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I fiori di Bach. Una rimedio naturale

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Nella foto, in alto:  i fiori di Bach da bere in primavera

La storia dei fiori di Bach, un metodo naturale
Verso il primi del 900 un medico inglese, Edward Bach, decretò la compatibilità e lì’efficacia della floriterapia, ovvero la cura di vari disturbi attraverso i principi dei fiori. La rivoluzionaria affermazione decentrava l’attenzione sulla persona e non sulla malattia diagnosticata o sui sintomi emersi. Il “ lavorare sulle emozioni “ dell’individuo rappresentava la vera rivoluzione in materia medico-sociale. Da questa intuizione, il medico inglese inizia a specializzarsi in immunologia. Il destino volle che nel 1917 gli viene diagnosticato un tumore alla milza. Questa diagnosi fu un’enorme stimolo per il medico che inizia a viversi come cavia da laboratorio sperimentando in prima persona l’efficacia o meno della cura dei fiori. Nel tempo la sua malattia regredisce e il medico inizia a divulgare l’importanza della positività e della pro attività del paziente nel relazionarsi con la malattia. Analizzando la personalità dei pazienti il dr. Bach sui rende conto delle analogie tra le malattie cui sono soggetti. La malattia viene indirizzata al carattere prima ancora dei sintomatologia della stessa. Il medico divulga la tesi attraverso in cui , con la cura dei fiori , le emozioni vengono trasformate in opportunità per reagire positivamente verso la situazione inibitoria che la malattia tende a condurre il paziente. Il medico afferma che la floriterapia è un essenziale strumento a condizione che il paziente creda e reagisca in maniera positiva diventando protagonista della soluzione della malattia. Rimane inteso che l’effetto positivo dei fiori di Bach deve essere consequenziale ad un percorso di autoanalisi e di presa coscienza del proprio io. La medicina tradizionale a suo modo avvalla questa teoria in quanto afferma che i risultati della floriterapia sono tangibili in soggetti “ vergini da costrutti mentali “ quali i bambini e gli animali. Da questo punto d’incontro emerge che il dr.Bach, nell’ammettere l’importanza di un percorso di autoanalisi per togliere i substrati dettati da pre costrutti sociali e antropologici, si dimostrò attento precursore della medicina alternativa. E aveva ragione.

Giuliano Regiroli

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