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Siamo tutti intelligenti. Parola dello psicologo Gardner

Troppe volte si classificano le persone come più o meno intelligenti. Questo perché, nel pregiudizio comune, esiste un solo tipo di intelligenza, quella legata alla soluzione di problemi logici e linguistici e al quoziente intellettivo. In realtà non è così: l’essere umano è dotato di più forme di intelligenza e ognuno di noi ne ha alcune più sviluppate delle altre.

Nella foto, in alto: le molteplici funzioni del cervello umano

È quanto sostiene lo psicologo statunitense Howard Gardner, alla luce di ricerche in campo biologico e neurologico e di dati emersi in campo antropologico.

Il cervello umano, infatti, è suddiviso in regioni specifiche, che lavorano in modo indipendente, ma possono cooperare nell’esecuzione di un determinato compito. Da questa visione, Gardner fa derivare la concezione secondo la quale esistono almeno sette tipi di intelligenze:

  1. Intelligenza linguistica: chi ne è dotato è sensibile al significato delle parole e alle funzioni del linguaggio, ha una spiccata propensione per la produzione e comprensione linguistica e notevoli capacità nel pensiero astratto.
  2. Intelligenza logico-matematica: consente di produrre ragionamenti logico-deduttivi complessi, coordinando i diversi passaggi, e di relazionare le cose tra di loro in termini matematici. Predispone alle materie scientifiche, a comprendere i nessi causa-effetto e a ragionare per schemi.
  3. Intelligenza musicale: è alla base del talento nella musica, nel canto e nella composizione.
  4. Intelligenza visivo-spaziale: è l’abilità di chi predilige le arti visive e pensa per immagini o schemi visivi. Ma anche di chi ha un buon senso dell’orientamento e abilità nel cogliere le forme nello spazio e le prospettive.
  5. Intelligenza corporeo-cinestetica: chi privilegia questa intelligenza preferisce approcciarsi alla realtà facendone esperienza concreta, anche a livello di manualità e motricità fine. È dotato di abilità di equilibrio, controllo dei movimenti del proprio corpo e propriocezione.
  6. Intelligenza intrapersonale: implica empatia, abilità a tessere relazioni, ascolto e comprensione dei bisogni degli altri, socializzazione.
  7. Intelligenza interpersonale: permette di accedere alla parte più intima di sé, riflettere sulla propria parte interiore e riconoscere i propri sentimenti.

Nel corso degli anni, Gardner ha valutato l’esistenza di altri due tipi di intelligenze:

  • Intelligenza filosofico-esistenziale: è la premessa per il pensiero astratto di ampio respiro e l’attitudine al ragionamento filosofico. Consente di porsi domande su tematiche esistenziali.
  • Intelligenza naturalistica: consiste nella capacità di approcciarsi alla natura, entrare in contatto con essa e conoscerne i suoi aspetti in profondità.

Tenere in considerazione questa visione è di estrema importanza anche per la didattica. Il pregiudizio che grava su alunni ritenuti poco “intelligenti”, perché non portati per i tradizionali esercizi a carattere logico (verbale o matematico), può avere gravi conseguenze a livello di autostima e di scelte future.

Nella foto, in alto: un’alunna durante l’esecuzione di un compito

È fondamentale scardinare, soprattutto negli insegnanti e negli educatori, questa vecchia ed erronea concezione. Ogni singolo alunno è dotato di intelligenza, ma non tutte le aree sono sviluppate nello stesso modo. Talvolta qualcuno, poco conforme alle lezioni tradizionali, può eccellere nell’intelligenza visiva o musicale o cinestetica. È compito dei docenti osservare gli alunni, individuare i loro punti di forza, arrivare a tutti variando il proprio metodo di insegnamento e permettere loro di esprimersi secondo le proprie potenzialità. Lavorando per migliorare le forme di intelligenza più deboli.

Questo è ancora più significativo per gli alunni con disabilità di vario livello o con disturbi dell’apprendimento, le cui intelligenze spesso non vengono nemmeno prese in considerazione. Come conseguenza, si registra un calo di autostima e la perdita di occasioni di apprendimento. Al contrario, ogni singolo alunno, anche nel caso della disabilità più grave, ha il diritto di essere riconosciuto nelle sue potenzialità e di essere al centro del migliore dei percorsi educativi.

Luana Vizzini

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