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Alla Pugnaaaaa!!! MWF e ICW. 4 gennaio 2020. Pero

Udite, udite, sodali et popolo tutto! Straordinario evento proclamato dallo Sacro Imperatore Emilio da Lodi unitamente allo principe Gaetano da Cusago: codesta sera, i campioni delli rispettivi eserciti incroceranno le armi alla pugna non contrapposti, bensì in cooperanza, laddove il comune nemico est lo scadente spettacolo et lo raffazzonato agone indegno di cotanti eroi.

Vabbè, per farla breve, lo spettacolo è in collaborazione tra le due federazioni: ICW ospite, MWF ospitante. Evento a dir poco storico, e da questo il proclama iniziale nello stile medievale di “Feudalesimo e Libertà” Se non li conoscete, andate a cercare la loro pagina su Facebook, che ne vale la pena. Lo giuriamo sullo Sacro Imperatore!

Nella foto, in alto Steve McKee e i suoi Wings Along Road
Nella foto, in alto Steve McKee e i suoi Wings Along Road

Arriviamo intorno alle 15. Di solito aiutiamo a fare molte cose, ma oggi è già tutto pronto e diamo una mano soltanto a nominare le sedie. In compenso, i ragazzi hanno un sacco di tempo per riscaldarsi e provare qualcosa. Sì, ne vedremo delle belle, ci sarà da divertirsi. Sono in tantissimi, c’è il roster MWF al completo e almeno metà di quello ICW, nessun ospite straniero. Sono tutti bei nomi, a partire dal leggendario Emilio (che però stasera non combatte), e poi Nemesi, Andres Diamond, Marcio Silva, Mirko Mori, Doblone, AB Knight, Matt Disaster, Larry Demon e tanti altri. Emiliano Zotti che ha come gimmick il cicciottello Panzero è dimagrito di brutto. Ci complimentiamo per il risultato, ma adesso che è magro dovrà cambiare gimmick? Con rammarico non lo vedremo sul ring: questa sera non combatte, è solo parte dello staff. Steve McKee sta collezionando successi col suo gruppo musicale country, i Wings Along Road. Sapevate che è agli ottavi di finale per Sanremo?

Nella foto, in alto: la nostra Erika Corvo con il bravissimo Riot e dietro loro, Carlino Forchini, l'anima della festa.
Nella foto, in alto: la nostra Erika Corvo con il bravissimo Riot e dietro loro, Carlino Forchini, l’anima della festa.

Naturalmente gli auguriamo il meglio del meglio, ma vada come vada, si stanno facendo notare a livello nazionale. Questi prima o poi, spaccano, garantito! Brutus, invece, sta per aprire una birreria. Quindi, se abitate a Milano o limitrofi e vi verrà sete, una tappa nel suo locale sarà obbligatoria, altrimenti qualche chop ve la tiriamo noi. Ultimo ad arrivare è Carlino Forchini che si era addormentato ma è riuscito a raggiungere il palazzetto in tempo. Meno Male! Senza di lui che è l’anima della festa, che show sarebbe? Gli arbitri di stasera sono due: Andrea Cesana per la MWF e quell’adorabile persona di El Gringo per la ICW, un ragazzo che riversa la sua enorme carica di simpatia sul mondo intero senza fare distinzioni, così come il sole illumina il pianeta. Perché non ce ne sono di più, come lui?

L’impianto luci, stasera, è targato ICW, ed essendo già ampiamente collaudato siamo sicuri che funzionerà tutto e si vedrà benissimo.

Nella foto, in alto: un albero di Natale davvero creativo
Nella foto, in alto: un albero di Natale davvero creativo

L’albero di Natale creativo all’ingresso è bellissimo: è davvero fatto al contrario, non è una foto strana.

Cento posti prenotati più gli arrivi dell’ultimo minuto. Parecchie facce nuove, anche perché parecchi arrivano da Bergamo o dal lodigiano e non li abbiamo mai visti anche se sono tifosi da tempo. E il parterre si riempie nonostante mezza Italia sia a letto con l’influenza o ancora in vacanza, in attesa del rientro dopo l’Epifania. A proposito: buon 2020 a tutti, e che vi porti tutto il bene possibile.

