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Gaetano e il porcellino d’oro – esperimento letterario di Erika Corvo

La nostra Erika Corvo è famosa per la sua versatilità. Dopo cinque romanzi pubblicati, ora si è cimentata in un racconto breve che potrebbe benissimo essere trasformato nel copione di un cortometraggio comico. Ve lo presentiamo in anteprima sperando che vi piaccia e vi diverta. Buona lettura!

Personaggi:

Gaetano – il protagonista

Rodolfa – la medium

Romano – l’amico di Gaetano

Valentina – sorella di Romano

Gino e Vincenzo –  due balordi .

Tina – vicina di casa di Gaetano

Ippolita – figlia della vicina.

Eliana – altra figlia della vicina

Davide – partecipante alla seduta

Walter –  Lo spirito del defunto padre di Gaetano.

 

Antefatto:

Gaetano ha radunato i suoi fedeli amici per una seduta spiritica, sperando che lo spirito del defunto padre, Walter, si manifesti e riveli loro dove abbia nascosto i soldi che gli aveva promesso prima di morire…

Rodolfa: Su, forza: facciamo la catena e iniziamo…  (tutti si prendono per mano attorno al tavolo dove sono seduti)  Spirito di Walter, manifestati! Vieni in manifestazione con noi!

Romano: (sarcastico) Sì, mò arriva con la bandiera rossa e il megafono!

Valentina: Ma dove l’avete trovata, ‘sta medium?

Davide: Più che medium mi sembra extra large!

Gaetano: Sarà anche extra large, ma può farci parlare con gli spiriti.

Romano: Mah, lo spirito parla attraverso di lei, ma nel senso che si è scolata una bottiglia di grappa, prima della seduta!

Rodolfa: (scocciata) La finiamo? Se non vi piaccio, andate a trovare una medium più small di me, e andate tutti a quel paese.

Gaetano: E lasciatela in pace, che io devo parlare con mio padre! Altrimenti non sapremo mai dove abbia nascosto i soldi!

Rodolfa: Spirito di Walter! Se ci sei, batti un colpo… di più! Batti un sacco di colpi!

Improvvisamente parte un assolo di batteria hard rock. Tutti si spaventano e si guardano attorno

Romano: E che, tuo padre faceva il batterista?

Gaetano: (rivolto alla medium) Rodolfa, la sola batteria che conosceva mio padre era quella del motore nel camion.

Rodolfa: Si vede che è un altro spirito… boh? Spirito di Walter! Manda via i Led Zeppelin e vieni a noi con la batteria del camion. (Rivolta a Gaetano) Di che marca era, una Varta o una Bosch?

Si sente un ronzìo di elettricità e tutti si alzano dal tavolo di scatto con piccole grida di dolore e sorpresa: hanno preso la scossa.

Valentina: Porca miseria, e se non si fa attenzione a maneggiare le batterie, si prende la scossa!

Tornano tutti a sedere. Rodolfa si muove a scatti per i postumi della scossa.

Rodolfa: Spi-rito di Wa- lter… Sei tuuu?

Voce fuori campo: (con forte accento milanese) Sun mì, sun mi! L’è sicur che sun mì!

Tutti si guardano attorno, spaventati.

Rodolfa: Spirito di Walter! C’è tuo figlio che vuole parlarti!

Nella foto, in alto: la seduta spiritica
Nella foto, in alto: la seduta spiritica

 

Suona il campanello

Walter: (sempre con pesante accento milanese) Aspettavate qualcuno?

Gaetano: Ma chiccavolo è che rompe, proprio adesso?

Romano: Se nessuno gli apre, se ne andrà!

Walter: Uè, ma a te, chi ti ha insegnato l’educazione, brut terùn? Gaetano, va’ ad aprire, và, testina!

Gaetano, sbuffando, si alza e va ad aprire.

Gaetano: Comare Tina!

Tina: (con forte accento pugliese) Gaetaaaaaano! Ma che state facendo, qua? Checc’è ‘na festa, peccaso? Ho sentito un sacco di baccano!

