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Il sorriso della speranza. Addio a Sammy Basso, lo scienziato che ha sconfitto il tempo

Nella foto, in alto: Sammy Basso

Il mondo della scienza e della cultura italiana piange la scomparsa di Sammy Basso, spentosi improvvisamente la sera del 5 ottobre 2024 ad Asolo, all’età di ventotto anni. Con la sua partenza, l’Italia e la comunità scientifica internazionale non perdono soltanto il malato di progeria più longevo della storia, ma un uomo straordinario che ha saputo trasformare una rarissima condizione genetica in una luminosa missione di vita, di studio e di profonda umanità.
Nato a Schio il primo dicembre 1995, Sammy Basso ha convissuto fin dall’infanzia con la sindrome di Hutchinson-Gilford, una patologia che causa l’invecchiamento precoce del corpo ma che non ha mai minimamente scalfito la freschezza, l’acutezza e l’energia della sua mente. Di fronte a una diagnosi che all’epoca offriva speranze di sopravvivenza ridotte all’adolescenza, Sammy e la sua famiglia hanno risposto con una determinazione incrollabile, fondando già nel 2005 l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso per finanziare la ricerca e far uscire dall’oscurità una malattia quasi sconosciuta.
La sua non è stata la traiettoria di un semplice simbolo, ma il percorso rigoroso di uno studioso. Nel 2018 si è laureato con lode in Scienze Naturali all’Università di Padova, presentando una tesi dedicata proprio a una terapia innovativa per contrastare la sua sindrome, per poi specializzarsi nel 2021 in Biologia Molecolare. Sammy ha scelto di non essere un mero spettatore della propria condizione, ma di diventarne il primo investigatore, offrendo il proprio corpo e la propria intelligenza alla comprensione dei meccanismi cellulari dell’invecchiamento.
La sua notorietà ha valicato i confini accademici grazie a una straordinaria capacità comunicativa. Memorabile rimarrà il suo viaggio lungo la Route 66 negli Stati Uniti, documentato in un diario televisivo che ha commosso e ispirato il pubblico, mostrando al mondo che la fragilità fisica non è un limite al desiderio di esplorazione e di felicità. Per il suo instancabile impegno, nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Negli ultimi anni, Sammy Basso ha continuato a viaggiare, a tenere conferenze e a testimoniare una fede profonda e una gratitudine per la vita che disarmavano chiunque lo incontrasse. Non ha mai chiesto compassione, ma comprensione e sostegno alla ricerca scientifica. Oggi l’Italia saluta un giovane scienziato che ha vissuto ogni giorno con la consapevolezza del valore del tempo, dimostrando che la grandezza di un’esistenza non si misura dalla sua durata, ma dalla luce e dalla conoscenza che si riescono a lasciare in eredità al mondo.

Riccardo Motta

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