
Nella foto, in alto: la copertina del romanzo l’anniversario di Andrea Bajani
Il nuovo anno letterario si apre sotto il segno di un’introspezione profonda, dove la narrativa italiana sceglie di abbandonare le certezze per esplorare i territori labirintici della memoria, dei traumi generazionali e delle indagini psicologiche. Le uscite di gennaio 2025 delineano una geografia letteraria densa, in cui grandi ritorni e voci consolidate si muovono attraverso storie intime e, al tempo stesso, universali.
Il viaggio nei legami di sangue e nelle eredità più scomode trova una delle sue vette in Quello che so di te di Nadia Terranova. L’autrice torna a esplorare il peso del passato e le crepe dell’anima attraverso una storia familiare radicata, dove la maternità diventa lo specchio in cui riflettere lo spettro della follia e il timore di perdersi. È una narrazione tesa, che indaga quel momento esatto in cui una donna si rende conto che il passato non è mai davvero trascorso, ma continua a fluire nelle vene delle generazioni successive.
Sulla stessa scia di scavo interiore si muove Andrea Bajani con L’anniversario, un romanzo potente e privo di sentimentalismi che affronta il tabù del totalitarismo familiare. La scrittura di Bajani si fa affilata per raccontare una ricerca di liberazione, esplorando le dinamiche invisibili che stringono i membri di un nucleo domestico in una morsa rassicurante e, al contempo, asfissiante. Poco distante, nello spazio della confessione autobiografica, si colloca anche Pietro Grossi con Qualcuno di noi, un’opera che accompagna il lettore lungo i crinali di un’infanzia agiata e un’adolescenza inquieta, segnata dall’uso della menzogna come raffinata strategia di sopravvivenza emotiva.
Mentre la letteratura introspettiva scava nei sentimenti, il re del thriller psicologico italiano, Donato Carrisi, torna a scuotere i lettori con La casa dei silenzi. Ritroviamo l’addormentatore di bambini, l’ipnotista Pietro Gerber, stavolta alle prese con una nuova e disturbante immersione nei ricordi repressi. Carrisi tesse una trama claustrofobica dove il silenzio non è mai assenza di suono, ma una presenza minacciosa che nasconde verità inconfessabili. Altrettanto cupa ed evocativa è l’atmosfera che Maurizio De Giovanni regala ai suoi lettori in Volver. Ritorno per il commissario Ricciardi. Sullo sfondo di un’Italia ormai piegata dalla guerra, il celebre commissario si ritrova a compiere un viaggio a ritroso verso il Cilento e i luoghi dell’infanzia, affrontando i fantasmi di un passato che avrebbe preferito dimenticare, in un perfetto equilibrio tra malinconia e indagine d’epoca.
Per chi cerca invece una narrazione capace di alleggerire il cuore senza perdere in arguzia, il mese offre il ritorno della commedia brillante ed elegante di Alessia Gazzola con Miss Bee e il principe d’inverno. Con la sua inconfondibile ironia e una spiccata sensibilità per le sfumature della commedia romantica, Gazzola mette al centro della scena Beatrice Bernabò, regalando una lettura fresca e scorrevole che sa come muoversi tra le dinamiche dei sentimenti contemporanei. Infine, a chiudere questo quadro di variazioni narrative è Francesco Vidotto con Onesto, un racconto intriso di terra e di radici che, fedele alla poetica dell’autore, celebra i valori semplici e la faticosa ricerca di autenticità in un mondo che corre troppo velocemente. È la conferma di un gennaio letterario che non cerca la distrazione fine a se stessa, ma invita a fermarsi e a guardarsi dentro.
Riccardo Motta