Gaetano: (imbarazzato) No, non c’è nessuna festa, no….

Tina: E non è che mi so’ sbagliata, peccaso? (Allunga il collo e sbircia per vedere chi c’è in casa) E no, che non mi so’ sbagliata; ci sta una donna mascheraaaata! Ma Hollywood non viene di novembre, peccaso?

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Nella foto, in alto: Comare Tina allunga il collo e sbircia per vedere chi c’è in casa.

Gaetano: quello è Halloween, comare Tina!

Tina: E vabbè, Hollywood, Halloween… E da checcosa vi siete mascheraaati?

Si sente dall’altra stanza la voce di Rodolfa

Rodolfa: Spirito di Walter! Dove hai nascosto i soldi che hai promesso a Gaetano?

Tina: Ah, ma state a chiamà gli spiriti come nel film di Cost! Chebbello! Io so’ così romantica, poi! Eliana! Ippolita! Venite pure voi, che ci danno i numeri da giocare al lotto!

Tina scansa Gaetano ed entra senza essere invitata. Entrano anche le sue due figlie.

Romano: E queste chi sono? Che ci fanno qua?

Gaetano allarga le braccia, sconsolato.

Romano: Se proprio dovete stare qua, almeno sedetevi e state zitte!

Tina: Eppefforza che ci sediamo, è una seduta! Altirimenti si chiamava un’impiedata spiritica

Le donne prendono delle sedie e si uniscono alla catena.

Valentina: Dai, riprendiamo! Walter, dove hai messo i soldi?

Rodolfa: sono io, la medium. Walter, dove hai messo i soldi?

Walter: ghe ihn trop terùn, chì denter! Ci sono troppi terroni, qua dentro. Vi dirò solo che ci sono delle indicazioni dentro al mio libro preferito, sul terzo scaffale. E adesso me ne vado: vò a respirà un cicinin de smog in piazza del Domm, che me fa ben!

Gaetano: Ma no, papà! Papà….

Rodolfa crolla con la testa sul tavolo. Evidentemente, lo spirito di Walter li ha lasciati. Valentina e le altre donne cercano di rianimare Rodolfa, mentre Romano e Gaetano cercano il famoso libro.

Dissolvenza. Romano e Gaetano davanti alla libreria.

Romano: Tu devi pur sapere quale fosse il suo libro preferito.

Gaetano: E che ne so? Ne aveva tanti… cerchiamo! Forse era questo…

Romano: le ricette di Suor Germana?!

Gaetano: Allora quest’altro.

Romano: L’Atlante?!

Gaetano: Guarda, c’è qualcosa, dentro.

Dentro all’atlante trovano un giornaletto erotico

Romano: See, e secondo te le indicazioni stanno dentro a un giornalino porno?

Gaetano: Magari non trovi i soldi, ma almeno passi del buon tempo.

Romano: Ma per favoreee….  (gli strappa di mano il giornalino e lo butta via).

Gaetano: Allora proviamo questo! “L’isola del Tesoro” Potrebbe essere, no?

Gaetano sfoglia il romanzo velocemente, in cerca di qualcosa.

Gaetano: (esultante) Sì! C’è! Guarda!

Romano: (incredulo) Una mappa! Come quelle dei pirati! Fa’ vedere! (gliela toglie di mano) Solo che invece dei Caraibi, qua c’è la Valtellina! Sarà dei Pirati della Valtellina!

Gaetano: E dice che c’è una valigetta con dentro un milione di euro!

A quella frase esclamata a voce alta, arrivano tutti i partecipanti alla seduta e fanno cerchio attorno ai due.

Tutti, a mezza voce: Un milione di euro! (in tono sempre crescente) Un milione di euro! Un milione di euro!

 

Nella foto, in alto: la mappa
Nella foto, in alto: la mappa

 

Siamo all’aperto, in un parco. Le ragazze hanno due fidanzati malavitosi e raccontano loro del tesoro. Si mettono in testa di organizzare qualcosa per impadronirsi dei quattrini.