Domanda da un milione di dollari: nell’ambito del wrestling italiano, cosa vorreste come regalo per l’anno nuovo? Rispondete nei commenti o nei messaggi sulla pagina Facebook “La Festa Siamo Noi”, che poi le pubblichiamo.

Ok, si comincia? E allora, tornando allo stile medievale…

ALLA PUGNAAAAAA!!!

Nella foto, in alto: Gabriel Bach e Andres Diamond
Nella foto, in alto: Gabriel Bach e Andres Diamond

Primo match: Gabriel Bach contro Andres Diamond. Il Giovane Compositore sbeffeggia l’avversario con sberleffi, schiaffoni e pacche sulla zucca, ma a Diamond bastano un paio di clothes line per mandarlo al tappeto, e se non bastasse, gli appioppa anche un suplex con delay che dura almeno una settimana. Gabriel finge di essersi fatto male, anzi, malissimo, e appena si rialza tira un superkick al suo antagonista. Tra calcioni e fasi alterne il match procede veloce. Un dropkick di Diamond stende il povero Bach, che subito dopo subisce ancora una bella sequenza di clothes line. Andres prova il Taglio del diamante ma Bach si libera e cerca di reversare la mossa. Un enziguiri gli va a vuoto e allora cerca nuovamente di prendere tempo fingendo un altro infortunio. Diamond lo acchiappa senza tanti complimenti e gli rifila una TKO. Subito dopo, una elevated cloverleaf  e conclude la faccenda. Diamonds are forever!

Nella foto, in alto: i Rebel Souls
Nella foto, in alto: i Rebel Souls

Secondo match: four way tag team elimination. Insomma, un sacco di gente. Rebel Souls (Steve McKee e Kronos) contro i Top Players (Jesse Jones e Sonny Vegas), contro l’Orda (Bjorn e Rust), contro Hardcore Cassi e Dennis. Questi ultimi non hanno un nome di tag, in compenso picchiano e basta. Cassi dichiara di essere il migliore mentre Sonny dimostra che lo è davvero, ma a prenderle, perché il nostro Harcore gliene rifila un sacco e una sporta coadiuvato dal buon Jesse Jones. Il combattimento si sposta fuori ring e ammiriamo Rust in un lionsault spettacolare su tutto il resto della truppa. Risalgono Kronos e Cassi, e può succedere solo che il titano acchiappi Cassi e lo butti di sotto come un missile americano sull’Iraq. Siccome un missile non basta, quando risale McKee, scaraventa di sotto anche lui. Arriva Jones e stavolta è Kronos a scendere giù dopo un pesante dropkick. Sembra che anche Jones voglia volare, e invece all’ultimo istante arresta il suo slancio e piglia tutti quelli di sotto a schiaffetti sulla testa. Il pubblico, ride. Kronos risale e lo spalma sul canvas come la Nutella sul pane (mamma, mi fai un panino con Jesse Jones?). I Rebel Souls i accaniscono su di lui dapprima distraendo l’arbitro e combinandogliene di tutti i colori, poi mettono a segno una bella combo in cui Kronos fa da sgabello al compagno che si lancia con un forearm. Il Titano completa l’opera con un samoan drop. Jesse non solo non si lascia schienare ma risponde con un enziguiri su McKee, e dopo avergli tirato anche un dropkick, dà il tag a Bjorn ed esce di scena. Il Vikingo inizia con una serie di clothesline e una spinebuster sul nostro countryman. Rientra Cassi  e  cerca di intervenire su Bjorn ma riappare Rust, che lo disintegra con una snap reverse STO. L’Orda si scatena: McKee e Cassi vengono ridotti a macinato per il ragù. E poi? Che bella cosa una doppia tower of doom! Rust di qua, Cassi di là, le due vittime sacrificali sui paletti, e si aggiungono Jesse Jones e Kronos da una parte, Dennis e Sonny Vegas dall’altra per lo splash. Che bella festa, quanto ci piace questa roba! I primi a rialzarsi sono Kronos e Dennis. Questi si concentra nel tentativo di sollevare Kronos (see, domani!) ma viene sorpreso alle spalle da una sediata dell’odioso Matt Disaster che non c’entrava niente ma quando c’è da interferire arriva subito. Ovviamente, Kronos ne approfitta per una spinebuster catastrofica e lo schiena. Primo tag eliminato: Cassi e Dennis. I due dell’Orda salgono di corsa e cercano di avere la meglio sul Titano. Ma è troppo grosso e allora dirottano sul suo compagno Steve McKee. Secondo voi, Kronos rimane a guardare? No, fa piazza pulita. Al compagno di tag basta poco e anche l’Orda è eliminata dalla competizione. Ritornano su Jones e Vegas, ma vengono entrambi spatasciati in contemporanea da una double sidewalk slam dirompente. Appena rialzato, Jones si becca una spinebuster ma ancora i Rebel Souls non riescono a schienarlo. Ritorna Matt Disaster con cattive intenzioni, ma stavolta il fato è contro di lui: si scontra per errore in malo modo col suo compagno Steve, il quale viene subito eliminato da Jones che non si è lasciato scappare un’occasione così ghiotta. I Rebels non accettano la sconfitta e attaccano gli avversari anche a match terminato, ma prima che possano provocare seri danni vengono interrotti dall’arrivo di Nemesi. Dato che stasera è lui a presentare a serata e fare da General Manager, sancisce la messa in palio della cintura di Disaster: se ha così tanta voglia di stare sul ring anche quando non deve, allora che combatta sul serio in bel match tutto per lui.

