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12° anniversario FCW: Pero, 20 maggio 2017

Allestire la sala per lo show è stato veramente un lavoraccio, oggi! Siamo lì dalle undici di mattina. Prima i tappeti da srotolare per tutta la palestra, sbatterli e fissarli. Il ring è quello da show, coi pali così pesanti che ci vogliono tre persone a portarne uno, e con fatica. C’erano i ganci nuovi, i tiranti rinforzati, le corde appena ricoperte. Poi le sedie: iniziamo col metterne giù centoventi, poi se non dovessero bastare ne metteremo ancora. Finiamo di montare le minigonne che sono già le tre e venti, e c’è ancora da portare in sala il frigorifero e allestire la zona per il catering. Poi c’è da montare le luci su in alto, i tralicci metallici per le entry, e per il proiettore del titantron ci vuole la scala a tre segmenti per arrivare fino al soffitto e un coraggioso che si offra volontario per salirci sopra. E infine c’è l’impianto audio e il computer per gestire musiche, entry e video. Man mano che il tempo passa iniziano ad arrivare i ragazzi. Prima quelli di Rubiera, poi tutti gli altri, alla spicciolata. Arriva Josh Bodom con la fidanzata al seguito, poi gli svizzeri.

Noi ci prendiamo qualche minuto di relax facendo karaoke invece di provare la sequenza delle Entry Music sul pc, ma ci richiamano subito al lavoro. E poi arriva la torta che stasera verrà offerta a tutti a fine show… CA-PO-LA-VO-ROOOO!! Immaginatevi una torta lunga un metro, sui dodici- tredici chili, che ci vogliono due persone a portarla. Al centro c’è la scritta “dodicesimo anniversario”. Sopra e sotto, stampati col computer, tutti gli atleti presenti stasera, come se fosse una locandina mangereccia e squisita, e tutti quanti fanno OOOHHH… quando la guardano! E se tanto mi dà tanto, dev’essere anche buonissima. Sempre in tema di cibarie, avevamo portato ogni ben di Dio stamattina, ma qua sono tutti giovani, forti e affamati, magnano come lupi ed è già sparito tutto.

Nella foto, in alto: bella dea vedere, buona da mangiare! La torta gigante dell'anniversario FCW
Nella foto, in alto: bella dea vedere, buona da mangiare! La torta gigante dell’anniversario FCW

Marcio è già sul ring a scaldarsi. Sta bene solo lì. Quello è il suo posto, da quando è nato. Sul ring c’è più gente che in Piazza del Duomo a mezzogiorno: ci sono un sacco di ragazzi a riscaldarsi e si sente parlare in tutte le lingue. Stavolta sono arrivati proprio da tutte le parti e sappiamo che ci sono stati così tanti atleti a proporsi che a un certo punto, gli organizzatori hanno dovuto dire basta. Poi, stasera debuttano Larry Demon e O’Malamente… ma ne parleremo più avanti!

Pazzesco! Sono ancora le 18 e intravediamo già gente fuori in attesa. Corriamo a cambiarci: mica possiamo presenziare all’anniversario con gli stracci con cui abbiamo sudato finora ad avvitare tiranti rotolandoci sotto al ring! Beh, abbiamo contato novantotto posti prenotati, ma la gente che entra è sicuramente di più! Alla fine contiamo 140 paganti. Sempre meglio! Wow!

Nella foto, in alto: Il pubblico prende posto...
Nella foto, in alto: Il pubblico prende posto…

L’atmosfera è quella da vigilia di Natale: tutti che si salutano, si abbracciano, ognuno racconta, si racconta e si fa raccontare. C’è elettricità, nell’aria. Molte persone le conosciamo, e ci presentano quelli che non conosciamo ancora. Tutti hanno portato qualche amico, qualche parente, dicendogli che vale la pena di esserci, di venire a vedere. E hanno ragione: si spende come al cinema ma qui gli attori si vedono dal vivo e li puoi anche conoscere. Dura di più, ti raccontano una storia e vedi arte, atletica e recitazione.

