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Il dottor Filippo Ongaro e le “tre C”

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Come sappiamo fare sport è fondamentale per garantirci una vita sana e moltissime ricerche scientifiche ce lo confermano. Eppure in un Paese come l’Italia circa il 40% delle persone sono completamente sedentarie. Ma ci sono le regole delle “3 C” del dottor Filippo Ongaro…  per come affrontare al meglio un’attività fisica costante anche se pensi di non esserne in grado! E, il dottor Ongaro. Riassumiamo lo così…  medico degli astronauti dal 2000 al 2007.
Primo medico italiano certificato in medicina anti-aging. Performance coach, giornalista e scrittore.
Ma è davvero così importante fare sport? Assolutamente, si. Infatti, negli ultimi anni sono emerse molte ricerche che confermano gli effetti benefici dell’allenamento fisico su tutto il nostro organismo. Non solo i muscoli, ma anche organi importanti come il cuore, i polmoni e il cervello hanno bisogno di un’attività fisica costante per dare il loro meglio.
Ma questo ormai è risaputo! Un tema molto più interessante? Certamente capire quali sono le leve psicologiche che permettono ad una persona di allenarsi con costanza e determinazione anche se pensa che questa sia un’impresa troppo grande per lei. Le regole delle “3 C”? Sono conditio sine qua non  per il successo di una buona performance e ora le scopriremo…

1. Costanza:

È veramente banale, ma potentissima, perché se non capiamo che l’organismo risponde allo stimolo se lo stimolo è costante nel tempo, finiamo col vanificare i nostri sforzi e cosa vuol dire costanza? Vuol dire certamente la costanza di impegnarsi regolarmente nell’attività fisica, ma anche una certa costanza e regolarità nella tipologia di segnali che io mando al corpo. Se, per dire, una persona decidesse di fare allenamento tre volte alla settimana, ma nell’arco del mese in queste tre volte facesse tutti gli sport: il tennis, lo sci, il pattinaggio, il calcio, il ping pong, il pugilato eccetera eccetera… ovviamente è un caso estremo perchè sarebbe un po’ difficile, però non sarebbe uno stimolo costante perché il tempo che intercorre tra un allenamento per esempio di pugilato e quello successivo è talmente, talmente lungo che questo insieme di segnali viene percepito dal corpo come caos. Quindi la costanza è l’antidoto contro il caos. Devo organizzare gli stimoli in maniera regolare sia per tempistica che per tipologia

2. Completezza

Perché completezza? proprio per stare nell’ottica di una tipologia di stimolo che sia veramente completo per il nostro grado di fitness. È chiaro che la completezza nell’atleta agonista spesso non c’è, contrariamente a quello che uno può pensare, perché la completezza è un po’ il contrario della super specializzazione. L’atleta agonista deve concentrarsi su pochi gesti e fare quelli benissimo, ma se non siamo atleti agonisti dobbiamo anche puntare ad un certo grado di completezza. È davvero contrario al concetto di fitness pensare ad un soggetto che corre corre corre corre, ma poi non riesce però ad alzare un peso perché non ha un minimo di forza, o un soggetto che non fa altro che alzare dei pesi, ma poi se fa una corsa ha il fiatone e non riesce a fare le scale.
Queste sono cose che non rappresentano un vero concetto di fitness, il concetto di fitness significa essere in grado di usare il tuo corpo in una panoramica di circostanze e la completezza è anche quello che serve in termini più medici, perché noi abbiamo delle capacità all’interno del nostro organismo che vanno mantenute tutte. Noi abbiamo la forza dei muscoli, la resistenza, la flessibilità, la destrezza etc… Tutte queste cose dovrebbero essere parte di un allenamento che sia davvero completo.

3. Calibrazione

Cosa vuol dire calibrazione? Vuol dire che l’allenamento deve evolversi nel tempo, perché se rimane sempre uguale è difficile presupporre un miglioramento, verrebbe meno uno dei principi fondamentali dell’allenamento che è proprio la progressione del carico, quindi la calibrazione vuol dire far evolvere l’allenamento in modo tale da sfidare il corpo di volta in volta. Ma calibrazione vuol dire anche personalizzazione, perché io non posso prendere l’ultima rivista sulla corsa dall’edicola e dire “quell’allenamento che c’è a pagina 33 è perfetto per me”, non è assolutamente detto, le modalità per portare un organismo al massimo del suo potenziale possono essere diverse e andrebbero studiate. In questo senso l’invito è anche a lavorare con degli allenatori o con dei trainer.
Anche nell’attività fisica non facciamo sempre il fai da te perché rischiamo i traumi, rischiamo di farci del male più seriamente in alcuni casi, ma rischiamo anche semplicemente di non avere i risultati sperati.

Quindi la regola delle 3C è molto semplice: costanza, completezza e calibrazione. Queste sono veramente da salvare nel proprio hard disk mentale per ricordarsi su che basi impostare il proprio lavoro in termini di allenamento.

Giuliano Regiroli

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