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I fiumi danneggiati dall’uomo: oltre il 50% a livello globale

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Nella foto, in alto: un fiume visto da un aereo

Secondo un recente studio dell’Università Paul Sebastien di Tolosa pubblicato su “Science”, che ha preso in esame 2.456 fiumi in tutto il mondo, solo il 13,4% dei fiumi a livello globale mantiene inalterato il proprio ecosistema.  Gli studiosi hanno valutato il ruolo ambientale di ogni specie presente e i cambiamenti subiti dalla biodeversità negli ultimi due secoli. Dalle analisi è emerso che il 53% dei fiumi è stato danneggiato dall’attività dell’uomo. Tra le attività più invasive e inquinanti vi sono la pesca intensiva, i sistemi di irrigazione per l’agricoltura e la costruzione di dighe. Un ruolo significativo è svolto anche dai cambiamenti climatici, che hanno provocato un innalzamento delle temperature. L’ecosistema di più della metà dei fiumi del pianeta è, dunque, cambiato radicalmente.

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Nella foto, in alto: un fiume in transparenza 

Nei Paesi più sviluppati e che hanno risentito maggiormente degli effetti dell’industrializzazione sono spariti pesci di grandi dimensioni, quali il salmone e lo storione, mentre hanno fatto la loro comparsa specie invasive o aliene all’habitat. Eppure, l’importanza della preservazione dei fiumi emerge anche da questo dato: pur ricoprendo solo l’1% della superficie terrestre, fiumi e laghi ospitano ben 17 mila specie di pesci in totale, ovvero un quarto dei vertebrati di tutto il mondo.  I corsi d’acqua la cui biodiversità è stata maggiormente stravolta sono quelli dell’Europa Occidentale e del Nord America. In particolare, i più colpiti sono il Tamigi a Londra e il Mississipi negli USA. Invece, quelli più “sani” si trovano in Sud America (solo il 6%) e nelle aree più remote e disabitate dell’Africa e dell’Australia. Per quanto riguarda l’Italia, secondo Legambiente il nostro è un ecosistema “prezioso e fragile”, in quanto rappresenta “un’area di particolare valore per la biodiversità ittica”, messo costantemente in pericolo da pesca illegale, inquinamento, mutamenti climatici e introduzione di specie estranee. Molte, infatti, sono le specie minacciate, come la trota mediterranea, per la conservazione della quale è stato attivato il progetto europeo “Life streams”.

          Peter Paul Huayta Robles

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