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Val di Fiemme. Il bosco delle melodie.

In Val di Fiemme.  Il bosco delle melodie. In val di Fiemme, percorrendo la strada che da Predazzo conduce in Valmaggiore, attraverso un sentiero,  si raggiunge la località di Panaveggio  dove sorge il tempio naturale della musica che ha, per colonne portanti, gli abeti rossi.  Questo luogo incantato si trova a nord della catena del Lagorai e costeggia il lago di Forte Buso, fino al passo Manghen e a San  Martino di Castrozza.

CARTINA POLITICA DEL tRENTINO
Nella foto, in alto: Cartina politica del Trentino

E’ una foresta unica al mondo ,  luogo fatato che  si estende  fra pareti rocciose e corsi d’acqua e custodisce l’antico segreto per realizzare le casse armoniche di violini, pianoforti e arpe. Un luogo magico a oltre 1500 metri di quota dove salgono musicisti  da tutto il mondo a rendere omaggio a questi  monumenti della natura . Il fascino del  bosco ha popolato il nostro immaginario fin da quando eravamo bambini: protagonista delle fiabe che ci venivano lette per addormentarci. Quante emozioni può dare un bosco: incuriosire, rilassare, spaventare, sognare, nascondere, proteggere. Il bosco in questione, però, è speciale perché suona….  Non c’era solo una volta, ma  c’è ora. Niente favole, ma realtà. Questa zona del Trentino orientale  vede  protagonisti  questi  Picea excelsa (nome scientifico), usati per  offrire al mondo melodie sublimi.  Antonio Stradivari, ai primi del millesettecento, veniva da queste parti  non solo per ritemprarsi, ma anche per scegliere  personalmente il legno perfetto per costruire i suoi  strumenti gioiello.

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Nella foto, in alto: Museo del violino Antonio Stradivari di Cremona

Oggi valgono milioni di euro , invidiati da tutto il mondo, sono  custoditi al Museo del violino di Cremona. Ma cosa hanno di speciale questi alberi plurisecolari? Il loro legno è molto elastico e ha una particolare capacità di risonanza, aspetti che li rendono  materia prima  ideale per le casse acustiche. Nel dettaglio, i canali linfatici del legno di questo peccio funzionano come piccolissime canne d’organo che creano una particolare  risonanza. Come si è detto , di questi antichi abitanti dolomitici, solo l’uno per cento  del bosco ha eccezionali caratteristiche acustiche: colossi  da 40 metri , con un diametro di almeno 50 cm.  e con una età che varia dai 140 a un massimo di 200 anni di vita. Per riconoscere il legno migliore, dicono gli esperti, bisogna vedere gli anelli di crescita.  Quelli con anelli di crescita molto sottili e perfettamente concentrici, con fibre dritte, prive di nodi, sono ideali per la lavorazione della materia prima degli strumenti musicali. Particolare importanza riveste anche il periodo di taglio: fra ottobre e novembre, in luna calante, quando nel tronco c’è minore quantità di linfa.

Nella foto, in alto: Fustaia di abete rosso

Una piacevole tradizione? Qualche mese prima del taglio, musicisti di  fama internazionale , accompagnati da un esperto,  passeggiano per il bosco  scegliendo il loro albero. Su di esso viene posta una targa e , durante le cerimonie di battesimo degli abeti, viene rivelato il  carattere e la storia dell’albero scelto dal musicista. Il rito si conclude con l’esecuzione di un brano che il musicista dedica al suo abete  e  quindi  con la rassegna I Suoni delle Dolomiti, festival di musica in alta quota . La foresta non viene mai sfruttata perché tutelata dalla Magnifica Comunità della Val di Fiemme che vigila su queste terre da più di 900 anni con  esperti boscaioli  in grado di capire, prima di tagliare, quale sia l’albero adatto affinché  il legno suoni. Il bosco comunque si amplia di circa cento ettari l’anno e viene valorizzato, non vandalizzato. Per capirlo basta visitare questo angolo inedito del Trentino fra gli alberi, i gigli selvatici e i caprioli. Il custode del bosco è un abete gigante che ha messo radici 200 anni fa, ha una circonferenza di 290 centimetri e un’altezza di 38 metri. Cosa colpisce? Il silenzio curioso, visto il nome. Un silenzio che avvolge, rimbomba ed esalta tutto, dando voce alla melodia dell’anima. In fondo sì, anche questa è una favola, ma assolutamente reale.

Michele Bianchi

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