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Salvador Dalì e gli orologi molli

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Nella foto, in alto: uno dei famosi orologi molli del genio Dalì

Salvador Felipe Jacinto Dali nasce a Figueras (Spagna) nel 1904. Dal 1921 al 1925, frequenta l’Accademia San Fernando di Madrid; stringe amicizia con Federico Garcia Lorca ed il cineasta Luis Bunuel. La sua prima esposizione personale è del 1925 (Galleria Dalmau, Barcellona), mostra in occasione della quale Picasso e Mirò iniziano ad interessarsi ai suoi lavori.  Mirò come Dalì, hanno dato una loro interpretazione del Surrealismo. Ossessionato dalla morte del fratello prima della sua nascita, evento che segnerà la creatività dei suoi lavori come lui stesso definì le sue opere critico-paranoico oppure perverso-polimorfo. La corrente surrealista infatti nasce dallo sviluppo delle teorie di Sigmund Freud, psicanalista. Si analizzano i sogni e dove si teorizza che i disagi della mente sarebbero causati da traumi che l’individuo non ricorda e che vengono trasportati nell’inconscio e pertanto ricordati attraverso il sogno. Un esempio lo troviamo nell’opera La persistenza della memoria del 1930, oppure nel Sogno causato dal volo di un’ape del 1944. Espone a Parigi, New York, Barcellona e Londra. Ha una vita frenetica sempre impegnato a fare mostre. Vive in modo eccentrico fuori dagli schemi. Sempre nel 1934 sbarca a New York, definendosi unico surrealista. Nel 1935 pubblica uno dei suoi saggi, sviluppando il metodo paranoico- critico. Nel 1936 pubblica, il surrealismo spettrale dell’eterno femminino preraffaelita. Nel 1937 Dalì è a Hollywood e scrive una sceneggiatura, Giraffes on Horseback Salad. Ormai famoso sia A New York che a Parigi nel 1974 inaugura il suo Teatro- Museo a Figueras. Il 10 giugno 1982 muore Gala, sua musa e moglie. Non lavora più per poi morire il 23 gennaio 1989.

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Nella foto, in alto: Salvador Dalì. Un po’ genio, Un po’ folle

Stefania Monciardini

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