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4 imprescindibili strategie di contesto per l’inclusione in classe

Realizzare una piena inclusione a scuola è un obiettivo fondamentale per il benessere di tutte le alunne e gli alunni che ne sono protagonisti. Ma come realizzarla in modo efficace? Sicuramente, non improvvisando. È necessario progettare ogni lezione con consapevolezze e attivare delle strategie di contesto che permettano di creare un clima positivo e proattivo.

David Mitchell, docente dell’Università di Canterbury, nel suo saggio “Cosa funziona realmente nella didattica speciale e inclusiva”, ha individuato quattro strategie efficaci in questo senso: insegnamento collaborativo, cultura scolastica positiva, promozione di comportamenti positivi, clima in classe.

Nella foto, in alto: buone pratiche per la collaborazione

Innanzitutto, l’insegnamento collaborativo: è importante che tutti i soggetti della classe (docenti e alunni) prendano parte ai processi di insegnamento e apprendimento collaborativo. Questa pratica consente agli alunni con bisogni educativi speciali di interagire con insegnanti e compagni e sentirsi pienamente parte di un contesto, al quale, altrimenti, avrebbe un accesso limitato. È fondamentale, infatti, che la responsabilità degli atti comunicativi non sia ristretta al solo insegnante di riferimento o a uno sparuto gruppo di adulti, ma venga estesa anche a tutti i compagni, il cui ruolo è fondamentale nei processi di costruzione dell’apprendimento e del senso di appartenenza.

Un’altra strategia contestuale mirata è lo sviluppo di una cultura scolastica positiva, per la cui realizzazione è fondamentale che tutti gli alunni abbiano accesso ad un apprendimento efficace. Perché questo si realizzi, è necessario operare degli adattamenti alle modalità di insegnamento per gli alunni con bisogni educativi speciali. Questo obiettivo si può realizzare, quando necessario, ricorrendo a elementi di mediazione che rendono più fruibili gli interventi educativi e didattici, quali l’uso della Comunicazione Aumentativa Alternativa, del codice Braille, della Lingua Italiana dei Segni o di stili comunicativi alternativi a quello verbale. È importante, infatti, raggiungere anche chi ha uno stile di apprendimento visivo, uditivo e cinestetico.

Nella foto, in alto: due alunne studiano insieme

Così, la promozione di comportamenti positivi a scuola è imprescindibile per il successo formativo di tutti gli studenti. Solo in un ambiente in cui gli alunni avvertono benessere, fiducia reciproca, senso di appartenenza, libertà di comunicazione dei propri bisogni, solidarietà e condivisione, si può relalizzare un apprendimento efficace.

Di conseguenza, anche il clima in classe è un elemento alla base dell’autentica inclusione: è importante offrire a tutti gli allievi la possibilità di fornire e ricevere aiuto in modo reciproco. Questo rende il clima più accogliente, sereno e motivante. Perché tali obiettivi vengano raggiunti, è fondamentale che la progettazione e attivazione degli interventi non sia di appannaggio del solo docente di sostegno, ma dell’intera comunità scolastica. Se gli alunni hanno modo di verificare con la propria esperienza un’autentica collaborazione tra docenti, saranno maggiormente portati alla cooperazione e alla condivisione tra loro.

Luana Vizzini

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