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Comprendere alcune arti marziali giapponesi

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Nella foto, in alto: kumite di karate

Molte arti marziali sono nate e sviluppate in Giappone. L’origine delle arti marziali, le si fa risalire alla tradizione guerriera dei Samurai. Nel Medioevo erano nate per combattere e difendersi, non come oggi che il più delle volte vengono scambiate come sport con l’obiettivo di essere fatte per la difesa personale, ma anche per la mente e il fisico.  Le arti marziale nel loro complesso sono legate al combattimento e al loro interno contengono esercizi fisici, mentali e spirituali. In ogni modo le arti marziali giapponesi sono moltissime e si differenziano non solo per la tecnica e la filosofia, ma anche per le armi che vengono utilizzate. Quando parliamo di arte marziale si usa il termine budo inteso come regola di vita, via marziale oppure bujutsu e bugei. Le arti marziali giapponesi si possono ulteriormente differenziare da quelle che usano le armi come il kendo, a quelle più tradizionali che usano solo le mani, come il Judo e Karate.  Comunque la maggior parte degli stili che troviamo in Giappone sono stati importati dalla Cina, ma modificate in modo tale da far nascere una nuova forma. Interessante conoscere che non tutte le arti marziali sono presenti ai giochi olimpici, come ad esempio il kendo che è escluso dai giochi olimpici.

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Nella foto,  in alto: combattimento di  kendo

Il kendo stile di scherma che si ispira alle tecniche di combattimento con la spada degli antichi samurai. Il nome in giapponese significa infatti” via della spada”, poi venne introdotta al posto della spada, la shinai, una spada di bambù, per consentire un combattimento realistico, senza rischio di lesioni.

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Nella foto, in alto: scontro di ju-jitsu

Il ju-jitsu si sviluppa in Giappone e si origina da tutte le componenti della tradizione giapponese, come l’ikebana, l’arte della composizione floreale.  Dalla cerimonia del te, Chanoyu. La calligrafia, shodo. Il ju jitsu, quest’arte ha riportato visibilità ad arti marziali antiche, tra i quali il kyudo, tiro con l’arco e il kendo. La pratica era riservata ai pochi eletti che utilizzavano anche armi come la Katana ecc. L’abilità del tiro con l’arco anticamente in Giappone, era considerata la virtù marziale per eccellenza. Dal punto di vista strettamente pratico l’aikido è una disciplina puramente difensiva che non ricerca la sopraffazione dell’avversario, ma di neutralizzarlo in modo non violento. il frutto dell’opera del Maestro Morihei Ueshiba (1888-1969) che affina quest’ arte attraverso le sue visioni. Del ju-jutsu contiene il contributo culturale e tecnico di altre scuole aventi più spiccati contenuti esoterici.

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Nella foto,  in alto:  combattimento di Aikido 

Karate-Do, dal giapponese “via della mano vuota”, cioè una pratica di combattimento a corpo libero che prevede l’uso di pugni, calci con relativa difesa con braccia e gambe. Mani, piedi, avambracci, ginocchia e gomiti vengono allenati e induriti attraverso allenamenti su tavole di legno di pino. judo, combattimento a mani nude. Era in origine uno stile del Jiu-Jitsu giapponese. Oggi il Judo in Italia è una disciplina regolamentata dal Coni. Il Judo fu presentato ufficialmente alle olimpiadi di Tokyo nel 1964, come sport dimostrativo.

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Nella foto, in alto : combattimento di judo

Stefania Monciardini

 

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