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Mary Cooper. Un angelo che mena come un fabbro

Abbiamo il piacere quest’oggi di intervistare una delle rare ragazze wrestler del panorama italiano: ringname Mary Cooper, ma anche Maria Bergamini qualora si presenti in veste di arbitro, perché sa fare tante cose e tutte bene. È Maria Ravasio, classe ’94, una ragazza dal viso d’angelo che mai immaginereste capace di massacrare di sberle un avversario e picchiare duro come un fabbro ferraio. Eppure, lo fa! Giovane com’è, ovviamente non ci racconterà di anni di esperienza. Ci racconterà, invece, di come viva il wrestling un esordiente. UNA esordiente, per la precisione, perché i punti di vista, come potrete voi stessi constatare, sono differenti

Ciao, Mary! Felicissima di averti nostra ospite. Vuoi raccontarci qualcosa di te, partendo dal principio? Dove e quando sei nata? Com’è stata la tua infanzia?

Nella foto, in alto: Vestitino angelico, faccino da peste: ecco Mary Cooper da piccola!
Nella foto, in alto: Vestitino angelico, faccino da peste: ecco Mary Cooper da piccola!

Ciao! Grazie a te per l’ospitalità! Sono nata a Ponte San Pietro il 30 maggio 94 e ho un fratello più grande con cui già provavo a fare wrestling da piccola. Da piccolina giocavo sempre con lui e i figli dei nostri vicini di casa… adoravo creare città immaginarie e poi farci correre le macchinine! Pensa che avrei voluto fare il meccanico di auto e moto! Diciamo che sono sempre stata un maschiaccio!  Mia mamma mi racconta spesso che ero una bambina impossibile da gestire, tanto da cercare di portarmi all’asilo alcuni mesi prima della giusta scadenza! Dopodiché si è sentita dire: ”Signora, la riporti a settembre perché non sappiamo come gestirla!” Ricordo che una volta i miei compagni stavano facendo il riposino ma, visto che io non avevo nessuna voglia di dormire e da sola mi annoiavo, sono andata a svegliarli tutti e siamo tornati nel giardino a giocare, tra le facce incredule delle maestre…  Ero proprio una peste!

 E sei poi riuscita ad andare in istituto professionale per fare il meccanico oppure è rimasto un sogno?

Nella foto, in alto: Mary in atteggiamento dolce
Nella foto, in alto: Mary in atteggiamento dolce

Ho frequentato un anno di turistico aziendale e uno di ragioneria, ma li ho mollati tutti e due perchéproprio non mi piacevano. Le materie non erano interessanti, non le capivo… la sola cosa che capivo era che quello non era ciò che avrei voluto dalla vita! Con i compagni andavo d’accordo, ed era praticamente l’unica cosa bella del frequentare la scuola! Quando ho abbandonato, i miei non l’hanno presa granché bene, però hanno capito che non dipendeva un capriccio o da poca voglia di studiare, ma che fosse proprio una mia scelta, e come tale l’hanno rispettata. Alla fine sono riuscita a iscrivermi alla scuola professionale. Era bello perché c’era anche pratica e con i miei compagni era uno spasso unico anche se erano più piccoli. Trovavamo ogni spunto per divertirci e ridere, mi trovavo davvero bene… ma ho dovuto lasciarla dopo pochi mesi per dei motivi familiari. Non sono più riuscita a continuare gli studi, ma ancora non ho perso la speranza. Prima o poi ce la farò! Comunque, da allora ho iniziato i primi lavoretti… tutto quello che riuscivo a trovare, le solite cose… volantinaggio, segretaria, nelle imprese di pulizie…

Che peccato! Eppure, anche se non hai proseguito gli studi hai una buona cultura circa molti argomenti diversi. Come te la sei procurata?

