Print

Posted in:

È a Homewood, in un sobborgo di Chicago, una delle pizzerie più grandi del mondo

Se pensate che la vostra pizzeria di quartiere sia affollata il sabato sera, provate a immaginare un locale ricavato da un ex magazzino industriale di oltre 1.100 metri quadrati, disposto su tre livelli e capace di ospitare quasi 600 persone contemporaneamente. Non siamo a Napoli e nemmeno a Roma, ma a Homewood, nell’hinterland meridionale di Chicago. È qui che sorge “The Original” Aurelio’s Pizza, universalmente riconosciuta come la pizzeria fisica a locale singolo più grande del pianeta.
Fondata nel 1959 da Joe Aurelio con un piccolissimo locale dotato di soli quattro tavoli, la pizzeria ha vissuto una crescita talmente travolgente da spingere la proprietà, nel 1977, a trasferirsi in una gigantesca struttura industriale dismessa.

Varcando la soglia di questo tempio del carboidrato, la sensazione non è quella di entrare in una pizzeria, ma in un vero e proprio quartiere al coperto. L’arredamento conserva un fascino vintage ineguagliabile, con lampade Tiffany sospese su tre piani di balconate che si affacciano sulla cucina a vista. Qui, i pizzaioli lavorano a ritmi incessanti sfornando la specialità della casa: la thin crust pizza in stile Chicago, tagliata rigorosamente a quadratini (il cosiddetto party cut), ben diversa dalla più famosa e spessa deep dish. Il vero cuore pulsante del locale è però il suo forno rotante originale, battezzato affettuosamente dai clienti storici, in grado di cuocere decine di pizze contemporaneamente mantenendo una doratura e una croccantezza costanti.
Se Aurelio’s detiene lo scettro per la struttura permanente, il concetto di “pizzeria più grande del mondo” assume una forma completamente diversa quando si sposta all’aperto, tornando laddove la pizza è nata. Ogni anno, il lungomare Caracciolo di Napoli si trasforma nel Napoli Pizza Village, una pizzeria temporanea all’aperto che non ha rivali sulla terra.


Nella foto, in alto: una pizza

I numeri del Pizza Village ridefiniscono il concetto stesso di ristorazione. Si parla di oltre 1.200 metri di stand e tavoli affacciati sul golfo, una capacità di oltre 5.000 posti a sedere contemporanei e una forza lavoro che supera i 600 pizzaioli provenienti da ogni angolo del globo, che si alternano giorno e notte ai forni a legna. L’impatto è notevole, con punte che arrivano fino a un milione di visitatori registrati durante i dieci giorni dell’evento.

Eradis Josende Oberto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *