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Donne e Giochi Olimpici. Un binomio a lungo impossibile

Le campionesse nella storia delle Olimpiadi sono numerose: da Sara Simeoni a Valentina Vezzali, da Josefa Idem, Deborah Compagnoni e Carolina Kostner a Federica Pellegrini. Per non parlare di “Ondina” Valla, la prima donna italiana a vincere una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici. Ma non è sempre stato così. Le donne hanno dovuto lottare a lungo per partecipare alle Olimpiadi. Impegnarsi, sforzarsi e combattere.

Solo nel 1900 le atlete hanno finalmente avuto il “permesso” di partecipare alle Olimpiadi con le discipline del tennis e del golf, ritenute più consone al mondo femminile. Nel 1904 si è aggiunto il tiro con l’arco, nel 1908 il pattinaggio artistico e nel 1912 il nuoto. Per il primo ventennio, la partecipazione femminile è rimasta costante al 2%.

Nel 1924 le donne hanno avuto l’onore di partecipare anche ai Giochi invernali ed è stata introdotta la scherma, con una partecipazione di atlete totale pari al 4%.

Il 1928 è stato l’anno dell’atletica e della ginnastica (10% di partecipanti femminili), il 1936 dello sci alpino (8%), il 1948 della canoa (12%), il 1952 dell’equitazione (11%). Gli anni ’60 hanno visto l’introduzione del pattinaggio di velocità (1960, 11%), della pallavolo e dello slittino (1964, 18%).

Negli anni ’70 e ’80 vengono introdotti sport tradizionalmente ritenuti appannaggio maschile. Nel 1976 le atlete hanno potuto partecipare con tre nuove discipline: basket, canotaggio e pallamano. Questo ha fatto sì che il numero di sportive salisse al 21%. Nel 1980 è stata la volta dell’hockey su ghiaccio (22%), 1984 del tiro a volo, del ciclismo e della maratona (23%) e il 1988 del tennis da tavolo e della vela (21%).

L’incremento del numero di atlete e di discipline a cui le donne hanno accesso cresce lentamente. Ancora negli anni ’90 sono molti gli sport preclusi al mondo femminile. Nel 1992 si aggiungono badminton, judo e biathlon (29%). Il 1996 è un anno storico: oltre all’introduzione di football e softball femminili, partecipa ai Giochi una donna musulmana. Si tratta di Lida Fariman, prima donna iraniana a partecipare a una competizione sportiva internazionale dopo la Rivoluzione del 1979. La sua disciplina è il tiro a segno: una delle poche che le sportive iraniane hanno il permesso di praticare, perché non prevede un abbigliamento ridotto o dei movimenti non ritenuti consoni.  Nel 1998 alle Olimpiadi parteciperanno anche le atlete specializzate nel curling e nell’hockey su ghiaccio.

Alle soglie degli anni Duemila l’uguaglianza di genere non è ancora raggiunta. Anche se si fanno dei buoni passi in avanti. Proprio il 2000 è l’anno in cui vengono inseriti il sollevamento pesi, il pentathlon, il taekwondo e il triathlon. Queste new entry fanno salire il numero di partecipanti femminili al 38%.

Da quel momento, vengono inserite costantemente nuove discpline, sia estive, che invernali: nel 2002 il bob, nel 2004 la lotta libera, nel 2008 il BMX, nel 2012 la boxe. Si può dire a tutti gli effetti che questo sia l’anno definitivo: il primo in cui le donne hanno potuto partecipare a tutti gli sport estivi in programma. Così, con il 44% di atlete presenti all’appello si è arrivati a sfiorare la parità.

Il 2014 è un altro anno significativo. Dopo più di un secolo, quindici tra le migliori saltatrici di sci a livello mondiale vincono una causa per imporre al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di riconoscere la loro partecipazione alla disciplina sportiva invernale. A frenare l’introduzione di questo sport erano state fino ad allora delle perplessità relative ai presunti effetti che questo genere di salto avrebbe potuto avere sull’utero femminile.

Una novità assoluta è prevista per le Olimpiadi Tokyo 2020, posticipate alla prossima estate a causa della pandemia da Covid-19. Come ha affermato Thomas Bach, presidente del CIO: raggiungeremo l’uguaglianza di genere già ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo 2020, vedremo per la prima volta nella storia delle Olimpiadi la partecipazione dello stesso numero esatto di donne e uomini. C’è anche una forte attenzione ai giovani”.

Le Olimpiadi di Tokyo 2020 segneranno, dunque, un grande traguardo: saranno le prime a presentare una quota praticamente equivalente di atleti di entrambi i sessi. La partecipazione femminile, infatti, è stimata al 48,8%, mentre si prospetta al 50% per i futuri Giochi di Parigi 2024.  In crescita anche gli eventi a genere misto, previsti in numero di 18 per Tokyo 2020 e 22 per Parigi 2024.

Luana Vizzini

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