Nella foto, in alto: Brutus
Nella foto, in alto: Brutus

Terzo match: Atlas contro Brutus. Atlas parte all’attacco ma Brutus scende di sotto. Quando risale trova il modo di acchiappare al volo l’avversario in modo da rifilargli una neckbreaker e un elbow drop. Atlas risponde con qualche lariat, ma il Cinghiale va giù solo dopo una spinebuster. Dopo lo spatasciamento di Atlas con un back suplex, Brutus scende e risale con una sedia. Mentre l’arbitro Cesana si distrae per sequestrargliela e farla sparire, Brutus ammazza l’avversario con qualcosa pescato sotto al ring e non gli resta altro che aspettare il conto di tre per aggiudicarsi l’incontro.

Nella foto, in alto: Vertigo
Nella foto, in alto: Vertigo

Quarto match: Quattro contro quattro. Team heel: Puck No Limits, Luke Strike, Mark Reed e Dante. Team face: Vertigo, Zoom, Chris Danger e Dotti Offishall.

Puck si becca un bel dropkick da Vertigo e un bodyslam da Dotti. Esce sostituito da Luke Strike che si piglia da Dotti due atomic drop di fila (da domani, Luke si chiamerà Lucia). Offishall fa entrare il compagno Zoom (che fino a poco tempo fa si chiamava Io Barton) e lo usa come proiettile da lanciare su Strike, ancora a terra. Zoom è magrissimo ma di un’agilità fuori dal comune: la head scissor su “Lucia” gli viene benissimo, la springboard armdrag è un pezzo d’arte e la side kick con fameasser con cui conclude la sua presenza in questa azione sono la ciliegina sulla torta. Questo ragazzino è il solo che nei pochi secondi a disposizione sia riuscito a piazzare tutte queste belle cose fatte bene. È da seguire, questo farà strada. Dopo un casino generale in cui le due squadre se ne dicono e se ne danno di tutti i colori, ciascuna nel proprio angolo, Mark Reed piglia a calcioni nello stomaco il povero Zoom e conclude l’azione con un vertical suplex. Ora entra Chris Danger per la squadra face. Spiaccica sul canvas Dante e fa piazza pulita di tutti gli avversari buttandoli al piano terra uno ad uno. Mentre sono tutti quanti di sotto in allegria, Torna in scena Zoom che si lancia sugli avversari con un suicide dive. Per la serie “anche noi, anche noi!” si lanciano anche Danger dall’apron e Vertigo dalla terza corda. Ma che bello! Tornati di sopra, Reed butta nuovamente di sotto Danger ma viene spatasciato da Dotti che viene messo al tappeto da una cutter di Luke Stike. Non contento, Strike infierisce su Zoom e riesce a schienarlo ottenendo il pin vincente per la squadra heel con una Gory slam. Ma no, che poi Zoom si rompe! Dove ne troviamo un altro uguale?