 

Ippolita: Ti dico che l’abbiamo vista con i nostri occhi! Una mappa vera, e Gaetano ha parlato di un milione di euro!

Gino: (incredulo) Un milione!

Eliana: L’ho vista anch’io, non è una palla! Possiamo diventare ricchi. Gaetano non vi ha mai visti, come potrebbe sapere che ve l’abbiamo detto noi e che siamo d’accordo?

Vincenzo: vabbuò, ma la mappa ce l’aveva lui. Come facciamo a sapere se ha trovato i soldi e, se li ha trovati, dove li abbia nascosti?!

Ippolita: Per me li ha trovati, perché si sta dando alla bella vita: s’è comprato dei bei vestiti…  “Dolce Carampana”! Poi quelli normali si comprano un cane, un gatto… quello s’è comprato un porcellino vietnamita.

Vincenzo: Un porcellino?! Come, un porcellino! E con tutti i porci che ci stanno accà, proprio vietnamita?

Eliana: E si vede che era povero e l’ha adottato. In Vietnam stanno tutti poveri! Poi questo è piccino piccino, dice che non cresce più di così.

Ippolita: Ma poi, chi li capisce, i milanesi: quando lo porta a passeggio al parco e fa la cacca, la raccoglie.

Gino: E certo: del maiale non si butta niente. Lo sanno tutti!

Eliana: Noi vi teniamo informati su tutto quello che fa, e alla prima occasione lo rapiamo. Ci facciamo dare la mappa o ci prendiamo i quattrini se li ha già trovati, e andiamo a sposarci in qualche paese dove fa sempre caldo. Per esempio, in Svezia.

Gino: in Svezia? In Svezia fa caldo?

Ippolita: Sì, in Svezia! Un’amica mia c’è stata e mi ha mandato delle foto: c’è tanto mare, e dice che lì, d’estate, c’è il sole anche a mezzanotte. Pensa che caldo che deve fare, se ci sta sempre il sole!

Eliana: E chissà quanti bagnini ci saranno, allora! Sì, mi piace l’idea della Svezia.

Vincenzo: Ma Gaetano non vorrà darci niente: né mappa, né soldi. Per convincerlo a consegnarceli bisognerà rapirlo, riempirlo di mazzate, torturarlo…

Gino: …Dovremmo riuscire a farlo sentire perso. Perso e disperato, come un testimone di Geova in un paese di palazzi senza citofoni.

Eliana: Come un vegano in macelleria.

Vincenzo: Come un tifoso della Juve ad un torneo di canasta la sera della finale di Champions League.

Gino: Come Rocco Siffredi al Gay Pride.

Eliana: Come un pidocchio sulla testa di Claudio Bisio…

Ippolita: In fondo è facile! Per cominciare, noi gli suggeriremo di fare una bella festa in discoteca. Voi vi mescolate agli invitati, poi sul più bello vi mettete una bella calza in testa, così nessuno vi riconosce, e lo rapite. Tra il buio e il casino, riuscirete a filarvela subito.

 

Ci troviamo in una discoteca. Gaetano in realtà non ha ancora trovato il tesoro ma, pregustando il ritrovamento della valigetta, organizza una festa in una discoteca con gli amici di sempre e pochi altri invitati.

Discoteca. Casino. Musica ad alto volume, luci stroboscopiche, ragazzi che ballano.

Romano: Ma hai portato anche il porcellino vietnamta?

Gaetano: Eh, sì! È un porcello… un piccolo porco, e la discoteca è il posto giusto per le porcherie! E quando avremo trovato i soldi, sai quante porcherie voglio fare anch’io! Ce la spasseremo insieme!

Romano: Io e te, come buoni amici!

Gaetano: ma che hai capito?! Io e il porcellino! Vero, Porcy ? Non ci fermerà nessuno!

Ippolita: Ah, se è questo il tuo programma, vieni con me in bagno, che possiamo iniziare anche subito.

Romano: vedi che potere hanno i soldi…

Gaetano segue Ippolita, ignaro dei piani delle due sorelle.

