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Golf in rosa? Uno sport in crescita

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“Il gioco del golf è antico e maschile, gli uomini giocano, i bambini portano le mazze e le donne distribuiscono i regali”, così recitava una pubblicazione scozzese del 1850 dove le signore erano relegate al ruolo di belle statuine.
Da allora, per fortuna, molte cose sono cambiate per le donne, e non solo nel gioco del golf, anche se a dire il vero una certa impronta maschilista il gioco lo conserva ancora. Basti pensare che in alcuni green, vedi a Saint Andrews, nemmeno a dirlo in Scozia, le donne non possono accedere alla Club House.
Ma la discriminazione si gioca soprattutto sui premi delle gare più prestigiose, gli uomini, a parità di bravura, guadagnano 10 volte di più delle gentili donzelle. Nonostante tutto la quota rosa nel golf cresce in modo serrato: le donne che rappresentano oggi il 30% del totale dei golfisti del mondo sono già arrivate al 42% se si considera soltanto chi ha cominciato a giocare negli ultimi anni. E le campionesse non mancano: in primis le asiatiche e le coreane, temperate da un traning molto rigido che non ammette sbagli, e le porta ai vertici delle classifiche. E poi fanciulle belle e avvenenti, vedi la californiana Natalie Gulbis e l’australiana Anna Rawson entrambe con un passato da modella, ma che hanno vinto diversi campionati importanti. E la situazione italiana? «La nostra punta di diamante è Diana Luna, unica italiana presente nella squadra europea, che ha collezionato diverse vittorie», dice Laura Mantegazza, professionista della Blue Team Golf Academy. «Siamo ancora lontane dai risultati eccezionali dei fratelli Molinari e di Matteo Manassero, ma la volontà è tanta e sono sicura che le golfiste italiane daranno contributi importanti nelle gare internazionali».
Uno sport con tanti benefici.

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Nella foto, in alto: golf car

Il golf, come tutti gli sport, fa bene e i vantaggi sono sia psichici che fisici. «Il fatto di dover seguire delle regole, come il silenzio in campo, il divieto di urlare e correre, aumenta il self control e la concentrazione della persona», continua l’esperta. «L’essenza stessa del golf è un’unione tra mente e corpo, tra gesto atletico e fine strategia di gioco. Permette di conoscere meglio se stessi, il proprio carattere e le proprie forze nel gestire le diverse situazioni che si verificano durante il percorso. La correttezza sul campo da golf equivale a una correttezza sul lavoro e si impara anche conoscere meglio le persone. Ma anche l’organismo trae dei vantaggi. Il movimento con la mazza, il cosiddetto “swing” richiede grande coordinazione, flessibilità e forza. Il giro di 18 buche impegna il sistema cardiocircolatorio e migliora l’attività cardiovascolare, tanto che negli Usa le compagnie di assicurazione sanitaria offrono sconti a coloro che praticano il golf in quanto meno soggetti ad infarti. Per le donne è una panacea per la silhouette: il movimento tonifica le gambe, lavora sugli addominali e sulle braccia. E poi si dimagrisce, una partita consente di bruciare calorie come una faticosa passeggiata di 10 km in montagna. In più permette di ampliare il giro di amicizie e di mantenere i contatti interpersonali».

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Nella foto, in alto: bastone e palla da golf

A che età si comincia?
Il golf non ha età. Si può cominciare a giocare a partire dai sei anni, ma anche le signore di mezza età possono iniziare a praticarlo. «L’importante è avere un po’ di tempo libero e la voglia di impararlo», puntualizza Mantegazza. «Le donne (e non tutte) hanno minore forza fisica e resistenza e per questo sono svantaggiate rispetto agli uomini. Ma ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutarle, sia tecnici, sia di attrezzatura, sia di postura. Le giocatrici in ogni buca hanno piazzole di partenza (i “tee”) avanzate del 10-15% rispetto a quelle degli uomini. I bastoni per le signore sono più leggeri e hanno le canne più flessibili, tanto che alcuni produttori hanno cominciato a produrre dei ferri appositamente pensati per lo swing femminile». In Italia esiste da diversi anni un’associazione dedicata alle giocatrici di golf: si chiama Italian Ladies Golf Association e ha sede a Milano. Da poco è presente nel nostro paese, la Executive Women’s Golf Association (www.ewga.com), un’associazione forte negli Usa e in Canada, che conta 16 mila iscritte, tra cui donne dirigenti, con incarichi di responsabilità in piccole e grandi aziende. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista americana Golf for Women, circa 2 milioni di donne manager o libere professioniste giocano a golf negli Usa, ma il loro numero cresce sempre di più e attrae donne di tutti i ceti. Il golf in rosa vola alto e non può più essere fermato.

Giovanna Lombardo

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