Ma Dante? È entrato solo il tempo di farsi spremere e poi è sparito! Vabbè, adesso abbiamo capito perché ci sia una marca di olio d’oliva che si chiama così. Nient’altro che genuina spremitura.

Nella foto, in alto: Riot, AB Knight e Doblone
Nella foto, in alto: Riot, AB Knight e Doblone

Quinto match: Triple threat match tra AB Knight, Riot e Doblone. Ragazzi, dove c’è Riot c’è spettacolo. Lasciatecelo dire, per noi è il massimo: un terzo di bravura, un terzo di comedy e un terzo di carisma. Non ha eguali! (Vabbé che Doblone lo segue a ruota, eh?) I tre iniziano facendo la gara a chi è più alto, e per raggiungere il braccio teso in alto di AB che è una pertica, Doblone deve arrampicarsi sul corpo dell’avversario, aiutato da Riot che lo solleva dapprima in braccio, poi se lo carica in spagoletta. Adesso sì che è più alto lui! E come non ridere? AB, però, riesce a far loro perdere l’equilibrio. AB acchiappa Riot, questi chiede a Doblone di dargli una mano, quello gli prende la mano e gliela torce. Le risate si sprecano. Doblone riesce ad imprigionare AB in una headlock. Riot, rimasto disoccupato, che fa? Torce un braccio dell’arbitro Cesana, che lo spedisce via subito. Allora torna ad intromettersi tra gli altri due e la pantomima va avanti finché AB non mette a segno una double hurricanrana su entrambi contemporaneamente. Doblone viene poi steso da un dropkick di Knight, Riot butta di sotto il Cavaliere, e la comedy ricomincia in coppia con Doblone con tiraggio delle mutande e relativi strilli, bacetti inaspettati, finte, strizzamento di capezzoli, zuccate, e varie altre. Trooppo divertente! Quando finiscono tutti di sotto, AB si lancia in un suicide dive. Ributta Riot di sopra, e questi rotola, rotola, e rotola fino ad arrivare dall’altro lato e scendere giù di nuovo. AB lo riporta su ma viene steso da un vertical suplex. Risale Doblone e un german suplex per ciascuno lo appioppa facile facile. AB rifila un enziguiri ad entrambi. Riot si fa portare da bere, fa un sorso dalla bottiglia e da buon gentiluomo ne offre un sorso a Doblone, che però invece di bere, tre secondi dopo lo annaffia con uno sputacchio e tenta uno small package. Torna su anche AB e inizia un carosello velocissimo di scambi vari che si conclude con un forearm in volo dalla terza corda che stende entrambi gli avversari. Poco dopo AB compie un pezzo di bravura: inizia con una figure four su Riot e un german suplex su Doblone mentre ancora blocca Riot al tappeto. Ma lo schienamento ancora non arriva. In compenso ricomincia un frenetico carosello di mosse e contromosse. Veloci, divertenti, precisi, sicuri, una coordinazione millimetrica… questo è quello che ci piace vedere! Schiacciamento di piedi, dita negli occhi, saltelli e pantomime, pubblico che ride di pancia… Main match della serata senza ombra di dubbio! Si va avanti con Riot che organizza un bel trenino con tutti e tre loro seduti sul canvas, e una roll pin molto allegra che fa bene a tutti. AB riparte di enziguiri, Doblone risponde con una fireman’s carry gutbuster e stende Riot con una cutter. Capolavoro: mentre cerca di schienarlo, AB sale sulla terza e vola con una senton atterrando sulla schiena di Doblone che stava sulla panza di Riot. Una volta rialzati, AB e Doblone finiscono seduti ai due angoli opposti e Riot gli zompa sopra con una cannonball ciascuno. Spedisce Doblone in braccio ad AB dopo aver mostrato le irriverenti chiappe di luna al mondo intero e assesta un’altra cannoball. Senonché Doblone la evita, reagisce con una Jolly Roger DDT e mentre l’altro è ancora con le chiappe al vento, lo schiena. Ragazzi, che match! Cinque stelle, con aggiunta di tre pianeti e un satellite, che qua cinque stelle da sole son poche!

