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Se non c’è la taratura certificata, nulle le multe con Autovelox

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 Dal 1 agosto 2017, hanno reso più restrittive le norme sulla modalità di taratura degli Autovelox, non è detto però che siano state rispettate appieno; questo potrebbe rendere nulla la multa ed è quanto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione ribadendo un principio precedentemente espresso dalla Corte Costituzionale. Con la sentenza n.113/2015, la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale del Codice della Strada nella parte in cui non prevede l’obbligo di sottoporre a check up periodico gli strumenti di controllo elettronico della velocità. Oggi la Cassazione ribadisce questo principio: gli Autovelox devono essere tarati e verificati periodicamente nel loro funzionamento, la prova di queste verifiche può essere data esclusivamente dalla produzione di certificazioni di omologazione e conformità. I test di taratura vengono effettuati quando l’apparecchio “entra in servizio” e poi periodicamente, le regole sono parzialmente diverse per gli apparecchi usati dalle pattuglie a bordo strada e per quelli fissi; si tratta del campo di velocità, i veicoli usati per le misurazioni di prova devono eseguire da 50 a 100 passaggi ad andature comprese tra i 30 e i 230 km. Dunque, chi riceve una multa deve verificare sul verbale la data in cui l’apparecchio è stato tarato, se risulta successiva al 31 luglio 2017 si può chiedere alla Polizia di fornire l’adeguata documentazione da cui risultino le velocità a cui sono stati svolti i test.

                                                                    Giuliano Regiroli

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