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Addio a Enzo Bianchi. Fondatore della Comunità di Bose e voce del dialogo

Nella foto, in alto: Enzo Bianchi

Si è spento oggi, 1° settembre, Enzo Bianchi, monaco, saggista e figura di spicco del panorama culturale e spirituale contemporaneo. Fondatore nel 1965 della Comunità monastica ecumenica di Bose, in Piemonte, Bianchi ha rappresentato per decenni un punto di riferimento imprescindibile per il dialogo interreligioso, la ricerca spirituale e la riflessione etica in Italia e all’estero.
Nato a Castel Boglione, in provincia di Asti, nel 1943, ha saputo trasformare un piccolo gruppo di preghiera in una realtà ecumenica riconosciuta a livello internazionale, capace di far dialogare cattolici, ortodossi e protestanti attorno ai valori della fraternità e della parola evangelica. Autore di decine di saggi tradotti in tutto il mondo e nota firma del giornalismo italiano, ha raccontato con lucidità e profondità le trasformazioni della Chiesa e della società civile.
Nonostante le tensioni e le divergenze degli ultimi anni legate all’allontanamento dalla comunità da lui creata, la figura di Enzo Bianchi resta legata a una visione di fede aperta, accogliente e mai dogmatica. Con la sua scomparsa, il dibattito culturale perde un intellettuale rigoroso e un testimone incisivo del nostro tempo.

Riccardo Motta

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