campo d’azione, portando le parole fuori dal centro storico per contaminare quartieri periferici e territori della provincia con una programmazione fluida e aperta.

L’edizione di quest’anno si distingue per una forte vocazione civile, focalizzando lo sguardo sulle grandi complessità geopolitiche contemporanee. Le riflessioni sulla crisi delle democrazie, l’analisi dei conflitti globali e una nuova prospettiva narrativa rivolta al continente africano si intrecciano costantemente con i grandi interrogativi posti dalle nuove tecnologie, dall’evoluzione dei linguaggi dei più giovani fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla creatività. La risposta dei lettori e degli appassionati si traduce in una partecipazione calorosa che affolla non soltanto i palchi principali della città, ma anche i laboratori, i workshop e le lezioni scientifiche all’aperto, trasformando l’evento in un cantiere d’idee accessibile e intergenerazionale.

A dare corpo e voce a questa imponente architettura culturale sono alcune tra le menti più brillanti del nostro tempo, capaci di muoversi tra il rigore dell’inchiesta giornalistica e la potenza evocativa della grande narrativa. Le piazze mantovane accolgono le testimonianze coraggiose della giornalista premio Nobel per la pace Maria Ressa e le indagini umane del premio Pulitzer Nathan Thrall, affiancate dalle visioni letterarie di romanzieri straordinari come Emmanuel Carrère ed Elif Shafak. Tra maestri della saggistica ed eccellenze della letteratura italiana contemporanea, il Festivaletteratura ribadisce la sua missione più profonda: trasformare la lettura in un atto collettivo e la città di Mantova in uno spazio protetto in cui coltivare il pensiero critico e la bellezza dell’incontro.

Riccardo Motta

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