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Ben Carson. La storia di chi ce l’ha fatta

La storia di Ben Carson è emblematica sotto molti aspetti. Da ragazzino dei sobborghi di Detroit, con un passato difficile alle spalle e scarse prospettive per il futuro, a medico di successo che ha dato una svolta definitiva alla neurochirurgia. Accade anche questo, quando si ha la forza di rompere le maglie di un destino che sembra precostituito e si apre un varco verso il futuro. Quando si dà voce alle proprie qualità e potenzialità, per quanto sembrino nascoste. Quando si ha passione e fede verso qualcosa.

E Ben Carson aveva passione – per la scienza – ma anche tutte le fragilità di un ragazzino nato e cresciuto in un ambiente sfavorevole. 

Nella foto, in alto: il dottor Ben Carson

Tuttavia, non ha mollato. Si è iscritto all’università e a soli 33 anni è diventato primario di neurochirurgia pediatrica presso la prestigiosa clinica universitaria John Hopkins di Baltimora. Ma non solo.  Nel 1987 il Dottor Carson ha avuto il coraggio di tentare quello che nessuno aveva osato provare prima e che nessuno riteneva realizzabile: la separazione di due gemelli siamesi uniti alla base del cranio. Un’operazione inaudita, di estrema difficoltà, che ha richiesto ben cinque mesi di accurata preparazione. 

Sangue freddo, fede e passione lo hanno accompagnato nel corso delle interminabili 22 ore in sala operatoria. Nonché l’incrollabile desiderio di dare un futuro migliore a quei bambini. L’intervento andò a buon fine. Occasionò una vita autonoma a quelli che oggi sono due uomini di 35 anni e fama internazionale al dottor Carson. 

Questo è stato senza dubbio l’apice di una carriera brillante. Infatti il dottor Carson non si è fermato qui. Ha salvato moltissimi bambini, effettuato operazioni eccezionali, dato speranza a tante famiglie. E non si è speso solo nel campo della medicina. È stato anche il primo afroamericano ad entrare nell’amministrazione repubblicana, ricoprendo il ruolo di segretario allo Sviluppo edilizio durante la presidenza Trump. Chi avrebbe immaginato tutto questo per quel ragazzino svogliato a scuola, che nel pieno di un’adolescenza difficile aveva aggredito la madre con un martello e colpito un amico con un pugnale?

Luana Vizzini

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