Print

Posted in:

I porti del futuro: piccoli, elettrificati e smart

Il futuro dei trasporti va nella direzione della sostenibilità. Questo obiettivo è quanto mai pregnante nel settore marittimo, se si considera che le emissioni dei trasporti navali internazionali sono cresciute del 32% negli ultimi vent’anni e che si prevede per il 2050 un’ulteriore aumento tra il 50% e il 250%.

In simili condizioni, è prioritario intervenire sui consumi e le emissioni dei mezzi di trasporto marittimi. Non solo in transito, ma anche in stazionamento. Basti pensare che circa 200 navi da crociera ancorate diffondono quantità di ossidi di zolfo circa 10 volte superiori a 260 milioni di autovetture in circolazione. Da questi dati si evince come le grandi infrastrutture portuali rappresentino un freno significativo alla transizione energetica.  

Nella foto, in alto: una nave da crociera

Per diminuire le emissioni di sostanze inquinanti, è innanzitutto necessario investire su porti di piccole dimensioni, anche in luoghi meno noti del territorio. Questo contribuirebbe, inoltre, a dare loro una maggiore visibilità e incrementerebbe i posti di lavoro.

Un’ulteriore soluzione sostenibile per ridurre i consumi dei grandi porti europei esistenti è quella del cold-ironing, un sistema che consente di alimentare i grandi bastimenti fermi ai porti con corrente elettrica prodotta a terra. Così, si sfrutterebbe il potenziale di navi elettrificate che traggono energia da banchine di attracco, azzerando l’emissione di sostanze climalteranti in atmosfera.

La prima città portuale a implementare questo sistema è stata Goteborg in Svezia, nel 2008. Hanno seguito l’esempio virtuoso Kemi e Kotka in Finlandia, Zeebrugge in Belgio e l’italianissima Genova, che vanta uno degli scali portuali più importanti d’Europa.

Nella foto, in alto: imbarcazioni attraccate al porto di Genova

Porti di dimensioni ridotti, elettrificati, ma anche smart. Un’altra caratteristica dei porti del futuro, infatti, sarà la dotazione di rete 5G. Una rete di quinta generazione permetterebbe a queste infrastrutture di acquisire significativi vantaggi: una capienza informatica 10 volte superiore a quella delle reti 4G (il 5G supporta fino ad 1 milione di dispositivi per km2), predittibilità nel trasferimento dati, sicurezza ed affidabilità dei devices, interoperabilità e mobilità.

Ancora una volta, l’Italia si distingue. A Livorno è da tempo attiva una sperimentazione nata dalla collaborazione di centri di ricerca, istituzioni pubbliche e IT providers. Quello di Livorno è uno dei porti più attivi d’Europa, contando il transito annuale di circa 780.000 container e 2,5 milioni di passeggeri fra traghetti e navi da crociera. Per questo motivo, è stato candidato quale primo “porto italiano del futuro” nell’ambito dell’H2020 Corealis, un progetto europeo che si pone come obiettivo la digitalizzazione di porti come Anversa, Pireo, Hamina-Kotka e Valencia. Livorno è infatti al centro della ricerca “Logistics of the future in Sustainable Smart Ports”, a cui hanno preso parte la Fondazione Eni, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, il Consorzio Nazionale Interuniversitario delle Telecomunicazioni (CNIT), Ericsson Italia e TIM.

Peter Paul Huayta Robles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.