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Cartoomics 2018, sabato 10 marzo, prima tranche

Ed eccoci qua un’altra volta per l’evento dell’anno, e ci mangiamo le dita per non essere stati presenti ieri, venerdì 9 marzo. Ma ci siamo oggi e ci saremo domani, un’abbuffata di sei ore filate di match al giorno. La strada per arrivare è lunga e siamo in piedi dalle otto del mattino per essere lì a mezzogiorno. Pioviggina, il tempo non invoglia di sicuro a spostarsi e notiamo che in giro non ci sono cosplayers di sorta lungo tutto il percorso come l’anno scorso, nemmeno nell’ultimo tratto di metropolitana, quello che va da Pagano a Rho Fiera. Incontriamo solo uno sparuto Batman di  mezza età, con i capelli brizzolati che si intravedono sotto la maschera. “Come ci si sente ad uscire di casa vestiti da Batman?”, chiediamo. “Beh, se uno è Batman…” La risposta ci strappa un sorriso.

Nella foto, in alto: la olla all'ingresso del padiglione
Nella foto, in alto: la folla all’ingresso del padiglione 12 di Rho Fiera

Bene, ci siamo, arrivate giusto in tempo per accoccolarci in terra, tirar fuori l’occorrente per prendere appunti, ingoiare un panino ed ecco che il ring announcer sancisce l’inizio della kermesse di oggi.

Comunque sarà meglio precisare che non sarà possibile un resoconto dettagliato di ogni singolo match: troppi, tutti uno più bello dell’altro, e ci sarebbe da scrivere la Divina Commedia. In soli due giorni ne abbiamo visti almeno una trentina!  Quindi, come spesso facciamo, ci concentreremo più sulle emozioni che sul lottato. Prenderemo bonariamente in giro qualcuno (col loro permesso, ovviamente) e parleremo anche di cose che col wrestling magari c’entrano poco.

 

Nella foto, in alto: Charlie Kid contro Alessandro CorleonePrimo match: si parte con Charlie Kid contro Alessandro Corleone. Dato che bisogna iniziare bene, ci si propizia la sorte menando anche l’arbitro. Il Padrino detta legge per un pezzo, scaraventa al tappeto Kid acchiappandolo per i capelli, tenta di strozzarlo sulle corde e gli rifila un robusto calcione sulla schiena. Infiine Charlie decide che è giunto il momento di reagire e gli rifila una bella spear, cerca di chiuderlo in una sharp shooter e poi tenta un crossbody ma viene bloccato al volo e Corleone ribalta la mossa trasformandola in una FU a proprio vantaggio. Poco dopo però ha una breve esitazione e Charlie ne approfitta per schienarlo.

Nella foto in alto: l'esordiente Trixie
Nella foto in alto: l’esordiente Trixie

Il secondo match è femminile: Trixie contro la sua Maestà Queen Maya. Trixie è al suo esordio, e fa il suo ingresso in attire da collegiale accompagnata da Gravity e Max Peach. Piccolina, minuta, rispetto alla Regina sembra un giocattolo. Però la cosa non sembra preoccuparla e ci dà dentro subito con una monkey flip e una head scissor. Ma basta un ceffone di Maya per stenderla e farne uno straccetto. Non fa in tempo a rialzarsi che subisce un tentativo di strangolamento sulle corde. Tenta di ribaltare la situazione con uno school boy e le due ragazze finiscono entrambe a terra in un gruppo laocontico inestricabile. Infine Trixie prova a demolire quel grattacielo di donna che è Maya con una stunner, ma viene schienata senza fatica. Dai, come esordio direi che è andata bene e più che bene. Certo, qualche esitazione e qualche attimo di incertezza, ma chi non ne avrebbe, in questo contesto, tra l’emozione, il pubblico e un’avversaria di livello mondiale? Direi che possiamo promuoverla con degli ottimi voti!

Nella foto, in alto: gli Urban Guerrilla, Riot e Callaghan

Il terzo è un tag team match: abbiamo gli Urban Guerrilla (Riot e Callaghan) contrapposti a Gravity e Max Peach. Sono indiscutibilmente tutti e quattro bravissimi, ma Gravity è sempre uno spettacolo, in azione! Capriole varie, salti e voli dal paletto, si piega in tutte le direzioni…

Nella foto, in alto: Valentin le désoossé, famoso ballerino di cancan
Nella foto, in alto: Valentin le Désoossé, il famoso ballerino di cancan

A vederlo torna alla mente Valentin le Désossé, un famosissimo ballerino di cancan di fine ottocento, l’unico maschio sulla scena mondiale in grado di eseguire una spaccata saltando. Gravity inizia facendo i numeri su entrambi gli avversari. Tra una scissor e una stunner, poi, formano un bel trenino: lui, Peach e l’arbitro che si schiantano assieme, tutti e tre, sul povero Callaghan. I Guerrilla si vendicano facendo fare a Peach la parte della frittatina con una double stomp volante sul petto. Uomo legale torna Gravity che ci delizia con ribaltate acrobatiche in serie e piegamenti all’indietro tipici del suo parco mosse. Infine arriva Riot che tira una pesante bidonata su Peach, lo schiena e aggiudica quindi la vittoria ai Guerrilla. Quante volte, guardando il wrestling in tv avete pensato che i bidoni metallici che gli atleti si tirano in testa siano di metallo tenero, qualcosa tipo vassoietti di alluminio domopak e non facciano male? Beh, scendete dal pero perché i bidoni sono fatti davvero di robusto metallo e vi possiamo assicurare che non si piegano mica facilmente. Fanno male!