Nella foto, in alto: Marcio Silva
Nella foto, in alto: Marcio Silva

Sesto match: Marcio Silva contro Spencer. Silva è un vero colosso, alto e piazzato. Se diciamo Spencer ci viene subito in mente il mitico Bud, e invece si tratta di un ragazzo alto ma molto snello e longilineo. Inizia il brasiliano con una belly to back side slam e una STO. Spencer reagisce con una diving armdrag, un paio di armdrag normali, poi butta di sotto Marcio con disinvoltura. Nonostante l’ottima illuminazione sul ring, quello che accade di sotto non lo sapremo mai. Pazienza. Pazienza un cavolo! La prossima volta schiodate il culo dalla sedia e venite a vedere. Spencer deve averle prese di santa ragione perché viene ributtato su come si lancia un sacco dell’immondizia nel camion compattatore. E infatti il nostro brasiliano cerca di compattarlo con elbow e kneedrop da ridurlo ai minimi termini. Spencer tenta un crossbody ma Silva lo acchiappa al volo e lo bodyslamma a dovere (voce del verbo bodyslammare, come ormai sapete). Spencer ci sorprende con una sunset flip powerbomb a dir poco favolosa (mica facile ribaltare quel gran pezzo di marcantonio di Silva), sorprende il suo avversario in verde e oro con una springboard cutter e tutto il mondo con una fame asser altissima, purissima e levissima. Silva si vendica con una powerbomb devastante e schiena il suo giovane avversario. Ha vinto lui, ma bravi bravi, bravi, a tutti e due! Match bello, gustoso e ciccioso.

Nella foto, in alto: Alysea contro Mary Cooper
Nella foto, in alto: Alisea contro Mary Cooper

Settimo match: due gentili donzelle, Alisea contro Mary Cooper. Alisea la conoscevamo col ringname di Alyx. Però ci sembra di conoscerla anche con il nome di Helga. (Chi ha visto Vikings su Netflix alzi la mano!) Che siano sbarcati i Vikinghi anche in Lombardia? Ok, la nostra Shield Maiden parte alla carica con un monkey flip. Si becca due lariat, una manica di sganascioni (ma ne tira altrettanti) e parte con un dropkick. Mette a segno anche uno splash. Meraviglia delle meraviglie, un bellissimo 619, un crossbody, e i Vikinghi conquistano un’altra fetta di terrritorio.

Nella foto, in alto:
Nella foto, in alto: Invasione vikinga nel mondo del wrestling. Larry Demon sosia di Bjorn Ironside, Alisea di Helga, Max Peach di Bishop Heahmund, Luca Malvassora di Ivar the Boneless, Dottor G di Ubbe e Bjorn che è Bjorn e basta.

Divagazioni sul tema: Abbiamo visto un Bjorn arrivare con tanto di elmo nordico. Abbiamo Alisea che è una fotocopia di Helga, Larry Demon sosia di Bjorn Ironside, la reincarnazione di Ivar the Boneless (Luca Malvassora, MWF) e non manca nemmeno il clone di Bishop Heahmund (Max Peach, ICW, che però non è presente questa sera). In IWE compare Ubbe sotto le spoglie del Dottor G (non presente stasera). Mah? Se trovate qualche altro sosia in giro, ce lo fate sapere?