Nel frattempo, in bagno, Gino e Vincenzo, dopo aver fatto due buchi all’altezza degli occhi, si infilano in testa le calze della Befana.

Gino: Ma sei sicuro che le calze della Befana vadano bene?

Vincenzo: E ci dobbiamo arrangiare. Siamo uomini, mica abbiamo in casa le calze da donna.

Gino: Vabbè, se lo dici tu…

Gaetano e Ippolita, in quel momento aprono la porta dei bagni

Gaetano: Ma nel bagno delle donne non posso mica entra…

Non fa in tempo a finire la frase che gli arriva una mazzata in testa da stenderlo.  I due balordi lo acchiappano al volo, impedendogli di cadere a terra. Non visti, in mezzo alla confusione generale, se lo portano via.

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Nella foto, in alto: gli arriva una mazzata in testa da stenderlo

 

Ora ci troviamo in casa delle sorelle. Le ragazze e i loro fidanzati, Gino e Vincenzo, sono seduti attorno a un tavolo. 

Ippolita: Rapirlo, l’abbiamo rapito, ma dice che i soldi non li ha ancora trovati. Allora bisogna mandare a qualcuno la richiesta di un riscatto. Qualcuno, dovrà pur pagare! A chi la mandiamo?

Eliana: Alla famiglia, no?

Gino: Ma se sono tutti morti, la spedisci al cimitero, campo 70, tomba 29?

Eliana: Eh, già. E allora?

Ippolita: Alla polizia, che poi lo trovano loro!

Vincenzo: Brava! Quelli se ne fottono, stracciano la lettera, e noi restiamo con un palmo di naso!

Ippolita: Al Teleggiornale! Così lo sapranno tutti, e si incazzerà tutta l’opinione pubblica, se nessuno paga.

In coro: Sì, brava! Giusto!

Gino: Tu che eri brava a scuola, Ippolita, scrivi tu.

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Nella foto, in alto: Ippolita comincia a scrivere

Tirano fuori carta e penna. Ippolita inizia a scrivere.

Ippolita: “Caro Teleggiornale… Ma Teleggiornale si scrive attaccato o staccato?

Vincenzo: Attaccato, attaccato.

Gino: Ma che attaccato! È staccato: la tele è una cosa e il giornale è un’altra; quindi va staccato.

Ippolita: Giusto. Allora: “Caro Teleg Giornale…”

Eliana: Come, Teleg Giornale? Una g di qua e una g di là?

Ippolita: E certo, perché il giornale si legge, quindi Te-Leg Giornale: “il giornale che te lo leggi”.

Gino: Eh, sì, è vero.

Ippolita: Dicevamo: “Caro Teleg Giornale. Abbiamo rapito Gaetano perché vogliamo andare alla Svezia”.

Eliana: Ippò, habbiamo si scrive con l’acca, è verbo avere…

Ippolita: Eh, sì. Correggo. Habbiamo (con l’acca) rapito Gaetano. Ci dovete dare almeno un miglione

Vincenzo: Miglione con la gl…

Ippolita: Si, sì, l’ho messo. Miglione di euro, che tanto Gaetano ce l’ha, che lo sappiamo perché c’habbiamo (con l’acca) visto la mappa. Se non ci date i soldi lo facciamo secco, lui e il suo porcellino vietnamita.

Gino: Ma che secco e secco, esaggerata!

Ippolita: Dici? (guarda fisso Gino, pensierosa, poi tira una riga sull’ultima frase) Se non ci date i soldi lo facciamo in umido, lui e il porcellino vietnamita. Che poi il maiale in umido lo so fare anche che viene bbuono!

Eliana: Brava! Adesso manca solo come ci devono dare i soldi.

Gino: Gli diciamo di farci una ricarica su Postepay.

Ippolita: Sulla Postepay? Ma che sei scemo?

Gino: Perché?

Vincenzo: Ma quanto sei cretino! La Postepay puoi caricarla al massimo di tremila euro. Se ce ne devono dare un milione, come fanno?

