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Sui Vichinghi , il Glima e l’Islanda

Nella foto, in alto: il Glima.

Ci facciamo trasportare in quella magica e lontana terra dove il paesaggio e la storia ancor oggi si intrecciano e confondono con saghe e leggende, tanto da creare sempre ed ovunque un clima sospeso tra fiaba e realtà. Sembra ancora di scorgere, tra gli alti spalti vulcanici dell’antico Parlamento, due lottatori avvinghiati che si provano nell’aria tersa e gelida del nord… Gli islandesi hanno sempre avuto grande considerazione per gli sport, e praticavano diversi giochi di palla e varie forme di lotta. Tra queste il Glima – arte vecchia almeno 1100 anni – divenne lo sport più praticato durante l’epoca vichinga (fu infatti portato in Islanda da questa popolazione scandinava che colonizzò l’intera isola) in ogni classe sociale e anche dalle donne. Thor stesso era il dio del combattimento e questa lotta divenne talmente importante da avere per sé anche un sistema legislativo scritto. Il Glima, era una delle forme di lotta libera più amata, praticata anche dai bambini che iniziavano il loro training a sette anni. Nel ventesimo secolo il Glima diventa uno sport moderno e organizzato che varie volte si è guadagnato il titolo di “sport nazionale islandese”. L’abbigliamento utilizzato consiste in calzoncini corti, i classici knickerbockers. Negli anni tra il 1905 e il 1908 l’adozione ufficiale del glimubelti ha rimpiazzato la cintura tradizionale. Essa è stata modificata diverse volte dal tempo dell’uso iniziale. Oggi il glimubelti è una larga cintura di pelle che circonda la vita, da cui partono due piccole bretelle che si allacciano intorno alle coscie. Così il glimubelti sembra una bardatura più che un’ordinaria cintura per pantaloni. Come si svolge questo combattimento libero corpo a corpo? Si tratta di una sorta di lotta “civilizzata”, accompagnata da un cerimoniale di saluto tra i due avversari che si stringono la mano all’inizio come nel tennis e continuano utilizzando sette prese conosciute e accettate – d’attacco e di difesa – con le loro varianti, per poi concludersi di nuovo col saluto. Agilità e presenzadi spirito caratterizzano quest’arte in cui il lottatore deve afferrare con la mano destra l’avversario per la cintura del calzoncino e con la sinistra prendere il calzoncino all’altezza della coscia destra. La tecnica consiste quindi nel far perdere l’equilibrio all’avversario sollevandolo da terra e facendolo cadere a terra, aiutandosi anche con le gambe. Spesso fuori dalle assemblee locali e dai servizi religiosi gli uomini si misuravano nella forza praticando questo gioco. Il Glima è infatti tradizionalmente praticato all’aperto. Perciò in Islanda si eseguono pochi round proprio per il clima rigido che non permette di rimanere troppo a lungo all’aperto. Quando furono create le scuole presso le sedi episcopali di Holar e di Skalholt (1552-53) vi fu l’ambiente necessario alla diffusione del Glima poiché gli studenti erano apprezzati tanto per lo studio che per la pratica di questo sport. Oggigiorno il Glima (che non è uno sport per i più forti, ma per chi è più veloce, acuto e strategicamente pronto) è ancora praticato da numerosi giovani che fanno competizioni in inverno fuori da chiese scuole e .…. ovili! Di seguito gli indirizzi per chi volesse recarsi in Islanda (viaggio sempre consigliato) e avere ulteriori notizie:

Associazione del Glima

Glímusamband Íslands

Engjateig 6

IS 104 Reykjavik

T.00354-514-4064

www.glima.is oppure:

Associazione del Glima Armann

Soltuni 16

IS 105 Reykjavik

www.armenningar.is

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