Beh, diciamo che non mi piaceva la scuola, ma lo studio mi piaceva eccome! Andavo spesso in biblioteca e lì, tra mille libri, ho avuto modo di imparare molto sull’antico Egitto. Rimane un mio grande sogno poter visitare Alessandria, Il Cairo, Giza, vedere le piramidi, magari fare una crociera sul Nilo! Mi piace la scienza in generale, e una branca che mi appassiona davvero è la vulcanologia. Mi affascina l’idea che un vulcano possa eruttare all’improvviso, magari dopo secoli di inattività, per poi distruggere tutto ciò che si trova sul cammino della lava in pochi minuti! Non ho mai avuto l’occasione di poterne vedere uno davvero, ma cercherò di farlo! Sono molto curiosa e mi piace molto approfondire gli argomenti, conoscere la natura più intima delle cose. Io sono convinta che un diploma attesti soltanto un percorso di studi, e non l’intelligenza o la cultura di una persona!

E tra vulcani e motori, il wrestling, da che parte salta fuori?

Nella foto, in alto: vi farerste tirare una chop per invitarla a cena?
Nella foto, in alto: Mary Cooper. Vi farerste tirare una chop per invitarla a cena?

Mi è sempre piaciuto fin da quando ero piccola. Mia mamma mi raccontava che già a pochi anni non mi facevo problemi a menar le mani. Tutti insieme, in famiglia, guardavamo Smackdown e i miei atleti preferiti erano The Undertaker e John Cena. Le mosse aeree, soprattutto, colpivano la mia fantasia, e non mi capacitavo di come fosse possibile fare tutti quei voli e quelle manovre acrobatiche da high flyer. Già da allora pensavo a come sarebbe stato bello poter salire anch’io su di un ring, fare anch’io quelle cose, combattere… I muri della mia camera erano letteralmente ricoperti di poster di wrestling-

Come ha saputo dell’esistenza di scuole in cui poterti iscrivere?

Era all’incirca il gennaio 2014, e mi era venuto il pallino di scoprire se anche qui in Italia ci fosse qualche scuola di wrestling. Ho cercato su internet e ho visto che in effetti c’era una scuola a Milano e un’altra poco distante da me, entrambe della ICW: ero felicissima! Dopo aver trovato tutte le informazioni possibili e ho deciso di rivolgermi alla palestra di Bergamo. Non mi sono potuta iscrivere subito. Sempre per motivi familiari ho dovuto aspettare ancora un anno buono. Quando ho detto ai miei che avevo deciso di iscrivermi pensavano che scherzassi… ridevano… C’è voluto un bel po’ perché realizzassero che facevo sul serio, e sanno benissimo che poi, quando mi metto in testa una cosa, è quella e basta!

E poi, cos’è successo?

Nella foto, in alto: Mary Cooper con Marcio Silva
Nella foto, in alto: Mary Cooper con Marcio Silva

Ho chiamato la palestra per avere tutte le informazioni possibili. Era quasi dicembre quando mi sono presentata per la prima lezione, quella di prova. Ma non ho potuto iscrivermi definitivamente se non verso marzo del 2015, quando ho avuto la certezza di potermi permettere il costo da sostenere. È iniziato il mio sogno! Era per davvero! Potevo farcela! Durante la lezione di prova, che emozione… mamma mia! E poi ero l’unica ragazza! Sono stata allenata da Marçio Silva, ed è stata esplosiva! Ovviamente abbiamo iniziato con il riscaldamento: corsa, addominali, flessioni. Poi hanno iniziato a insegnarmi le basi del chain (sequenze di mosse concatenate l’una all’altra) e i bump (le cadute). Oddio, mi sentivo un pochino a disagio, ma neanche troppo. Era tutto nuovo, tutto strano… Un ring è di pochi metri quadrati, ma c’è dentro tutto un mondo da scoprire! Quelli che sarebbero diventati i miei futuri compagni hanno saputo rassicurarmi. Battute scherzose, pazienza e tutta una serie di atteggiamenti amichevoli: insomma, hanno fatto di tutto per farmi sentire a mio aglio e non mettermi in imbarazzo! Se mentre frequentavo la scuola di ragioneria scuola avevo la netta sensazione che quello non fosse per me, non avevo ancora finito il primo allenamento che avevo la certezza assoluta che quello, invece, fosse la mia vita! Volevo diventare una wrestler! L’ambiente, le persone, l’allenamento… mi piaceva tutto! Ovviamente, nella prima lezione ho ricevuto le chop di benvenuto, come giusto che sia! (Una sorta di iniziazione da caserma per cui chi arriva lì per la prima volta riceve chop da tutti, cioè una sorta di schiaffoni tirati a mano aperta sul petto, rumorosi e dolorosi, ma innocui.)