Gino: Allora dobbiamo chiederglieli in banconote. Di piccola taglia.

Vincenzo: Perché, ci sono anche le banconote small e extra small? E non lo sapevo!

Ippolita: (parlando lentamente mentre scrive) Ci dovete portare tutti i soldi in una valigetta. Banconote di taglia small, che se no non ci stanno dentro tutte.

Vincenzo: Si, ma la valigetta, dove gli diciamo di portarla?

Eliana: Mah, gli diciamo di portarla qui… possono lasciarla alla portinaia, così non ci vedono in faccia.

Ippolita: Eh, brava! Lo sanno tutti che la Pina non è capace di farsi i fatti suoi! Quella glielo dice, che vanno a noi.

Vincenzo: Allora facciamo che gli diamo il numero di conto e ce li lasciano direttamente in banca, così quando si saranno calmate le acque andiamo a prenderceli con comodo.

Tutti in coro: Bravo! Sì! Giusto! Sei geniale!

 

Siamo in un bosco. Gaetano e il porcellino sono legati come salami, ciascuno ad un albero. Le due sorelle hanno portato i viveri a sequestrati e sequestratori, ma si sono dimenticate di qualcosa di basilare.

 

Gino: (al telefono) Ippolita? Siete due fetenti!…  (Pausa) Perché ci avete portato un chilo di spaghetti, mezzo litro di passata, un rametto di basilico, del pane a fette e pure una presa di sale…

Ippolita: (voce fuori campo) E non va bene?

Gino: Sì che va bene! I piatti di carta, i bicchieri di carta, i tovaglioli di carta…

Ippolita: (voce fuori campo) E non va bene?

Gino: Sì che va bene! E una bottiglia di birra, un bottiglione d’acqua, la pentola e un scolapasta.

Ippolita: (voce fuori campo) E non va bene?

Gino: Sì che va bene!

Ippolita: (voce fuori campo) E allora, che vuoi?

Gino: L’ACCENDINO! L’accendino! Come lo accendiamo, il fuoco, che non abbiamo l’accendino? Senza accendino, qua moriremo di fame!

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Nella foto, in alto: Senza accendino, qua moriremo di fame!

Ippolita: (voce fuori campo) E vabbè, mò non vorrai mica che veniamo fino lì un’altra volta?! Fate come (interferenza, la voce di Ippolita si sente a tratti)… vede…  telefilm, basta strofinare… bastoni!

Gino: see, see… Domani, portalo, l’accendino! (chiude la telefonata con una bestemmia a mezza bocca) Vincenzo, meno male che abbiamo portato le carte! Tirale fuori!

Vincenzo: Perché? Che ha detto?

Gino: Che per accendere il fuoco dobbiamo strofinare il due di bastoni.

Vincenzo: EH?

Gino: Sembra strano anche a me… ha detto di fare come nei telefilm… o magari gliel’ha detto la medium.

Vincenzo: Eh, sì, nei telefilm fanno così. Strofinano qualcosa e si accende il fuoco! Strofiniamo!

I due strofinano la carta in vari modi, ma ovviamente senza risultato.

Gino: qua strofiniamo, strofiniamo, ma non succede niente.

Vincenzo: ma certo! Che scemi che siamo, ho capito: ci vuole l’esca! Vado a cercarne un po’!

Vincenzo si allontana nel bosco. Poco dopo ritorna con una manciata di lombrichi.

Gino: Ma sei sicuro che i vermi prendano fuoco?

Vincenzo: Io ho sempre usato quelli, come esca. Secondo te era meglio la mosca?

Gino: Può darsi, ma le mosche non le so acchiappare. I vermi non volano..

Vincenzo: E se per oggi ci mangiassimo solo il pane a fette con la passata?

Gino: Eh, forse hai ragione. Dai, apparecchiamo!

 

Ma sul più bello…Ecco che carabinieri e amici arrivano nel bosco. Ascoltando Dopo avere ascoltato la notizia al telegiornale,Valentina ha rivelato alla polizia che il porcellino è dotato di un microchip che ne consente la localizzazione tramite smartphone. 