Nella foto, in alto: Matt disaster contro Mirko Mori
Nella foto, in alto: Matt disaster contro Mirko Mori

Ottavo match: Matt Disaster contro Mirko Mori. Il match ha inizio con una serie di grovigli laocontici con cui i due atleti rotolano qua e là alzandosi e tornando a turbinare in terra in modo indiavolato. Disaster centra in pieno Mori con un crossbody dalla terza corda e poco dopo con un superkick che però gli viene restituito con gli interessi. Il brutto è che arriva come al solito il resto dei Rebel Souls a scassare i marroni e anche i verde chiaro, un pochino anche i blu, e l’incontro finisce per squalifica. La campanella suona così tanto che arrivano tutti i fedeli chiamati a raccolta per la messa. Più tardi passerà Don Giulio a somministrare l’eucarestia a anche l’estrema unzione per chi la desidera. Ed ecco arrivare Bjorn Ironside (pardon, Larry Demon) che dapprima sembra voler difendere il povero Mori, mentre invece dopo qualche attimo di suspense lo legna pure lui. Arriva un mucchio di gente: Nick Lenders, Jesse Jones e Sonny Vegas e tutti gli altri scappano. Nemesi prende il microfono e urla che la cosa non finisce qui: il prossimo incontro sarà quindi Nick Lenders e Mirko Mori contro Matt Disaster e Larry Demon, precisando che tutti gli altri se ne dovranno restare fuori!

Nella foto, in alto:
Nella foto, in alto: Matt disaster e Larry Demon contro Nick Lenders e Mirko Mori

Nono ed ultimo match: per l’appunto, Matt Disaster e Larry Demon contro Nick Lenders e Mirko Mori. Iniziano le ostilità Larry e Nick. Poco dopo entra anche Mirko per una bella combo di calcioni. Piazza anche un bel dropkick e Larry replica con un elbowdrop. Che fa, Mori, a questo punto? Sale sulla terza corda e mette a segno una hurricanrana bella bella. Cambio: entrano Lenders e Disaster. Quest’ultimo va subito al tappeto due volte. La prima a causa di un dropkick di Landers dal paletto e la seconda per un german suplex. Rientra Larry che piglia a calcioni tutti quanti, e Disaster rientra ancora una volta per finire immediatamente a terra per un altro dropkick di Lenders. Larry si vendica con un vertical suplex che termina in backbreaker, ma rientra Mori di volata e lo stende con un bodyslam. Si lancia dal paletto ma viene intercettato al volo da una cutter di Disaster, e come dicono i bambini: “Tutti giù per terra!”. L’arbitro conta fino a sette prima di vederli rialzare, una coppia di fronte all’altra per massacrarsi di sganascioni sacrosanti. Disaster le prende ancora da entrambi gli avversari: una jaw breaker di Mori, un german suplex di Lenders e un double superkick da tutti e due. Torna in campo Larry ma le prende anche lui, ma infine arriva il momento giusto per Disaster di piazzare una canadian destroyer sul Goleador. A questo punto tenta lo schienamento formando una pila umana insieme al compagno di team, ma Mori gli rompe le uova nel paniere zompando con un double stomp dal paletto che lo porta ad atterrare sulla schiena del povero Larry che stava di sopra. Tutti giù un’altra volta, e l’arbitro conta ancora a lungo prima di vederli risorgere. Demon va giù per un altro dropkick di Mori. Matt Disaster arriva con una sedia e legna il povero Mirko in maniera pesante lasciandolo sul canvas a contare le stelle e gli uccellini. Demon gli zompa sopra per schienarlo ma l’arbitro Utzeri è stato spiaccicato poc’anzi contro un paletto ed è volato di sotto a farsi una dormita. Non c’è il pin anche se si potrebbe contare fino a ventitre, e quando arriva Cesana a sostituire il collega zebrato, Mori fa in tempo a rialzare una spalla. Disaster lo rimette in piedi di peso mentre Demon parte per una spear, ma il furbo Mirko si sposta in tempo e Matt viene spazzato via, disintegrato e ridotto ai minimi termini. Lenders spera di perforare il ring con una package powerbomb tremenda su Larry. Ci sale sopra a montagnetta insieme a Mori, e stavolta sì che one, two, three, il pin finale arriva!

Nella foto, in alto: la copertina del nuovo romanzo di Erika Corvo
Nella foto, in alto: la copertina del nuovo romanzo di Erika Corvo

Ci vediamo alla prossima? Ok, sappiate comunque che è uscito il sesto romanzo di Erika Corvo: Shadir, i Guerrieri Ombra”, disponibile in tutti i migliori portali on line, tra poco anche in formato digitale! Leggetelo!

                   Erika Corvo

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