Così hai deciso di proseguire e fare sul serio. Come ti ha cambiato la vita, tutto questo?

Nella foto, in alto: Mary con il suo maestro, Il Kobra.
Nella foto, in alto: Mary con il suo maestro, Il Kobra.

Iniziamo dal dire che questo mi ha portato via del tempo libero. I sabati sono quasi sempre impegnati e tra allenamenti e sala pesi, e le giornate hanno sempre e solo ventiquattro ore! Personalmente ci tengo molto ad integrare l’allenamento di puro wrestling con tanta, tanta palestra. Esercizi di rafforzamento della massa muscolare in sala pesi, ad esempio: vanto una scheda tecnica che varia dall’utilizzo della classica panca, ai bilancieri, ad esercizi più complessi con l’utilizzo di attrezzi.  E poi faccio altri per le gambe, come il leg curl e affondi. Il fatto di essere l’unica ragazza, nel polo di Bergamo, ha pregi e difetti! Uno dei pregi è il fatto che posso menare i miei compagni maschi senza troppa paura di fargli male! Un difetto è che non possiedo ancora sufficiente massa muscolare per fare alcune mosse di pura forza, così non posso nemmeno provarle! Ad ogni modo, i miei compagni cercano sempre di aiutarmi come possono, ognuno cerca di trasmettermi qualcosa del suo sapere: come interagire con il pubblico o come parlare nei promo, e vale davvero la pena di ascoltarli! Mi ritengo fortunata perché con loro sono andata d’accordo fin dal principio e con alcuni ho stretto proprio un bel legame di amicizia! Poi ho la fortuna di avere Kobra come maestro, e trovo che sia veramente una persona eccezionale. Sa

Nella foto, in alto: Eccloa qui, Mary e la sua head scissor!
Nella foto, in alto: Eccola qui, Mary e la sua head scissor!

ascoltare, consigliare e ti segue bene nell’allenamento. Di solito è molto rigoroso, ma ogni tanto abbandona la severità e sdrammatizza. Ride, scherza… Mi trovo bene con lui. Credo di essere cambiata molto, caratterialmente. Soprattutto mi sento più sicura di me stessa. In questi due anni ho superato dei limiti che io per prima ero convinta di avere… ad esempio, non pensavo neanche lontanamente di poter eseguire una head scissor. Credevo fosse troppo difficile, e invece ora la uso in ogni mio match! Non sono mai stata una ragazza timida, ma uno sport del genere di sicuro non fa che rinforzare la sicurezza in sé stessi, la forza, la consapevolezza di poter superare i propri limiti!

Ma hai imparato sia a combattere che ad arbitrare. L’hai deciso tu o c’era bisogno di arbitri? Come si sta, con la maglia a strisce?

L’ho deciso io. È bello poter interagire con i lottatori nelle vesti da arbitro! È stato un buon modo di calarmi ulteriormente nel mondo del wrestling, casomai ce ne fosse stato ancora bisogno! In questo sport ognuno ha un ruolo ben preciso e l’arbitro è uno dei più importanti… ha sempre l’ultima parola! Quando ho indossato quella maglia… WOW! Una sensazione strana da descrivere! Ero io a sancire vittorie e sconfitte. Quando ho arbitrato la prima volta ero agitatissima, me lo ricordo ancora! Sì, fare l’arbitro è bello, ma se dovessi scegliere tra i due ruoli indubbiamente sceglierei la wrestler, per il fatto che preferisco essere la parte attiva del match

E Kobra, com’è, come maestro?

Nella foto, in alto: Chi dice che il wrestling toglie femminilità alle ragazze?
Nella foto, in alto: Chi dice che il wrestling toglie femminilità alle ragazze?

