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Donne e sport

Nel suo primo articolo, la Carta dei principi dello sport per tutti, cita queste parole: “Praticare lo sport è un diritto dei cittadini di tutte le età e categorie sociali”. La storia ci insegna che non è stato sempre così, soprattutto nei riguardi della donna. Nell’antichità non è difficile trovare figure femminili che si dedicavano allo sport, soprattutto in epoca romana, mentre così non era nell’antica Grecia, dove le donne non potevano partecipare alle Olimpiadi antiche nemmeno come spettatrici. Nell’Ottocento, la partecipazione femminile alle Olimpiadi venne addirittura definita poco pratica e priva di interesse, fu a Parigi nel 1900 che alcune atlete, in modo non ufficiale, riuscirono a partecipare ad alcune discipline, fino al 1920. Dal 1928 in poi la partecipazione a competizioni sportive è cresciuta. Secondo gli stereotipi del potere maschile, la donna per far parte del mondo dello sport doveva rinunciare alla femminilità o guadagnare in mascolinità; un pensiero infondato perché le donne possono esprimere nello sport la loro aggressività senza per questo risultare meno femminili. Dopo questa lunga premessa, voglio portare ad esempio una ragazza, che non ha assolutamente nulla di mascolino e che, fin da bambina sognava di diventare cintura nera di karate e di entrare a far parte del mondo del Rally, due sport diciamo non proprio simili. Veronica, vent’anni, fisico minuto, dall’età di undici anni si allena con costanza nella palestra di karate del Maestro Beniamino di Salvatore, fino a raggiungere la cintura nera e ad oggi continua con l’insegnamento ai piccoli allievi. Ha superato il corso navigatori per competizioni rallistiche, e da due anni partecipa al Coppa Valtellina, e ad altre competizioni facendo da navigatrice al padre. Si dice che volere è potere, penso che in questo caso lo si possa confermare.

                                                                                                                                                                                          Tiziana Gatti

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Nella foto in alto: Veronica e il Maestro Beniamino

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