Ed ecco che si spengono le luci…

Nella foto, in alto: Larry Demon contro AB Knight
Nella foto, in alto: Larry Demon contro AB Knight

Il primo match è di quelli che scaldano il cuore: debutta Larry Demon, contro AB Knight che ha debuttato la volta scorsa. Li abbiamo visti crescere, questi ragazzi. Migliorare giorno dopo giorno, un allenamento dopo l’altro. Sbagliare, sudare, riprovare, incazzarsi, ricominciare daccapo, e ancora, e ancora, e ancora… Non crediamo si possa avere un’idea di quello che ci sia dietro un debutto, se non avendo condiviso assieme a questi ragazzi tutti i mesi e mesi di preparazione e di allenamento. Salgono sul ring e fanno quello che li abbiamo visti fare ogni volta… ma ora è per davvero e ci danno dentro di brutto. Non sbagliano niente! Perfetti. Ritmo, precisione, sicurezza, dinamica, tecnica. Bravi, ragazzi. Siete stati bravissimi! Siamo veramente orgogliose di voi!

Nella foto, in alto: Marrow contro Hellvetic Warrior
Nella foto, in alto: Marrow contro Hellvetic Warrior

Il secondo match vede impegnati Marrow contro Hellvetic. Marrow lo conoscevamo già (anche perché è così brutto che non è facile dimenticarselo). Si becca un calcio in faccia e ci consoliamo pensando che se anche gli cambiassero i connotati, è appunto talmente brutto che potrebbe soltanto migliorare! Hellvetic lo conosciamo stasera. È così grosso che sembra Vaccarini (il Gladiatore, quello che va in Tv con Bonolis). L’arbitro Malalana, chiunque ci sia sul ring, è sempre protagonista e beniamino del pubblico: porta via a Marrow la mazza da baseball e si fa valere…Non provatevi a contraddirlo, che vi fa vedere i sorci verdi! L’unico caso al mondo in cui durante un match invece di tifare per uno degli atleti si possa tranquillamente tifare per il referee! Uno spettacolo nello spettacolo. Che bella gimmick che si è inventato, questo ragazzo!

Nella foto, in alto: un match a cinque stelle!
Nella foto, in alto: un match a cinque stelle!

Il terzo match: un capolavoro da cinque stelle! Dinamite e Bragalia contro Brutus e Paziente Zero contro Steve McKee e Marcio Silva. Sembra di stare al bowling: volano botte da orbi, fanno un macello e vengono giù tutti come birilli.

Nerlla foto, in alto: vertical suplex a sei uomini
Nerlla foto, in alto: vertical suplex a sei uomini

Mosse d’effetto eseguite benissimo, senza pause e senza respiro. DDT, tombstone, pescado a raffica, un suplex mulitplo a sei uomini,tutti contro tutti, a dir poco favoloso. Steve McKee ne piglia un fracco e una sporta. Una volta tanto, stavolta è Silva a brillare, lui che di solito lascia spazio a tutti, e chiude con una bellissima frog splash. Signuur, che meraviglia! Questo è il wrestling che piace a noi, e qui siamo ancora all’inizio! Cosa ci aspetta, ancora?

Nella foto, in alto: Chris Walker contro Pasquale O'Malamente
Nella foto, in alto: Chris Walker contro Pasquale O’Malamente

Quarto match, ancora un debutto: Pasquale O’Malamente contro Chris Walker. Anche per loro vale il discorso di prima: sapevamo che ci saremmo emozionate, ma non che alla fine ci saremmo ritrovate con gli occhi lucidi. Bello, bello, bello vedere questi ragazzi finalmente sul ring a vivere il loro sogno. Se lo sono sudati, se lo sono conquistato, hanno faticato come bestie e alla fine sono qui a strappare applausi scroscianti. Tra una magistral cradle, dropkick belli alti, bulldog e altro, quello che ci emoziona di più è la vertical suplex con delay che O’Malamente esegue alla perfezione su Chris Walker. Gliel’abbiamo vista provare e riprovare tante di quelle volte, durante le lezioni del sabato sera, che ci sembra la cosa più bella del mondo vederla eseguita in scioltezza e in perfetto sincrono. Walker replica con cose altrettanto belle, come una bella camminata sulle corde. Poi arriva Andrew Rogers che gioca sporco e la vittoria se la aggiudica Walker. Notevole il potenziale della gimmick di Pasquale O’Malamente: un personaggio italiano che ha caratteristiche sia da heel che da face. (“O’Malamente”, in napoletano, non è un malvivente, ma un guappo, uno un po’ fuori di testa che può essere sia il bulletto di quartiere che un micro giustiziere solitario che non ha paura di nulla e difende gli amici e i deboli. NDR) Potrà evolversi in ogni direzione a suo piacimento. Credibile, ben recitato, azzeccatissimo per questo atleta. Abbiamo da credere che ne vedremo delle belle, “prossimamente sui migliori ring”!

Nella foto, in alto: Cyclone Thunder contro Cash Crash contro Jay Garner
Nella foto, in alto: Cyclone Thunder contro Cash Crash contro Jay Garner

Il quinto match è un Triple Threat “Cash the contract” Match: chi vince potrà richiedere quando vorrà una title shot! Sono coinvolti tre bravissimi atleti. Cash Crash lo conoscevamo già: un perfetto heel che si lascia detestare con una facilità estrema, borioso e antipatico a tal punto che fai fatica a credere che sia lo stesso ragazzo adorabile che conosci fuori dal ring. Cyclone Thunder è bello fisicato senza essere un colosso e si fa amare immediatamente tirando tanti calci nel sedere a quell’antipatico di Cash Crash. Jay Garner è un high flyer di prima scelta, di quelli che piacciono a noi: piccolino, veloce, scattante, una goccia di argento vivo che schizza da tutte le parti. Questo, sul ring ci sta sopra, nel senso che nemmeno tocca terra. È sempre in aria. Atterra solo quando Cash gli tira in testa la valigia del Contract approfittando del fatto che Malalana sia stato steso e privo di sensi, spatasciato al tappeto. Più che un arbitro, Malalana è un uomo in più sul ring, quello che fa la differenza e che a tutti gli effetti ha il suo peso in un match.

Il bello di stasera è che il livello degli incontri sale in continuazione. Ogni volta pensi che tutti abbiano dato il massimo, che non sia possibile dare di più, e invece ti accorgi che il match successivo è sempre un po’ meglio di quello di prima! Più dinamico, più coinvolgente, più spettacolare. Ogni volta questi ragazzi ci sorprendono in positivo. Bravi, bravi, bravi! Non finiremo mai di elogiarli.

Nella foto, in alto: l'arbitro Andrea Malalana detto Andy Badwool. You can count on him!
Nella foto, in alto: l’arbitro Andrea Malalana detto Andy Badwool. You can count on him!

Pausa, e riprendiamo fiato anche noi.

Alla ripresa degli scontri Malalana è ancora protagonista di ciò che accade sul ring. Se fosse un film troveremmo il suonome tra gli interpreti principali! Ma come faremmo, senza di lui? Qui c’è in ballo la cintura 24/7: chi schiena qualcuno è il campione in carica e il titolo passa di mano in mano per dieci minuti. Al termine di questi, chi ce l’ha rimane campione. Entertrainer deve difendersi da David Silas, Nico Narciso ed El Cruiso. Ne prende di ogni da Nico Narciso: sediate con dropkick, backbreaker, bidonate sulla zucca. Silas spalma il naso di Narciso su una sedia, tutti schienano tutti finché Entertrainer decide che la cintura deve rimanere in mano sua e ci dà dentro fino all’ultimo secondo, riportandosela a casa.

Ora è il turno delle ragazze: Whisper contro Foxley contro la nostra italianissima

Ndella foto, in alto: Insanity contro Whisper contro Niky Foxley
Ndella foto, in alto: Insanity contro Whisper contro Niky Foxley

Insanity. Se pensate che in questo match non abbia combinato granché, considerate che è ancora convalescente dal braccio rotto, e che non solo nessuno avrebbe potuto pretendere da lei più di quanto non abbia dato, ma che ha avuto un fegato della madonna a volersi mettere a rischio lo stesso. Whisper e Foxley sono migliorate ancora dall’ultima volta che le avevamo viste. Belle toste, affiatate, grintose e combattive. Il match se lo aggiudica Insanity con l’intervento sporco di Entertrainer, quindi significa che questo terzetto femminile lo rivedremo presto per una rivincita, e non possiamo che rallegrarcene.

E ora? Ora abbiamo un Fatal Four Way con Red Scorpion, Scrum, Leon e Kronos. Se una volta Leon ci stava

Nella foto, in alto: i protagonisti del  Fatal Four Way
Nella foto, in alto: i protagonisti del Fatal Four Way