Lui è una della persone che fa da pilastro in questa federazione ma soprattutto per me! È un amico, un fratello maggiore, un mentore, un motivatore… Molte volte, con le sue parole, mi ha stimolato a non mollare per nessun motivo! Sa mettere insieme sia la battuta che la serietà, e questo mi piace molto. Anche se con me è talvolta più indulgente rispetto ai compagni maschi, pretende comunque da me il massimo impegno. In squadra con noi ci sono tanti altri bravissimi atleti, come Akira, Tenacious Dalla, Leon, Taurus, Hardcore Cassi, Ombra e altri ragazzi che non combattono ancora. Ognuno di loro mi ha dato modo di imparare qualcosa, ma soprattutto è importante la tenacia, la costanza, la resistenza. Non devi mai mollare! Con alcuni di loro ho un bel rapporto di amicizia anche al di fuori degli allenamenti e degli show! Tutte le volte in cui, soprattutto all’inizio, pensavo di non farcela, che fosse troppo duro, troppo difficile, o che non fossi all’altezza, ognuno dei miei compagni mi ridato fiducia e sicurezza. Ognuno mi ha fatto capire che anche io avrei potuto farcela. Ma cerchiamo di capirci: il wrestling è duro per tutti. Non solo per le ragazze. È sopportazione, dedizione, forza d’animo, costanza, passione, tecnica, resistenza. Non è solo una questione di fare ginnastica!

Hai visto solo Kobra, come maestro, o hai avuto l’occasione di guardarti in giro e vedere cosa offra il mercato al norditalia?

con Queen Maya
Nella foto, in alto: Mary con Queen Maya sul ring

No, non ho visto solo lui. Ho avuto modo di allenarmi con Mr. Excellent e Queen Maya, due persone che ammiro tantissimo. È stato un sogno che si realizzava! In più mi sono allenata a Lecco dove insegna Doblone. Ognuno di loro ha un modo e possibilità differenti di insegnare: ad esempio Mr. Excellent ha nella palestra il ring fisso quindi si possono provare un’infinità di mosse con corde e voli! Mi sono allenata alcune volte anche insieme a Queen Maya. È una persona semplicemente fantastica, e lottare con lei è sempre un piacere. È alta, forte, potente, esperta e sa metterti sempre a tuo agio anche se pretende moltissimo da te. Dà molto e chiede molto.

 Cos’è, per te, il wrestling?

Per me è tutto. È la seconda famiglia, è amore per la disciplina, per i tuoi compagni, una sfida personale sul dare il massimo sempre e comunque! Sentire il pubblico che ti tifa o che ti insulta significa che stai facendo un bel lavoro… la voce del pubblico è tutto! Spesso, al termine di un match sono praticamente distrutta, ma quando vedi che i fans fanno di tutto pur di arrivare lì da te per farti i complimenti o per salutarti, passa tutto il dolore. È fatica. Non avete idea del fiato che ci voglia per affrontare un match di pochi minuti. È continuare fino alla fine nonostante le botte, gli infortuni o nonostante tutti i brutti pensieri che possano passarti per la testa! Sono convinta che con un po’ di lavoro, il wrestling possa diventare uno sport popolare accettato anche in Italia.

Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto?

Nella foto, in alto: Mary con L'amica del cuore, Valentina
Nella foto, in alto: Mary con l’amica del cuore, Valentina

Mi ha dato tantissime emozioni. Stare sul ring con tutto attorno gente che urla e fa il tifo ti tifa è una cosa che non si può descrivere se non provandola! Mi ha fatto conoscere persone stupende e sono contenta di questo. Ora sono più determinata nei miei obiettivi e non mi faccio fermare né influenzare da nessuno, nel wrestling come nella vita. Mi ha tolto del tempo per frequentare alcune amicizie, che volete? Le giornate hanno sempre e soltanto ventiquattr’ore. Ma nonostante questo, gli amici “trascurati” capiscono la mia passione e mi sostengono! Una di questi, la mia grande amica Valentina, spesso veniva con me agli show anche se il wrestling non le interessava, e sopportava ore e ore di spettacolo pur di stare un po’ con me. Preferisco avere poco tempo ma fare quello che mi piace, piuttosto che stare ore davanti alla tv, play o uscire senza scopo. Per me, quello è perdere tempo!