Nella foto, in alto: Rick Barbabionda vs Mr Excellent
Nella foto, in alto: Rick Barbabionda vs Mr Excellent

Ecco il quarto match: Rick Barbabionda contro Mr Excellent: festival dell’attitude e del selling che qui arrivano a vette artistiche di grande livello. Spettacolo! Ogni singola mossa è una piccola opera d’arte, un capolavoro di precisione, tecnica e spettacolarità, condita con la giusta enfasi. Per farla breve, Rick mette a segno due back breaker consecutive, Mr Excellent reagisce e prende l’iniziativa con una shiranui ed una zuccata. Si scambiano una nutrita serie di calcioni ed infine una abdominal stretch costringe Excellent alla resa. Ripeto: sarebbe bello dilungarci su ogni match ma sono troppi, davvero troppi e rischieremmo di annoiare

Nella foto, in alto: un'immagine del match
Nella foto, in alto: un’immagine del match

Il quinto incontro è un triple threat match: Nemesi vs Mišo Mijatovič vs Akira. E qui ci divertiamo, perché questa roba, in tv, non si vede. O siete qui, o ve la sognate! L’incontro inzia con una serie di rollup giusto per tastare il polso agli avversari e scaldare l’ambiente, ma entra nel vivo solo con un paio di armdrag di Nemesi su Mijatovič . Il cambio tra gli atleti è sempre veloce e imprevedibile. Akira dropkickka (voce del verbo dropkickkare) Nemesi, Mišo fa un backsuplex e subito dopo un running powerslam su Akira. Nemesi resuscita. Si lancia in un diving crossbody su Mišo, poi lancia Mišo con una hurricanrana e poi si lancia con un pescado. Che l’automobile di Nemesi sia una Lancia? Si lancia pure Akira su entrambi con un suicide dive. Più che il Cartoomics sembra il Salone dell’Auto. Ma qui si innesta il turbo e inseriscono il NOS (protossido di azoto – vedi i film di Fast & Furious). Akira ci delizia con una Canadian Destroyer – con le maiuscole perché per noi è la regina di tutte le mosse – su Nemesi, arriva al volo Mišo e fa volare Akira con una olimpic slam. Tenta un superplex dalla terza corda su Akira ma torna Nemesi e trasforma il tutto in una tower of doom. Volano tutti, insomma, e visto che è quasi Pasqua, le colombe sono in tema. Tutti al tappeto a riprendere fiato fino al conto di sette. Quando si rialzano iniziano a prendersi a sacrosanti ceffoni e il tutto si conclude con una Demon Driver di Nemesi su Akira. Per vedere questa roba in WWE non basta una stagione intera. Ma si sa… le stagioni non ci sono più…

Il pubblico: molto meno dell’anno scorso, vuoi per la pioggia, vuoi per la crisi e i prezzi, vuoi perché quest’anno i ring al Cartoomics erano DUE! Infatti, al padiglione 12 c’era anche la FIW. La nostra Erika Corvo è molto larga, ma non abbastanza da poter essere in due padiglioni contemporaneamente, quindi non ce ne vogliate se abbiamo dovuto fare una scelta. Pochi ma buoni, perché chi si è fermato non passava di là per caso come l’anno scorso ma era lì proprio per vedere il wrestling, tant’è che poi abbiamo notato più volte le stesse facce durante tutto l’arco della giornata. Nei prossimi segmenti di riporto allo show faremo notare che il tifo è andato via via crescendo man mano che gli incontri si sono susseguiti. I cosplayers, come abbiamo già detto erano molti meno del solito, magari per la difficoltà di doversi cambiare sotto la pioggia poco prima di entrare. I prezzi del cibo all’interno dei saloni erano proibitivi: un cappuccino due euro e una brioche 1.70. Un panino 8 euro, 5 per un hot dog e altre preziosità da oreficeria. Mancava poco che accanto ai chioschi dei cibi ci fosse qualche stand delle agenzie di prestiti e di credito al consumo.

E questo è tutto per la prima tranche degli incontri, tre per ogni giornata: 12.30. 15 e 17.30. Pubblichiamo un po’ per volta o finiremo di scrivere quando il Cartoomics 2019 sarà già iniziato. Restate qua attorno, vero?

                                                                                                                                                                           Erika Corvo

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