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“Quale padre”. Il libro delle emozioni

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Titolo: “QUALE PADRE”           

Autore: Thomas Tolin

Editore: Panda Edizioni

Prezzo: €. 16.00

“Quale padre”. Menzione d’onore al Premio Prunola 2018

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Nella foto, in alto: l’autore padovano Thomas Tolin

Tommaso , Angela , Francesco. Tre nomi come tanti. Tre volti come mille al mondo. Ognuno con la propria storia. Ognuno con le proprie difficoltà. Ognuno con un cuore pieno di emozioni da elaborare prima e da condividere poi. “… abbiamo appena iniziato … “ queste le ultime parole con le quali l’autore veneto Thomas Tolin mette la parola fine ad un romanzo che è letteralmente un vortice di emozioni contrastanti tra loro. Dopo aver letto il romanzo del Tolin , dopo averne chiuso l’ultima pagina, mi sono reso conto che una sola lettura non era sufficiente. Che io ero il primo che aveva appena iniziato. Iniziato ad intuire il senso della vita. Ad intuire che avevo , in fondo, appena iniziato a capire che mi mancava già tutto di quelle vite. Di quelle persone che potevano essere i classici vicini della porta accanto. Quelli che incontri, sfiori, incroci frettolosamente perché frettoloso è il rapporto con il tempo che passa. L’amore e il tempo. Questi sono i motori che smuovono le coscienze del lettore che ha l’opportunità di leggere “ Quale padre “, l’opera prima di un giovane e promettente talento dell’editoria italiana. A “ Quale padre “ edito dalla casa editrice veneta “ Panda edizione “ è stata riconosciuta l’unica Menzione d’onore al premio letterario Prunola, edizione 2018. Pubblicato nel mercato italiano nel settembre 2018 , il romanzo, solo dopo tre mesi, ha già al suo attivo una ristampa e una crescita esponenziale di vendite in formato e-book. Chi si approccia alla lettura del primo romanzo del veneto Tolin , percepisce da subito che ha in mano qualcosa di strano. Un testo non comune. La scrittura fluida dell’autore ti catapulta dentro lo spazio descritto. Tu sei lì con i personaggi. Sei dentro la storia. Sei nella storia. Un grande merito che riconosco all’autore è proprio questa sua capacità descrittiva senza filtri. Mai volgare. Mai banale. Reale all’inverosimile.
L’autore Padovano Thomas Tolin
Il libro inizia con delle storie che sembrano racconti distaccati tra loro. La lettura scorre veloce. Il primo capitolo si chiude con un colpo di scena che, strada facendo, si collocherà come il più bello e nobile gesto d’amore che una persona può compiere nella vita. Il dono della stessa. Il romanzo narra di vite casualmente vissute consumando un presente che per anni i personaggi hanno subito. Un presente , il loro, fatto di rimorsi mai affrontati. Fatto di ricordi mai elaborati a pieno e che hanno stilato ragnatele di scuse nei loro cuori e nelle loro anime. Tommaso è un sacerdote. Tommaso non fa il prete. Tommaso è un prete. Angela è mamma di Francesco. Mamma non fa la mamma. Angela è mamma. Francesco ha quindici anni. Francesco non fa il figlio. Francesco è figlio. Tre vite. Tre anime consumate , intrise di stanchezza e di speranza, plasmate da maschere indossate a volte per casualità a volte per scelta. La storia ambientata tra il Veneto e la Lombardia, narra di tre amici e della loro giovanile amicizia. Un’amicizia che ha inciso come una lettera scarlatta il nome degli altri due nel cuore di ognuno di loro. Un giorno Tommaso riceve una lettera. E’ Angela che scrive. La Angela milanese. Quella che di lui conosce tutto. Non come lo conosce Dio ma quasi. Tommaso non può aprirla. Non se lo può permettere. Lui è un prete ora. Non è più di Angela. In un primo momento decide di non aprirla ma più il tempo passa più si fanno strada in lui un vortice di sensi di colpa fino a disarmarlo. Fino a fargli provare la destabilizzante sensazione di essere sbagliato agli occhi di Dio. Bellissima e molto paterna la figura di don Stefano, il parroco della comunità dove Tommaso esercita il suo ministero. Stefano con delicata maestria fraterna, prende per mano il giovane Tommaso e lo conduce a sputare il suo passato . Stefano conduce Tommaso a rendersi conto che nella vita non è mai troppo tardi per essere felici. E’ impossibile che “ Quale padre “ lasci il lettore indifferente. Thomas Tolin è riuscito ad entrare nel pozzo più profondo dell’io di un essere umano. Ognuno infatti si può riconoscere nei personaggi della storia. Loro possono essere tranquillamente noi. L’autore non si spreca a parlare di sesso con un assenza di filtri a tratti imbarazzante ma mai volgare. Le pulsioni sessuali del giovane sacerdote sono lo specchio di un’umanità che si fa bella in quanto fragile. La speranza, l’amicizia, le paure di non essere mai abbastanza per se stessi e per gli altri. La paura di deludere le persone che amiamo. La paura di non essere degni di rimanere al mondo. Al Tolin riconosco la grande maestria di scuotere le coscienze del lettore usando con ironia ed un delicatissimo intimismo , tematiche sociali come l’omosessualità, la violenza sulle donne, la solitudine maschile , la paura delle donne. Personalmente, ritengo che “ Quale padre “ abbia tutte le carte in regola per diventare una pietra miliare dell’editoria italiana contemporanea.
 

Giuliano Regiroli 

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