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Viaggiare sicuri su quattro ruote: i sistemi di ritenuta degli autoveicoli

Viaggiare su quattro ruote può essere molto pericoloso, se non si rispettano determinati criteri di sicurezza. Indispensabili in ogni condizione di strada, tanto più nel traffico cittadino, salvano la vita a noi e a chi ci sta accanto. In particolare, è l’articolo 172 del Codice della Strada a regolamentare i sistemi di ritenuta degli autoveicoli e il loro corretto utilizzo.

Nella foto, in alto: sistema di ritenuta per bambini

Innanzitutto, ci sono le cinture di sicurezza. Sono dispositivi ancorati all’interno dell’auto e la loro funzione è quella di mantenere il corpo attaccato al sedile in caso di urto violento o improvvisa frenata. Senza il loro supporto, conducente o i passeggeri potrebbero urtare contro parti interne del veicolo o essere proiettati contro il parabrezza o all’esterno dell’autovettura.

Devono essere indossate correttamente, in qualsiasi condizione di marcia, sia dal conducente che dai passeggeri dei sedili anteriori e anche posteriori. Inoltre, devono essere di tipo omologato e mantenute sempre efficienti, tanto che è richiesto un periodico controllo del loro stato di usura e di efficienza.

L’efficacia delle cinture è integrata dal poggiatesta. Questo dispositivo protegge la colonna vertebrale in caso di tamponamento; è molto utile per prevenire il colpo di frusta, ovvero un movimento brusco del collo in avanti ed indietro che può causare lesioni o fratture, ma solo se viene regolato correttamente, sia in altezza che in inclinazione.

Alcune particolare categorie di conducenti e passeggeri sono esentati dall’obbligo di agganciare le cinture di sicurezza: le donne in stato di gravidanza con particolari condizioni di rischio certificate, le persone che soffrono di particolari malattie certificate, gli istruttori di guida nello svolgimento della loro professione, i conducenti dei veicoli per la raccolta e per il trasporto dei rifiuti, gli appartenenti a servizi di vigilanza privata, che effettuano scorte.

I bambini di statura inferiore a 1,50 metri, invece, in ogni situazione di marcia devono essere trattenuti da sistemi di ritenuta per bambini, ovvero seggiolini. Questi devono essere omologati e adeguati alla loro statura e peso.

Nella foto, in alto: un airbag sgonfio

I bambini possono essere trasportati sul sedile anteriore di un’autovettura utilizzando idoneo seggiolino con lo schienale rivolto verso il parabrezza e solo se l’airbag frontale è stato disattivato, grazie al comando di disattivazione. In caso di incidente e di attivazione dell’airbag, infatti, il bambino potrebbe subire danni gravissimi, perfino mortali.

Su autovetture sprovviste di sistemi di ritenuta per bambini, i passeggeri di età inferiore a 3 anni non possono viaggiare. Quelli di età superiore, possono occupare un sedile anteriore solo se la loro altezza supera 1,50 m e indossano le cinture di sicurezza.

Inoltre, è consentito il trasporto di bambini, anche senza sistema di ritenuta, che viaggiano sui sedili posteriori di taxi o di autovetture da noleggio con conducente, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore a 16 anni.

Infine, l’airbag. È un dispositivo di sicurezza passiva per il conducente e i passeggeri di un autoveicolo, costituito da un cuscino gonfiabile di nylon (o altro materiale sintetico) ripiegato in un apposito vano.

In caso di urto violento, un sensore elettronico fa entrare in funzione un sistema: il cuscino si riempie di gas nel tempo di alcuni millisecondi e si frappone tra gli occupanti e la struttura del veicolo. In questo modo limita i danni causati da urti contro superfici interne. Una volta gonfiato, l’air-bag deve essere sostituito.

Peter Paul Huayta Robles

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