E il tuo primo match, com’è stato e contro chi hai combattuto? Che ricordi ne hai?

Il mio debutto è stato contro il team formato da Coach Lillo, Ricky Rastelli e Gabriel Bach; io ero in tag con Queen Maya e Leon. Ricordo che prima del match ero molto agitata e continuavo a camminare nervosamente nel backstage. Cosa ricordo? Che ne ho prese un sacco! Ma lavorare con loro mi è piaciuto molto e dopo il match, nel backstage, ho iniziato a piangere di gioia! La bambina era cresciuta, il ring era vero, e avevo combattuto davanti ad un pubblico pagante. Qualcuno aveva pagato dei soldi per venire a vedermi, capite?

Mary sul ring con Coach Lillo
Mary sul ring con Coach Lillo

I tuoi vengono a vederti, quando combatti? Quando torni a casa cosa racconti?

Quando sono vicina, sì. Mia mamma ha rinunciato a convincermi a fare la “signorinella per bene”, diciamo… Ha capito che non può decidere per la mia vita, ma ogni volta che vede i lividi le leggo la preoccupazione negli occhi, una sorta di rimprovero, anche se cerca di non darlo a vedere. Ci sta sempre un po’ male.
Allora le ricordo che ogni sport è pericoloso a modo suo, dal nuoto al calcio.

Come spesso sento dire: SIAMO QUI PER PRATICARE WRESTLING, SE NON VOLEVAMO FARCI MALE ANDAVAMO A PRATICARE DANZA CLASSICA!

Che cosa ti auguri, per il futuro?

Di migliorare sempre, ogni giorno di più. Mi piacerebbe moltissimo aiutare gli altri nel loro percorso, come i miei compagni hanno fatto con me. Spero di lottare all’estero, ma mi piacerebbe un sacco anche lottare nella Bellatrix come Queen Maya!

Ti sei mai infortunata seriamente?

Una volta sola, finora. Proprio di recente, esattamente alla fine di aprile, durante l’esibizione a Novara. Sono caduta male: colpo di frusta e trauma cranico, ma nonostante questo ho continuato il match…  Ora sono ferma per alcune settimane, ma tornerò presto! Mi sto annoiando tantissimo, vado a vedere comunque gli allenamenti ma mi pesa non poter partecipare…  Ma ha il suo lato positivo: molti dei miei amici, dopo il match di Novara, mi hanno scritto per sapere come stavo! In ospedale ero inondata di messaggi per sapere cosa mi fossi procurata, quale fosse la prognosi, come mi sentissi… Sono stati davvero carini con me! È stato bello sentire tutto questo interesse nei miei confronti, e non solo dagli amici ma anche da parte di chi non conoscevo.

Cosa pensi degli show dove gli atleti non vengono pagati e nemmeno rimborsati delle spese?

Mah? Secondo me, se una cosa ti piace veramente lo fai anche gratuitamente senza che ti pesi. Però, certo che se da un lato è un divertimento, dall’altro è come un secondo lavoro, quindi qualcosa come rimborso spese ci deve essere!

Cosa pensi che manchi al wrestling, in Italia, per essere considerato un vero sport, al pari del calcio o della pallacanestro?

Non gli manca nulla, se non il fatto che per molte persone esista solo il calcio… Sarebbe bello poter vedere gli show in un canale televisivo! Ma non la WWE, intendo. Roba nostra, italiana!

Che ne pensi delle federazioni che invece di pensare a combattere non fanno altro che litigare furiosamente tra loro?

Direi che è inutile star a litigare: vogliamo tutti la stessa cosa!  E allora, invece di litigare, alzati e vattela a prendere, se veramente la vuoi! La mia opinione è che ognuna delle federazioni ha il suo potenziale e una bella dose di grinta da mostrare… Quindi: impegnarsi e far vedere di che pasta si è fatti!

