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Don Pino Puglisi. Uomo, sacerdote e docente che ebbe il coraggio di dire di no alla mafia

Don Giuseppe, o meglio Don Pino Puglisi, fu uno di quegli uomini che hanno il coraggio di dire no al male.

Nato nel 1937 nel quartiere di Brancaccio, a Palermo, a soli sedici anni entrò in seminario. Presi i voti e non si allontanò da quella Palermo degli anni Sessanta, in cui la mafia seminava il terrore e arruolava bambini nel suo braccio armato. Anzi, proprio in questo clima, si dedicò all’insegnamento e si appassionò all’educazione dei giovani, donne e uomini di domani.

Questa passione la portò con sè quando, nel 1970, venne nominato parroco di Godrano, un piccolo paese della provincia di Palermo dilaniato dagli scontri tra famiglie mafiose. Don Pino non si inchinò al potere del male, non restò impassibile e nemmeno si arrese di fronte alle peggiori minacce. Al contrario, si spese affinché le due famiglie si riconciliassero. E riuscì nell’impresa.

Nella foto, in alto: don Pino Puglisi

Per un altro ventennio, continuò la sua attività di docente e ricoprì diversi ruoli nella Chiesa. Si fece, così, il 1990, un anno molto intenso per quanto riguarda la sua attività nel sociale. Si dedicò ad aiutare ragazze madri e giovani donne in difficoltà. E, soprattutto, fece ritorno nel suo quartiere di origine, Brancaccio, dove divenne parroco di San Gaetano. Proprio in questo periodo don Pino si trovò ad affrontare la mafia dei fratelli Gaviano, boss legati a Leoluca Bagarella. 

La sua passione per i bambini e la sua fiducia nell’educazione lo portarono a investire tutte le sue energie in questa direzione. Il suo obiettivo era quello di evitare che i ragazzi che vivevano per strada entrassero a far parte delle associazioni mafiose e della criminalità. Con la sua forza di volontà e la sua fede nel bene e nella giustizia riuscì a sottrarre numerosi bambini alla mafia. Molti di loro, senza il suo intervento, sarebbero stati sfruttati per lo spaccio, per le rapine. Sarebbero diventati futuri mafiosi.

Don Pino Puglisi non temeva nulla, o almeno non lo dimostrava. Durante le sue omelie si esponeva apertamente contro i mafiosi e il loro sistema. E questo gli costò numerose minacce di morte e intimidazioni. Fino a quando le minacce non si concretizzarono. Era il 15 settembre del 1993 e Don Pino compiva 56 anni. Verso le 11 di sera, appena sceso dalla sua auto, venne raggiunto da un sicario. La pistola puntata alla testa. Colpi diretti alla nuca. Le ultime parole del sacerdote, “Me lo aspettavo “, ritraggono in pieno la banalità del male.

La mafia ha colpito a morte un uomo di straordinario valore, ma non ne ha scalfito la memoria. Non ne ha cancellato l’operato. Non ha vanificato il frutto del suo impegno e del suo coraggio. Sulla sua tomba, i versetti di San Giovanni: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Parole perfettamente calzanti, per un uomo che non esitò a mettere a rischio la propria vita per amore degli altri. La verità di don Pino Puglisi – Beato Pino Puglisi, dal 25 maggio 2013 – rimane.

Luana Vizzini

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