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Togo. Spiagge orlate di palme e riti voodoo

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Villaggi di fabbri? Antichi riti voodoo? Castelli d’argilla? Spiagge palmate? …ma siamo di sicuro nel Togo! Stato dell’Africa occidentale e ex possedimento tedesco. Sporge a sud sul Golfo di Guinea. Ha una forma peculiare, molto allungata. Il suo territorio si innalza, a mano a mano, che ci si allontana dal mare ma senza superare i mille metri. I suoi vicini di casa, invece? Ghana e Benin. La forza di lavoro, al 70%, e’ attribuita dall’agricoltura. Siamo immersi nella natura dell’Africa vera. Spiagge bordate di palme. Molte le colline con i suoi villaggi. Qui, il fascino del Continente Nero e’ tanto. Paesaggi incantati. Dove la natura cresce rigogliosa e lussureggiante. Sembra quasi che Giambattista Sabbatino  (il famoso pittore che dipinge l’Africa, ndr.) ci abbia messo del suo. Una tela che ci trascina in mezzo a forme e colori favolosi, di una natura pura. Privilegiata. Paesaggi magnifici che sembrano invogliarci a fare un viaggio che pochi non vorrebbero intraprendere. Ad attrarci, poi, è Batammariba. Un tradizionale insediamento caratterizzato da solide costruzioni d’argilla. Non può mancare poi la capitale, Lome’. Passeggiando per la città ci si impatte sicuramente nel Grand Marche Bazar e nel Fetish Market. Entrambi i posti offrono talismani tradizionali e rimedi basati sulla religione vodun (voodoo). Il Togo e’ la terra dei riti voodoo. Ricco di tradizioni, usi, costumi e culti ancestrali. Grazie alle diverse etnie che lo popolano. Il piccolo Paese africano che divide il Ghana dal Benin e’ una destinazione turistica d’eccezione. A appannaggio di pochi, forse per la poca pubblicità a livello turistico. Luogo capace di emozionare per la sua totale autenticità. Ancora, la sua foresta tropicale aiuta ad ampliare queste emozioni. Per non parlare dei bellissimi laghi incontaminati e protetti dalle mangrovie. Dal suo litorale cinto da palme di cocco che lambisce timidamente l’immensità dell’oceano… Dopo la capitale, altre città di rilievo sono Sokode’, Atakpame’, Kpalime’ e Kara. Tutte situate sull’altipiano. Le condizioni sociali sono dettate da una grande arretratezza. L’aspettativa di vita? 59 anni. L’analfabetismo interessa quasi la metà dei togolesi. Lingua ufficiale? Il francese. Ma sono parlate le varie lingue etniche. Le più diffuse e entrambi insegnate nelle scuole sono  l’ewe e il kabiye’.

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Nella foto, in alto: spiaggia togolese

La metà della popolazione pratica i culti animistici tradizionali, ma si professano anche il cristianesimo e l’Islam. Le donne? Essere donne in Togo vuol dire godere di meno diritti rispetto agli uomini. La legge le difende, ma a prevalere il più delle volte è il diritto consuetudinario. E a farne le spese sono soprattutto le bambine. In molti casi, costrette a sposarsi prima di essere diventate adulte. Come denunciano, i dati raccolti dall’Unicef, in Africa centrale e occidentale. Ritornando a cose più belle… due escursioni, da non perdere, sono la traversata del lago Togo, in canoa e la visita a Togoville. La storica città che ha dato il nome all’intero Paese. Prestate attenzione, in certi punti, perché il Togo e’ spesso nella spirale della violenza.  Ha i suoi pro e i suoi contro ma le sue qualità sono troppe per non conoscerlo. Visitiamolo, perciò!

Radouane Chegdal

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