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Liu-Bo. Dalla Sicilia l’arte di maneggiare il bastone

Nella foto, in alto: logo del Liu-Bo, o bastone siciliano

Recentemente è tornato di moda uno sport di sapore antico le cui regole sono state codificate ottenendo così il riconoscimento, come tipo di arte di combattimento, dal CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale). Si tratta del Liu-bo o “bastone siciliano”. L’origine è la c.d. paranza, l’arte di maneggiare il bastone sia per attaccare che per difendersi, tramandata in Sicilia di padre in figlio per secoli. Molti pastori erano maestri di questa disciplina, perché spesso si sfidavano a duello per risolvere questioni d’onore o dovevano difendersi da briganti che saccheggiavano il raccolto o razziavano il bestiame. Il nome “Liu-bo” deriva dal nome del fondatore, il maestro Lio Tomarchio, 6° dan di Judo e insegnante a livello europeo, il cui padre conosceva parecchie tecniche di questa antica arte e le mostrò al figlio (correva l’anno 1971). Il quale si rese conto che, per quanto esperto di judo, ogni suo attacco veniva impedito dal padre sessantenne grazie all’uso abile di un semplice manico di scopa, che gli impediva di avvicinarsi all’avversario. Lio Tomarchio decise allora inventare una nuova arte marziale basata sull’uso di un bastone nodoso e resistente. Il Liu-bo (Liu = Lio, nome del maestro, e bo = bastone in giapponese) veniva quindi accettata come nuova disciplina dallo CSEN e si sta ora diffondendo in tutta l’Italia. Alla disciplina è dedicato un sito (http://www.liu-bo.it) in cui si trovano tutte le informazioni utili, dalla storia al calendario degli incontri e delle gare.

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