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L’ effetto pigmalione : uno studente è bravo solo se c’è chi crede in lui

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La profezia che si autoavvera, nota anche come effetto Pigmalione, è uno degli effetti psicologici più importanti da tenere in considerazione nel rapporto con i bambini. L’effetto Pigmalione si potrebbe riassumere così: se un insegnante , un genitore, un educatore pensa che un ragazzo  sia meno dotato e meno capace, inconsapevolmente lo tratterà in modo diverso da come farà con un ragazzo  che ritiene brillante e meritevole. A causa di queste differenze di comportamento, spesso molto difficili da percepire, la persona sarà trattata  “inferiore” e si convincerà di es sere tale e i suoi risultati peggioreranno o faranno fatica ad emergere. Viceversa, se il ragazzo verrà onsiderato “migliore” otterrà risultati più brillanti.  Tutte le nostre azioni generano delle conseguenze. Prendiamo uno studente. L’anno scolastico è alle porte. Se cerchiamo di motivare uno studente , questo  può ottenere risultati sorprendenti solamente se  presteremo  una particolare attenzione a non scoraggiarlo e a non sottovalutarlo.

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Una tecnica valida è quella del “non ancora”: si sostituiscono le affermazioni denigratorie con uno spostamento temporale. “Non sei capace” diventerà “Non sei ancora riuscito”. In questo modo, lo studente impara a ragionare in termini incrementali e non unitari; impara ad allenarsi per raggiungere un traguardo futuro piuttosto che abbattersi per il fallimento attuale. L’effetto Pigmalione ci permette di affermare che se un insegnante crede nell’allievo, questo saprà essere motivato e a fronte di un incremento della propria autostima, riuscirà a brillare nello studio ottendendo ottimi risultati. Ma cosa si intende con il termine EFFETTO PIGMALIONE ?  L’effetto Pigmalione è conosciuto anche con il nome di “profezia autoavverante” o come effetto Rosenthal dal nome dello psicologo tedesco che per primo parlò di questo fenomeno. Si tratta di una forma di suggestione psicologica per cui le persone tendono a conformarsi all’immagine che altri individui hanno di loro, sia essa un’immagine positiva che negativa. Per fare un esempio pratico, basta citare l’esperimento condotto dallo stesso Robert Rosenthal e dalla sua equipe che sottoposero alcuni bambini di una scuola elementare a un test d’intelligenza. Dopo il test, i bambini che si sono sentiti motivare,  hanno ottenuto il doppio rispetto a quelli a cui era stato fatto intendere di avere dei limiti innati e strutturali verso la situazione che stavano vivendo. A partire da un gruppo di bambini con lo stesso QI, a coloro ai quali è stato fatto credere di essere pià intelligenti rispetto gli altri, si è riscontrato un risultato di apprendimento maggiore e più veloce.  La suggestione fù determinante. L’anno successivo quando Rosenthal si recò presso la scuola elementare, dovette costatare che, in effetti, il rendimento dei bambini etichettati casualmente come bravi, era molto migliorato . Lo piscologo dovette ammettere che questo avvenne  solo perché gli insegnanti li avevano influenzati positivamente con il loro atteggiamento.  L’effetto Pigmalione può attivarsi anche nei rapporti tra dipendenti e datori di lavoro o in tutti quei casi in cui si sviluppino rapporti sociali. E’ antropologicamente un dovere sociale non etichettare nessuno e lì, dove non fosse proprio possibile non giudicare, la critica si deve basare su aspetti motivazionali concreti e sebsibilmente percebili.  L”essere proattivi verso una miglioria è eticamente doverosa e crea un atteggiamneto di  fiducia in entrambi le parti coinvolte nell’esperienza.

Thomas Tolin

 

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