Nella foto, in alto: Bella, smplicemente bella!
Nella foto, in alto: Bella, semplicemente bella!

E nella vita normale, che lavoro fai per vivere?

Lavoro in un’impresa di pulizie. Cercavo lavoro, e così ho inviato il mio cv a tutte le imprese di pulizie della mia zona, e nel giro di poco mi hanno chiamato e poi assunto. Nonostante le apparenze è un lavoro che mi piace molto, e mi trovo bene sia con i titolari che con i colleghi! Certo, mi piacerebbe lavorare in un’officina meccanica, o magari un domani avere una palestra tutta mia, ma per ora c’è questo ed è un lavoro onesto, così non vedo perché certa gente possa storcere il naso!

Che ne pensano i tuoi colleghi di lavoro, del fatto che tu faccia wrestling?  Vengono mai a vederti?

Alcuni sono un po’ preoccupati quando mi vedono piena di lividi, ma per il resto mi hanno fatto molti complimenti per questa scelta. Non ho ancora avuto modo di invitarli a qualche show, purtroppo!

Usciamo dagli stereotipi e diciamo chiaro e tondo che il wrestling non toglie assolutamente nulla alla tua femminilità. Casomai, in cosa, questo sport, la valorizza?

Nella foto, in alto: Sceondo voi, una wrestler non può essere squisitamente femminile?
Nella foto, in alto: Il bellissimo fsico di Mary

Il fatto di mostrare il proprio corpo in pantaloncini piuttosto che in altri tipi di abbigliamento, in alcuni casi ti aiuta a superare certe situazioni di disagio esterne al wrestling, come è capitato a me! In passato alcuni ragazzi del mio paese mi prendevano in giro per il mio fisico facendomi sentire brutta, a disagio… una situazione al limite del bullismo, e io ci stavo davvero male! Ora ho imparato a fregarmene e, con tanto allenamento il mio fisico è cambiato. Non solo è molto più armonioso, ma anche tonico e bello tosto! Provino ora, a venire a prendermi in giro, che li faccio volare! Una donna non è quella creatura insulsa che colleziona scarpe tacco dodici e sogna il principe azzurro. Oggi come oggi, la donna è una persona forte e volitiva, coraggiosa e capace, orgogliosa di una femminilità che non significa più vita passiva e sottomessa. Non è un essere filiforme e anoressico il cui unico scopo è infilarsi una taglia 38! Anche senza essere “brutte copie” dei maschi nerboruti, le donne di oggi hanno muscoli, curve, fisici statuari sani e rigogliosi. E questa consapevolezza si riflette anche sul carattere. Si diventa sicure, indipendenti e intraprendenti, e se ancora abbiamo dei limiti, è solo per poterli superare.

In America, a parte rari casi, le donne possono combattere solo tra loro. Pensi che in Italia sia possibile, invece, organizzare combattimenti misti, se ci fosse un cospicuo numero di “quote rosa”?

Non trovo nulla di male nel fatto che ci siano tag misti ! Spesso sono i più divertenti! Ho partecipato a tre tag misti e ognuno di questi match mi ha insegnato qualcosa… Allenandomi con solo maschi, poi, per me non c’è proprio nessun problema! È più logico che per un match equilibrato gli atleti siano della stessa taglia o dello stesso peso, piuttosto che di diverso genere.

Maria, ti ringraziamo per essere stata con noi, sei davvero un personaggio degno di nota.

Se volete vederla in azione dal vivo, abbiamo avuto ora una anteprima in esclusiva: Mary Cooper combatterà nello show della Rising Sun ad Almenno San Bartolomeo il 10 giugno! Chi se la perde non capisce niente né di wrestling né di donne!  Naturalmente consigliamo i nostri lettori di seguire anche tutti  gli show ICW per poterla vedere ed apprezzare in tutte le sue virtù belliche.

Ciao a tutti, stay tuned!

                                                                                                                                                                 Erika Corvo

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