antipatico è solo perché recita da heel in maniera spettacolare. Immaginereste mai che dietro quell’atteggiamento indisponente e l’aria truce c’è un ragazzino ventenne di una simpatia mostruosa con un sorriso adorabile che ti manda in giuggiole, dolcissimo, che sa stare allo scherzo, affabile e bonario? Il wrestling non finirà mai di stupirci, coi suoi personaggi insospettabili. Scrum è agli esordi e deve ancora venir fuori, ma il potenziale ce l’ha tutto: dobbiamo solo avere un pelino di pazienza, e con lui ne vedremo delle belle. Scorpion è un veterano che vanta una vita intera sul ring, e dove c’è lui c’è un bel match, punto e basta. Kronos? Come facciamo a non confessare che ci ha rubato il cuore da quando l’abbiamo conosciuto? Uno spettacolo di carisma, di presenza scenica, di gestione del palcoscenico, che vale la pena di pagare il biglietto solo per vederlo entrare. Se facesse l’attore non potrebbe essere meglio. Oltre che bravo in veste di Big Man, è dotato di un’agilità sorprendente. Avete mai visto uno di 160 chili capace di un moonsault perfetto dalla terza corda? Noi, no. Mai. Unico. Vabbè, torniamo al match. Chi non si è divertito torni pure a casa ad annaffiare i ciclamini. Mamma, che macello! Scorpion mette a sedere Leon e gli tira una manica di schiaffoni. Fa lo stesso su Kronos, ma questi si vendica spalmandolo sulle sedie dopo che il pubblico è scappato al loro avvicinarsi minaccioso. La terza corda è una pista di decollo: tutti quanti la oltrepassano volando, compreso Kronos che, come puntualizzato prima, si lancia in un pescado da paura, incredibilmente agile. Il primo ad essere eliminato è Leon, seguito da Scrum e da Scorpion, Ovviamente, l’ultimo rimasto è Kronos e il match è suo!

Nella foto, in alto: il main event
Nella foto, in alto: il main event

Non rimane che il main event: Josh Bodom contro TG, e a questo punto abbiamo visto talmente tanta roba che non ci sembra nemmeno più il main event. Ma questo va a pieno onore di TG, perché quando degli esordienti danno così tanto da rubarti la scena, sì, ci sono sicuramente dei grandi allievi, ma c’è anche un grande, grande maestro che li ha saputi plasmare e che è stato in grado non solo di insegnargli cosa si faccia su di un ring, ma come lo si debba fare. Ancora una volta: grazie, Giglio. Il wrestling italiano ti deve tanto!

Nella foto, in alto: David Silas che mangia sé stesso
Nella foto, in alto: David Silas che mangia sé stesso

Oh, intendiamoci – un gran bel match anche questo, con TG che ne piglia tante ma tante, ma tante, e che ridotto ad una maschera di sangue viene schienato da Bodom facendogli sfondare un tavolo, volandogli sopra dalla terza corda.

E a questo punto, ringraziato il pubblico e gli atleti… torta per tutti! Così come era bella, è anche buona. In più, tutti i wrestlers vogliono mangiare la fetta con la loro faccia sopra, gli spettatori vogliono quella con il loro atleta preferito. Divertentissimo!

Terminata la torta, beh… tutto da smontare. Ripulire. Bottigliette, lattine, cartacce e vario altro a terra da raccogliere e buttare. Non esistono “addetti alle pulizie”: facciamo tutto noi. Sfiniti. Felici. Assonnati da morire. Cambiarsi e fare la doccia. Chiacchiere, commenti, risate, abbracci. Siamo tutti fratelli, abbiamo lavorato tutti allo stesso scopo. Uno ad uno se ne vanno tutti. Si tirano le quattro anche stavolta. Domani si dorme.

Piccola considerazione birichina riguardo alla differenza tra i due sessi: quello che avete letto finora è stato scritto da una donna. Quello che trovate qui sotto è il resoconto dello stesso evento, scritto da un uomo. Alla prossima. Stay tuned

                                                                                                                                                                                 Erika Corvo

 

Ecco i risultati di 12° Anniversary, show tenutosi nella Palestra Marconi in Piazza Marconi a Pero (MI) in data 20 maggio 2017:

Larry Demon batte A.B. Knight

Hellvetic Warrior batte Marrow

FCW Tag Team Championship Match: Steve Mckee & Marcio Silva (c) battono Domenico Dinamite & Bragaglia e Brutus & Paziente 0 mantenendo i titoli di coppia

Chris Walker batte Pasquale O’Malamente

Cash The Contract Match: Cash Crash batte Jay Garner e Cyclonic Thunder vincendo il Cash The Contract

Rising Sun 24/7 10 Minutes Time Limit Match: The Entertrainer termina l’incontro da campione

Insanity batte Whisper & Nicky Foxley

Fatal 4 Way Elimination Match: Kronos batte Leon (eliminato da Red Scorpion per primo), Scrum (eliminato da Kronos per secondo) e Red Scorpion (eliminato da Kronos per ultimo)

FCW Championship Anything Goes Match: Josh Bodom (c) batte The Greatest mantenendo il titolo

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