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Giapponismo e i manifesti di Alphonse Mucha

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Nella foto, in alto. Locandina della mostra 
che si è tenuta a palazzo Reale di Milano 

All’esposizione universale di Parigi, del 1867.esposero 41 paesi. tra cui il Giappone. Per la prima volta vengono esposti oggetti, stampe e una fattoria giapponese. Suscitò molto interesse tra le persone. Rimasero tutti affascinati. Subito diedero ispirazione ad artisti, musicisti, commercianti, ecc. Il mondo dell’arte affascinato da questo nuovo modo di produrre, nuovi colori, nuove tecniche, nuove scene di rappresentazione che nasce la corrente artistica Giapponismo. Il nome venne dato dall’artista incisore Philippe Burty che la chiamò Japonisme in francese, tradotto in italiano significa Giapponismo. Le stampe giapponesi rappresentano scene di vita quotidiana, giardini zen, donne e uomini. Subito alcuni artisti impressionista se ne appropriano.  Sono stampe realizzate con la tecnica dell’incisione. Si presentano con colori brillanti e vivaci. il colore è steso piatto in assenza di chiaro scuro. La linea di contorno sempre presente. Se confrontassimo delle stampe giapponesi con quelle di Mucha noteremmo la somiglianza l’unica differenza è che le ha adattate al mondo occidentale come ad esempio, il soggetto femminile non è la donna con tratti somatici orientali ma è la donna europea, con i capelli sciolti, con il colore dei capelli biondi, o castani. Anche gli abiti sono europei e non orientali. Il colore disteso uniforme e piatto con evidenti onnipresente linea di contorno. Le sue stampe sono molto decorate con linee sinuose e con vegetazione che richiamano gli elementi vegetativi dell’Art Nouveau.

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Nella foto, in alto. Pubblicità di un profumo alla violetta

Ma chi era Alfons Maria Mucha? Non era francese, anche se in Francia conobbe la fama di essere considerato il pittore, illustratore dell’Art Nouveau. Nato nel 1860 in Moravia, che si trova nella Repubblica Ceca. Nel suo percorso di vita, fin da bambino gli piaceva disegnare, così dal 1879 al 1881 lavora alternandosi tra Moravia e Vienna come pittore scenografo di teatro.  La svolta verso il successo avvenne quando nel 1887, si trasferisce a Parigi, frequentando l’Accademia Julian. Ormai le sue opere è tappezzata tutta la città, lavora e produce moltissimo. Le stampe di Mucha, spesso raffigurano giovani donne in abiti lunghi e bianchi, circondate da motivi floreali che formano cornici attorno alla figura. Il suo stile venne subito imitato, nell’arte e nella pubblicità, con esiti raramente all’altezza dell’originale. Passa un periodo in America dal 1906 al 1910. In questo periodo nel 1902, pubblica un manuale per tramandare il suo stile. Ritorna a Praga per lavoro per realizzare, l’Epopea Slava. Muore nel 1939 a Praga. La città di Praga, per ricordare questo artista conosciuto in tutta Europa e America grazie alle sue opere, ai suoi cartelloni, stampe, ha dedicato un museo biografico, “museo Mucha”. Se vi siete incuriositi, potrete visitare, dal 30 aprile al 18 settembre 2016, a Palazzo Ducale di Genova la mostra “Alphonse Mucha e le atmosfere dell’Art Nouveau”.

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Nella foto, in alto. Alfons Mucha, Il giorno in quattro diversi momenti della giornata 

Stefania Monciardini

 

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