 

Carabiniere 1: Fermi tutti! Vi dichiaro in arresto!

I due si vedono all’improvviso circondati.

Vincenzo: In arresto? Con quale accusa? Siamo campeggiatori. Non vedete che stiamo preparando da mangiare?

Carabiniere 2: E tutti i campeggiatori hanno degli ostaggi legati agli alberi, vero?

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Nella foto, in alto: tutti i campeggiatori hanno degli ostaggi legati agli alberi, vero?

Vincenzo: ostaggi? (si guarda intorno) Quali ostaggi?! Ah, quelli? Ma che ostaggi, stavamo giocando agli indiani. Adesso li sleghiamo e mangiamo tutti insieme! Volete favorire?

Carabiniere 1: Ma mi faccia il piacere! State facendo, gli indiani! Su le mani, forza!

I due si guardano in faccia e, scuotendo la testa per il disappunto, alzano le mani.

Gino: ma come avete fatto, a trovarci?

Carabiniere 1: Il porcellino ha un microchip che permette di localizzarlo tramite smartphone. Ce l’ha detto Valentina.

Vincenzo: più che un porcellino, è una Porche, che ha l’antifurto! Paga anche il bollo e l’assicurazione, magari?

Carabiniere 1: Non faccia lo spiritoso, giovane!

Il carabiniere sta per ammanettarlo, ma con una mossa a sorpresa, Gino tira un pugno all’uomo e, seguito dal compare, si dà alla fuga.

Tre mesi dopo

 Gino e Vincenzo sono riusciti a fuggire e sono ancora nel bosco, vestiti di pelli tipo cavernicoli, capelli ispidi e barbe incolte. Sono davanti ad un cerchio di pietre e Gino scuoia una pantegana. Due clave sono appoggiate al tronco di un albero, nella stessa posizione rappresentata sul due di bastoni delle carte napoletane

Vincenzo: Hai visto che alla fine abbiamo capito come si accende il fuoco?

Vincenzo batte due selci e il fuoco si accende

Gino: E le due clave servivano a prendere le pantegane.

Vincenzo: Senza strofinare.

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Nella foto, in alto: il due di bastoni

 

Eliana e Ippolita sono sedute, fianco a fianco.

Eliana: Ippò, qua comincia a fare freddo.

Ippolita: eh, cerca di vedere il lato positivo! Pensa quanta gente, soprattutto d’estate, vorrebbe stare al fresco e non può…

Eliana: Volevamo andare dove fa sempre caldo…

Ippolita: E siamo finite al fresco. Ci siamo beccate vent’anni a testa!

Eh, già…  sono in cella.

 

Lieto fine. Gaetano, gli amici e il porcellino festeggiano davanti alla valigetta piena di soldi, finalmente ritrovata. Lui e Valentina si mettono insieme, e decidono con l’aiuto di Romano di aprire un locale notturno che chiameranno: “Il porcellino d’oro”

 

 Da un’idea originale di Erika Corvo

Ricordiamo i romanzi pubblicati da Erika Corvo: “Fratelli dello Spazio Profondo”, “Blado 457 Oltre la Barriera del Tempo”, “Tutti i doni del Buio”, “Black Diamond” e “Diamond, il Mio Miglior Nemico”.

 

Le copertine dei cinque romanzi di Erika Corvo. "Fratelli dello Spazio Profondo" è edito sia da Booksprint che da Youcanprint e ha quindi due copertine differenti
Le copertine dei cinque romanzi di Erika Corvo. “Fratelli dello Spazio Profondo” è edito sia da Booksprint che da Youcanprint e ha quindi due copertine differenti

Potete trovarli e acquistarli su Amazon ( al link  https://www.amazon.it/Libri-Erika-Corvo/s?ie=UTF8&page=1&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AErika%20Corvo), sui maggiori portali on line, o anche ordinare la versione in cartaceo richiedendola in tutte le librerie del circuito “La Feltrinelli”

 

                                                                                                                                                    Erika Corvo

 

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